
(Laura Marinoni) Avevamo presentato una rassegna sull’ opera di Sandor Marai adattata dal regista Marco Parodi (La fabbrica Illuminata – Cagliari) con Laura Marinoni ed Eros Pagni. “La recita di Bolzano .- Apparso in patria nel 1940 dopo “L’eredita di Eszter” e prima di “Le braci” – opera che molti considerano il capolavoro di Sándor Márai – il romanzo “La recita di Bolzano” (Adelphi) rappresenta un’ulteriore variazione sul tema dei rapporti affettivi all’insegna di ambiguita e conflitti che tanto appassionarono questo grande autore ungherese, navigato analista di triangoli sentimentali o relazioni sempre in bilico fra amore/odio, attrazione/ripulsa.” E l’incipit della presentazione del festival di Borgio Verezzi. Dello spettacolo presentiamo una ampia e lusinghiera rassegna. (VAR)
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“VEREZZI: PAGNI E LA MARINONI IN SCENA CON SANDOR MARAI”
“Prima nazionale”. Il testo dello scrittore ungherese adattato dal regista Marco Parodi
Una duplice prova d’attore per un testo di grande impegno e raffinatezza… Superbi protagonisti Pagni e la Marinoni, già vincitori del Premio Veretium.
A. REM. : “LA STAMPA”
UNA STRANA SFIDA A CASANOVA
“…E proprio il calibro degli interpreti in questo lavoro diretto da Marco Parodi spiega un certo tam tam che ha già cominciato a lanciare i suoi richiami tra i critici, e che va ben oltre l’attenzione normalmente riservata agli spettacoli estivi. Grande attesa anche per il verdetto teatrale su un autore di nicchia come l’unghere Sandor Marai, scomodo per tutti i regimi e lanciato sul mercato editoriale dell’Occidente a partire dagli anni Novanta.”
S. Z. : “IL SECOLO XIX
“PAGNI, IL MATTATORE EGOISTA”
Al Festival di Borgio Verezzi il grande attore trionfa con Laura Marinoni ne “La recita di Bolzano” del magiaro Màrai.
“… Un’eccezione, tra gli spettacoli che vengono esposti alle platee estive… E’ nell’imperio attoriale di Pagni e della Marinoni che vive in tutta la sua forza lo spettacolo… in cui il regista Marco Parodi si allontana dal nostro tempo per approdare al Settecento, conducendo sui personaggi una sottile e crudele opera di decostruzione.”
DOMENICO RIGOTTI: “L’AVVENIRE”
“UNA PROPOSTA INDECENTE PER IL FANTASMA DI CASANOVA”
Straordinaria interpretazione di Laura Marinoni ed Eros Pagni
“…. Il problema drammaturgico, qui, è che gli attori sono troppo bravi. Laura Marinoni regala alla Contessa i contorni avvincenti e soggioganti della passione e della ribellione. Eros Pagni impasta un magma di orgoglio e di dolore misurando magistralmente ogni sguardo, ogni passo, ogni gesto.”
SILVANA ZANOVELLO: “IL SECOLO XIX”
“…Eros Pagni ha letteralmente stregato la platea… Accanto a lui una Laura Marinoni affascinante e temibile, che ha dominato il testo con ineffabile bravura… Applausi fragorosi e interminabili per i due protagonisti, il regista Marco Parodi e lo scenografo Luigi Perego.”
(ANSA)
DOPPIO MONOLOGO PER PAGNI E LA MARINONI”
Secondo il regista Parodi non potevano che essere loro i protagonisti:
“Sì, è stata una scelta obbligata. Chiunque legga “La recita di Bolzano” si accorge della straordinaria aderenza dei due attori ai personaggi. Eros Pagni è obbligatoriamente il Conte di Parma, e sua moglie, la Contessa, non può che essere Laura Marinoni. Io amo definirli i nostri “panda” del teatro italiano, una specie (quella dei “grandi attori”) in via di estinzione, oggi che il Teatro è attratto molto più dai volti televisivi.”
Come è stato allestito lo spettacolo?
“Si tratta di due monologhi separati: uno nel primo tempo, l’altro nel secondo. I due attori, durante le prove, non si sono mai incontrati. Non era necessario. Si incontreranno sul palco a Borgio Verezzi.”
Due attori… e Casanova?
“Casanova è il grande assente. Non è il protagonista, è l’interlocutore. E’ sempre presente, ma non viene rappresentato fisicamente.”
Forse è proprio questo il lato divertente della storia. Ma si tratta anche di una storia sulla complessità della donna…
“Certo, è un inno alla complessità femminile. La Contessa ha avuto un innamoramento per Casanova; cinque anni dopo lo ritrova a Bolzano, in fuga dai Piombi. Il Conte di Parma offre all’avventuriero molto denaro perché trascorra una notte con la moglie, per poi ferirla disilludendola per sempre.”
Tipiche illusioni maschili……
“Già, perché poi sarà la donna a capovolgere la situazione, rompendo gli accordi con un colpo di scena che i due uomini non erano in grado di prevedere. La Contessa si trasformerà da preda, usata come merce di scambio, in cacciatrice, ristabilendo così i valori:”
Bel punto di vista: ristabilire i valori.
“Casanova, che confonde tutto con un’avventura, e il Conte, che si illude di mettere a tacere per sempre i desideri della moglie con un pò di denaro, non hanno capito la differenza tra la vita reale e quella immaginaria.”
E’ possibile che un uomo conosca così poco la propria moglie?….
“In questa storia è possibile. Sarà la Contessa, infatti a dire, “… Lui che condivide il letto con me, mi conosce in modo così superficiale…”. Evidentemente è tutto un gioco di maschere, di un’inversione dei ruoli in nome di un passato tutto giocato sul rimpianto di un sentimento lasciato in sospeso. Sarà una disillusione per tutti.”
Prima nazionale a Borgio Verezzi. E’ tranquillo quando pensa che sta portando due monologhi così impegnativi di fronte ad un pubblico “estivo”?
Onestamente, non molto. Questo è certamente uno spettacolo di nicchia, anche se molto divertente. E’ necessaria un’attenzione assoluta; è uno spettacolo che si lacera al minimo strappo.”
ENRICO RATTO : “MENTELOCALE.IT”
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