
Vincenzo A. Romano
Responsabile organizzazione provinciale
1 Si alla legge statutaria e perché votare a favore.
1.2. La “Statutaria” è la legge che riguarda l’ Autonomia dei sardi; è una legge della Regione Autonoma della Sardegna che e‘ stata approvata alcuni mesi addietro, il sette marzo 2007, a maggioranza assoluta del Consiglio. Cosa sta facendo una parte di questi Consiglieri che hanno approvato la legge ? Sta tentando un colpo di mano, o come dicono con arroganza: un « colpo di Statutaria » per abolirla e tornare ai vecchi affari. Di questo si tratta, perché quel « colpo di Statutaria » a noi Comunisti richiama vecchi ricordi di colpi di stato: della loggia P2.
1.3. La “Statutaria” è solo un pezzo delle leggi fondamentali della regione. In effetti dovrebbero avere fatto anche Lo Statuto, perché abbiamo ancora quello del 1948, anche se sono state date leggi di modifica costituzionale.
1.4. Ora c’era un patto: la Giunta fà le legge Statutaria, il Consiglio propone lo Statuto d’Autonomia; da 7 anni non se ne sa niente. Eccetto qualche consigliere che chiedeva non l’Autonomia , ma la Sovranità della piattaforma continentale: insomma la guerra con la Corsica, altro che tunnel. Al professore Onida, costituzionalista e presidente emerito della Corte Costituzionale deve essere venuto uno sbando peggio avesse aspirato vernice.
1.5. Le accuse
2. - Soru – , perché di questo si tratta e sono venuti allo scoperto alla Fiera con la loro festa paesana – prima dicevano il Governatore – sarebbe il Presidente della Regione che è diventato il dittatore della Sardegna e lo accusano (non accusano la legge, badate e quindi è questione personale) di essersi dato – con l’articolo 18 – il potere di nominare e revocare gli assessori [che ora, fra l’altro, ma non lo dicono, saranno non più 12, ma 8 e al massimo 10]. Alcuni di loro, anche professori universitari dicono che siamo tornati a “su connottu” e che la Statutaria deriva da Carlo Alberto, immaginate la scemenza. Il potere di nominare e revocare gli Assessori è invece stabilito dalla Costituzione Italiana , articolo 122 ultimo comma. Pertanto l’accusa di ritorno alla monarchia, è falsa e li riempie di ridicolo.
3. - Soru – dicono i soliti noti, ne ha fatta un’altra : ha fatto una legge per cui se si dimette obbliga il consiglio a dimettersi. Falso . Chi dà alla Statutaria questo articolo, non è il Presidente, ma due importanti norme costituzionali : la legge cost.le n° 2 del 31 gennaio 2001, e per soprammercato l’articolo 126 della Costituzione Italiana che dice una cosa semplicissima: siccome sono stati eletti insieme, quando se ne va uno, se va anche l’altro , perché la cosa è reciproca ( i latini dicevano: simul stabunt aut simul cadebunt = o staranno insieme o cadranno insieme) ; se ne va anche il Presidente se il Consiglio ha il coraggio di dimettersi. Ma questo non ve lo dicono.
4. - Soru – dicono non ha voluto disciplinare il conflitto di interessi. Falso. Di Incompatibilità, Ineleggibilità e Conflitto d’ Interesse la Statutaria ne parla, per molte pagine fitte, fitte: dall’articolo 24 all’articolo 29. Ma questo non ve lo dicono. Il conflitto d’interesse è dettagliatamente descritto tanto che se produci birra e la vuoi vendere alla regione, non puoi fare né il presidente né il consigliere. A proposito di conflitto di interesse, questa giunta ne parla da anni. Al Ghetto degli Ebrei, tanto tempo fa, che tutti se lo sono dimenticato, Soru, il professor Rossi (presidente subito cacciato durante lo scandalo del calcio – perché nemmeno lui gli faceva fare quello che volevano) – giornalisti e politici, c’era anche i nostro consigliere regionale Tore Serra, proprio di questo discussero e Rossi, che è uno che se ne intende, lodò molto quella proposta di legge.
5. - Soru – dicono, non ha dato autorità alle autonomie territoriali. Intanto questa autonomia non gliela dà Soru, né il Consiglio o la Giunta, ma la Costituzione e Le leggi costituzionali contro cui è inutile, non si può legiferare, e vi dico la storia che li fa arrabbiare.
5.1. E’ gustosa
1. Pretendevano che nella Consulta di Garanzia (allora articolo 36, mentre oggi è disciplinato dall’ 34 e succ.) fra i cinque membri ( ora sono 3 ) a trattamento economico non inferiore a quello di Consigliere, entrassero oltre che magistrati, professori universitari in materie giuridiche e avvocati con quindi anni di avvocatura effettiva, anche, sentite un poco: pubblici funzionari meglio se dirigenti e non della P.A., bastava “bravi in pubbliche funzioni”. Cicero pro domo sua = continuiamo a farci i fatti nostri.
Ma se vorrete e sarete forti gli andrà male
siamo convinti che basti un buon comunista per dire si alla Statutaria senza Grillo o Gian Antonio Stella.
Noi sardi capiamo da soli.
vedi foto della conferenza alla De Murtas
English version


































Compagno Romano perché confondi le istituzioni della Regione Sardegna con il presidente Soru ? Soru rimarrà in carica ancora due anni , dopo ci saranno democratiche elezioni che potranno confermare o meno Soru. Mi pare che legando il giudizio sulla statutaria alla persona del presidente Soru tu faccia il gioco del centro destra in quanto confondi (alla Berlusconi) le persone con le figure istituzionali.Confondi l’opportunità politica (i componenti della maggioranza non possono votare contro una legge approvata dalla stessa)con il merito di una legge che a mio avviso(da comunista)rappresenta forse il peggiore esempio della vita autonomistica della regione Sardegna. La legge statutaria se approvata condizionerà in modo pesantissimo in senso negativo la futura vita istituzionale della regione. L’approvazione della legge in consiglio è stata frutto del potere del ricatto dell’esecutivo e della paura di perdere la poltrona.
L’opportunità e la mediazione politica le comprendo quando si tratta di risolvere argomenti contingenti che riguardano il lavoro, la casa e altri problemi pratici che interessano la vita dei cittadini ma non quando si tratta di affrontare temi che riguardano la vita istituzionale della regione. In questi casi il rigore morale ed intellettuale e d’obbligo! Compagni vi invito a leggere la legge statutaria e a formulare il vostro giudizio scevro da condizionamenti contingenti politici. Io l’ho fatto e pur non essendo contro la giunta Soru da comunista e libero cittadino dotato di raziocinio e libero arbitrio voterò no.
Caro Anonimo. Intanto tengo a direche non confondo il Presidente della Regione (Giunta) con le Istituzioni, perché tecnicamente, ma senza scendere del dettaglio, quelle che chiami istituzioni “comprendono” anche l’organo di governo. Non importa quanto rimarrà in carica il Presidente attuale in quanto la legge parla per l’avvenire che – a meno della frenesia di cambiare le leggi ad ogni piè sospinto – sarà regolato da questa Legge Statutaria che, come prodotto legislativo è buona non foss’latro perché segue il dettato costituzionale. Altro però è confondere i piani. Io critico una legge [se ne ho le capacità tecniche e politiche] non secondo le mie aspettative, ma secondo la conformità all’ordinamento giuridico, alla costituzione e poi alla corrente di pensiero cui appartengo. Se sono di sinistra pretenderò più welfare, se di destra – eventualmente più mercato -.Non ritengo valido il ricatto di perdere la poltrona perché la perdita avrebbe il carattere di reciprocità (date le leggi elettorali in vigore) secondo il noto principio “simul stabun simul cadebunt”. Io Consigliere, in contrasto con Soru, è il caso di specie che citi, mi dimetto. Se non lo faccio è perché voglio rimanere attaccato alla poltrona. Questo concetto delle dimissioni coraggiose lo ha affrontato il consigliere Uras (PRC) nella conferenza stampa unitaria dello scorso 19. Mediazione. Tu non hai nemmeno la lontana idea della mediazione somma che occorre in questioni di vita istituzionale. La notte che Togliatti decise di dire SI all’articolo 7 della costituzione, contro Nenni, Marchesi, tutto il PCI ed altri, fece una mediazione tremenda e solo in aula – a sorpresa , perché aveva telefonato al solo De Gasperi – disse di SI ai cattolici. Era politicamente giusto per due motivi: evitare una guerra civile e religiosa, evitare che gli americani rimanessero in Italia come occupanti [avevano offerto a Pio XII la difesa dello Stato Vaticano con le truppe: contro i rossi] . La mediazione dipende, ed anche il suo livello, dall’ineluttabilità delle condizioni che ti sovrastano. Certe volte si ottiene l’intermedio invece che niente. Ed è una conquista. Ti dici comunista e dovresti allora sapere che Diliberto e la Sinistra hanno accettato molti compromessi perché anche qui vi era l’ineluttabile : o al Governo con Prodi o la Destra al governo. In quelle due paginette cui ti riferisci io non faccio il gioco di Soru. Denuncio, semmai, la lotta contro Soru di due componenti: la destra di Pili che vuole tornare al Governo; la stupidità di chi non ha capito che con il no sta facendo il gioco della destra. Dici poi a Serra: la Legge -se approvata…-, la legge è approvata. Ma è “sospesa” in attesa dell’esito referendario che, se ngativo, riporterà tutto nel caos di prima il mattarellum modificato dei super poteri.
Ciao, questo è un messaggio di servizio per il gestore del sito! Non ho trovato un indirizzo e-mail al quale scrivere, potete contattarmi all’indirizzo andryyy_blog@yahoo.it? Devo farvi una comunicazione abbastanza urgente! Un saluto – Antonio
Quindi la saggezza sarebbe fare ciò che conviene e non ciò che è giusto?
Voterò No alla legge statutaria e lo farò proprio perché sono un cittadino libero. Ritenere “stupidità”, l’esprimere un dissenso politico su tematiche fondamentali come quelle di “ordinamento”, è un modo molto semplicistico e poco democratico chi ha idee diverse.
Non è vero che chi avversa questa statutaria vuole tornare al passato. Per ciò che mi riguarda parto da principi saldi, gli stessi che sono alla base della costituzione repubblicana, la quale ritiene la democrazia, più concretamente esplicata attraverso il potere collegiale fatto da pesi e contrappesi.
Avverso questa legge statutaria, per averne una migliore, non per non averla affatto.
In questa legge statutaria si sintetizzano, a mio parere, svariati errori:
1) Nel metodo.
Nasce senza che sia preceduta dalla riforma dello Statuto; è un’operazione di vertice, frutto di un colpo di maggioranza -in quanto legge costituzionale, avrebbe dovuto attraversare tutta la società: mondo accademico, parti sociali, associazioni, partiti. Invece nulla – Una legge di riforma statutaria deve avere una gittata balistica lunga. Non è pensabile che al cambio di maggioranza questa rischi di essere modificata. Per ottenere ciò, le riforme costituzionali non possono essere né di destra, né di sinistra, ma del popolo. Quindi devono essere il frutto di una mediazione e di una consultazione ampie.
2) Nei contenuti.
Non una parola sul lavoro, non una sulle strutture di mezzo fra potere governante e popolo. La costituzione italiana si fonda sul lavoro, la statutaria invece sembrerebbe fondarsi sul presidente.
3) Sui disciplinati.
Con questa legge, muore la politica. La Regione si trasforma in un ente che fa amministrazione. L’errore di fondo è nel ritenere che basti contrarre gli spazi democratici per avere efficienza ed efficacia. (Se così fosse, la Bulgaria sarebbe dovuta essere la 1° potenza mondiale.
Che dire poi del conflitto d’interessi e del regime di incompatibilità?
Penso di avere molte ragioni per votare no, e non potrà essere una ragione di schieramento a farmi cambiare idea. La mia è stupidità? Prendo atto del vostro giudizio. Tale aggettivo, come quello che Berlusconi diede a chiunque avesse un’idea diversa, prima delle elezioni del 2006, non m’impedirà di esprimere il mio pensiero su una tematica che ritengo essenziali per il futuro della Sardegna.
Si parva licet componere magnis, possiamo dire che il giusto non c’è. Invece si può conquistare la casamatta per gradi, con piccoli accerchiamenti. Questo buttar l’acqua sporca col bambino è ciò che non mi convince.