La corte Costituzionale ci dà ragione
(AGI) – Cagliari, 7 nov. – La Sardegna non poteva inserire il concetto di “sovranita’” nella legge regionale n.7 del 2006 con cui e’ stata prevista la Consulta per il nuovo statuto sardo, poi mai istituita per contrasti fra gli schieramenti in Consiglio regionale. La Corte Costituzionale ha accolto il ricorso presentato dal governo nell’agosto 2006, in cui si eccepiva l’incostituzionalita’ degli articoli 1, comma 1, e 2 comma 2 lettera a) e 3, oltre che del titolo della stessa legge “Istituzioni, attribuzioni e disciplina della Consulta per il nuovo statuto di autonomia e sovranita’ del popolo sardo”.
La censura si riferisce alle espressioni contenute negli articoli contestati dal governo, per la parte in cui contengono il riferimento alla “sovranita’” del popolo sardo e regionale. La Consulta non ha ritenuto di esprimere una censura autonoma della locuzione “popolo sardo”, ma il contesto in cui la parola “sovranita’” e’ impiegata ha portato i giudici a dichiarne l’incompatibilita’ con il dettato costituzionale. (AGI)
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