
Spigolando, come al solito, in rete, (questa volta dopo avere confrontato il libro di Odifreddi, con il dizionario biblico di McKenzie e il vangelo secondo Gesù Cristo di Saramago, perchè non frequento solo la rete ed anch’io faccio letture colte) mi sono imbattuto in un’inchiesta che il Giornale riprende da Grazia :« Italiane soddisfatte a letto. Ma tradirebbero ». Mi ha “fregato” il viziaccio di non fidarmi e volere andare alla fonte.
Guardate come apre il blog di Grazia.
Cena a quattro, due uomini e due donne dai 35 ai 40
Lucio: «Ma la depressione, secondo voi, è una malattia?». Christine: «Cioè?». Lucio: «Secondo voi, da che punto in poi la depressione è una malattia e non solo un fatto caratteriale?». Saverio: «Ma sei depresso?». Lucio: «Ma no, è che a leggere i giornali sembra depresso tutto l’Occidente». Berenice: «In America è depressa una persona su due, in Europa una su tre». Lucio: «Ecco, è normale? Ho letto che la depressione viene concepita solo in Occidente». Saverio: «Cazzate. Se è una malattia, è una malattia. Il morbillo mica cambia se vai dall’altra parte del mondo».
Il mestiere più antico del mondo è anche il problema più antico
Tendenzialmente, su qualsiasi questione – salve le dovute eccezioni (l’invasione di campo dei diritti altrui) – è preferibile che i cittadini siano liberi di scegliere il proprio destino e di non subire vessazioni. Ma da lì a dire che esporre la propria persona all’uso e abuso di ogni sorta di maschio in calore non è diverso dal fare la dattilografa, ce ne corre. Invece la legittimazione del commercio sessuale è da decenni una posizione femminista e lo è ancora oggi, per quel che ne rimane di un movimento ormai ridotto e sdentato….
E me ne sono tornato a McKenzie

English version

































