Cara dottoressa,in questo momento in cui si torna a parlare di procreazione assistita, a causa della revisione delle linee guida, colgo l’occasione per chiederle qualche chiarimento su temi che continuano a farmi pensare.
Che cosa dice la Chiesa Cattolica del prelievo del seme attraverso la masturbazione a scopo diagnostico?
Sempre secondo la Chiesa, è lecita la fecondazione omologa e, se sì, a quali condizioni?Grazie mille per il grandioso servizio che svolgete. Paola, Treviso

Pensavo di essermi imbattuto in un sito di/ e per ritardati mentali quando la coda dell’occhio e gli abominevoli neuroni «sfacciatamente laici» mi hanno messo sull’avviso. La testata Zenit mi ricordava qualcosa insieme, naturalmente, all’ esplicazione «il mondo visto da Roma». Mi sono chiesto, ma vuoi vedere che è quella Roma. Ed avevo ragione. E’ o trattasi di “agenzia di informazione internazionale no-profit formata da una équipe di professionisti e volontari convinti della straordinaria ricchezza della Chiesa cattolica, e in particolare della sua Dottrina sociale, come luce attraverso la quale comprendere la realtà”. Mi sono spaventato. Una di quelle ONG di Bagnasco che si pappano l’8 x mille, il 5 x mille, il NON I.C.I e così via. Ma l’acme della faccenda è arrivato quando ho iniziato a scorrere la risposta della dottoressa Claudia Navarini, docente presso la Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.
La scienziata risponde, incominciando piano piano, che «l’esame del seme, in sé, non è immorale». Ho tirato un sospiro di sollievo perché ricordavo ben bene la sconcia logorrea a proposito del referendum sulla procreazione assistita. Ma me ne è venuto male perché sentite come risponde in seconda battuta:
«Occorre tuttavia che il metodo di prelievo sia morale, e perciò che sia evitata la masturbazione. La masturbazione è infatti un grave male morale, in quanto scolla radicalmente la sessualità dal suo senso e il piacere sessuale dal suo contesto specifico (nella fattispecie da quell’atto coniugale caratterizzato da un significato procreativo e da un significato unitivo); come tale non può mai essere giustificata, nemmeno per un fine buono. Perché un’azione sia buona, infatti, occorre che anche i mezzi siano buoni, o comunque non immorali, dal momento che il fine non giustifica i mezzi». E la cosa deve essere seria se la Congregazione per la Dottrina della Fede (ve lo ricordate quando era meno poeticamente “La Santa Inquisizione” ce la ha morte con lei. Che deve fare allora un uomo pio e timorato di Dio?:
- la MESA, per esempio che non è un altipiano sardo o messicano, ma un’anestesia generale con successiva suzione (da farsi esclusivamente mediante siringa) di sperma fresco. E se c’è cardiopatia?
- il VIR-ICAR, che non è un uomo volante, potrebbe essere egualmente pericoloso perché alla moda dei torturatori dell’OAS (file .pdf) in Algeria, sempre di scossa elettrica alle palle si tratta. Ma che fa un cardiopatico? La dottoressa non lo “acronimizza e cercheremo allora di farlo noi.
- il POL-NOT-SPO , che non è esattamente un colonnello cambogiano, ma una polluzione notturna spontanea (niente figurine di Moana Pozzi sotto il cuscino) con, ma la dottoressa non lo dice: «previo insacchettamento del pene in plastica». La legge vieta di portare mutande sporche in laboratorio. E se credete che io abbia scherzato, ecco l’originale.
English version


































Vincenzo, sei un disgraziato, ma si scherza così coi santi?
sono onorato che tu continui a seguirmi, è tutto vero eccetto il POL-NOT-SPO che mi sono inventato io, ma che colpa ne ho se la dottoressa non ha coniato l’acronimo?
Grazie della citazione.
Ho parlato esattamente della stessa cosa in questo articolo