di Giuliano Foschini
Raccontava così, don Pierino Gelmini nel giardino della sua comunità di Zervò, Aspromonte, durante i preparativi del don Gelmini Day: “Sento la solidarietà di molti, intorno a me. Dei politici, dei miei ragazzi che poi spesso sono anche la stessa cosa“. Prego? “Ho fatto uno screening proprio qualche mese fa: in questo momento nei consigli comunali, regionali, qualcuno anche in Parlamento, ci sono almeno cento ospiti delle mie vecchie comunità. Significa che qualcosa di buono lo facciamo: recuperiamo la gente e diamo loro anche la sicurezza psicologica per poter comandare, per poter fare qualcosa di bene per il resto della gente”.
Don Pierino assicura che oggi i suoi ragazzi sono sia a destra sia a sinistra. E cita un nome, uno solo: “Vincenzo Zaccheo, l’ex parlamentare di Alleanza nazionale, ora sindaco di Latina. È stato da me quando era giovane. Mi ha chiamato quando è successa tutta questa schifezza per starmi vicino. Queste cose fanno molto piacere”. La vicinanza al mondo politico di don Gelmini non corrisponderebbe però con la vicinanza alla politica delle sue comunità. “Noi facciamo tutto con le nostre gambe”, ricordava ai sui ospiti, appena scoppiato lo scandalo giudiziario: “Non siamo come molti altri miei colleghi che prendono sovvenzioni su sovvenzioni o riutilizzano i beni statali”. Lui sostiene di ricevere dallo Stato 350 euro al mese all’incirca per ogni ospite, qualora i ragazzi siano seguiti dal Sert. In caso contrario, devono pagare da soli.
In alcuni casi le strutture delle comunità vengono cedute in comodato gratuito a don Pierino. È successo per l’ex sanatorio dell’Aspromonte, un posto meraviglioso, dove Gelmini si rifugia ogni agosto. “Quando l’abbiamo ripreso cadeva a pezzi. Abbiamo fatto tutto noi, mettendolo a nuovo e costruendo la chiesetta, il campanile. All’inizio c’era il problema delle autorizzazioni: il territorio qui fa riferimento a tre comuni, poi c’è il Parco. Insomma un gran casino. Allora abbiamo fatto come dicevo io. Prima si costruisce e poi si chiedono le autorizzazioni. Si deve fare così, altrimenti questi in Italia non ti fanno fare nulla”. Amen.
Fonte L’espresso settimanale.
“Cento miei ex ora sono in politica”
16 agosto 2007 di arouetvoltaire
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Una questione vergognosa e messa a tacere troppo presto da media servili.