di Luigi Demartis *
A suo tempo Massimo D’Azeglio disse: “L’Italia è fatta, facciamo gli Italiani.” Veltroni invece prima si è fatto eleggere segretario e ora costruisce il partito a sua immagine e somiglianza.
La storia si ripete, sin dalle prime elezioni democratiche la “balena bianca” portò persino coloro che non potevano camminare accompagnandoli in barella pur di votare, e così vincere per garantire la “sua” democrazia in Italia, perché altrimenti i comunisti avrebbero preso il sopravento ed avrebbero portato la Nazione chissà in quale baratro.
A distanza di molti anni, due partiti che vengono da quella esperienza: Margherita e DS si sono riuniti e si stanno cimentando a costruire un partito nuovo talmente democratico che hanno fatto partecipare al voto delle loro primarie non solo i propri elettori. ma perfino ( ed in Sardegna è certificato) i quadri dirigenti del centro destra pur di eliminare la Sinistra dal nostro paese.
Ma, se su le grandi dimostrazioni di democrazia non si può discutere, noi dovremmo iniziare a chiederci quando ultimeranno i lavori per la realizzazione della nuova”BALENA ROSA”.
Il nostro paese dove navigherà?
Se dobbiamo basarci sulle dichiarazioni o sui dibattiti che abbiamo ascoltato in quest’ultima settimana tutto darebbe da pensare che stiamo navigando verso la realizzazione di un sistema di gestione di Azienda Italia non verso un bipolarismo, bensì verso un sistema bipartitico dove tutte due le componenti sono sono caratterizzate dall’appartenere al centro liberale.
Naturalmente la Sinistra italiana non fa parte dei pensieri o delle alleanze che il PD vuole realizzare nel prossimo futuro, anzi lo esclude proprio. Difatti stanno già porgendo la mano a Casini ed altri della «vecchia balena».
Per fortuna nel nostro paese esistono altre forme di democrazia per realizzare un nuovo soggetto politico e consolidare quello già esistente. A distanza di una settimana la Sinistra si è ritrovata a Roma non per protesta, non per votare, ma per ribadire la grandezza della propria esistenza, dando dimostrazione, compreso ai propri quadri dirigenti, di essere ancora pronta a condurre battaglie non solo per la propria sopravvivenza ma per il miglioramento della classe operaia. Con la manifestazione di sabato senza brogli elettorali si è sancito che la Sinistra c’è o meglio la base esiste, ma manca la confederazione delle sinistre. Così facendo qualcosa può ancora salvarsi o cambiare dentro le fabbriche, nel mondo del lavoro precario o nelle scuole, altrimenti correremmo il rischio di trasformare questa nostra società come l’Argentina che scese in piazza a suonare le pentole. Ma non dimentichiamoci che se questo accadrà noi non avremmo neanche le pentole per suonare. Ciò vuol dire che ci avranno pensato loro a suonarci.
*Segretario della sezione “A. Gramsci” del Pdci Quartu Sant’Elena
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Caro Gigi non ti facevo così monarchico da essere più realista del re! Coraggio rimbocchiamoci le maniche per riprendere la lotta come Pietro Ingrao ci ha ricordato in quello splendido pomeriggio di… Venti di Ottobre…
Il fatto è che manca impegno da parte di tutti nel partito e non andiamo come una sardegna unita.la nostra forza sarebbe che tutte le federazioni camminavano insieme in una unità di intenti per la sinistra gloriosa e comunista.