Sardegna Autonomista : presentata alla RAdS una proposta di legge per gli «over 50»
10 Novembre 2007 di arouetvoltaire
di Vincenzo A. Romano *
La disoccupazione in Sardegna è una piaga che diventa più virulenta col cessare delle imprese installatesi ai tempi delle vacche grasse e che ora senza “aiuti” e col mercato patrigno, tendono a chiudere. Il volgere degli eventi è tale che il fenomeno disoccupazione è tale che: oltre a non offrire lavoro ai giovani (è iniziata nuovamente l’emigrazione al Nord) espelle dal mondo produttivo e comunque del lavoro quei cinquantenni ed over cinquanta che Montezemolo pretenderebbe di mettere in pensione oltre i 62 anni. Posizione borderline , quella confindustriale, che da un lato licenzia, ma vuole, dall’altro, assicurata la ruota di scorta in caso (ma dipende dalla capacità degli imprenditori chè ormai l’11 settembre è lontano) di ripresa. Un calcolo prettamente capitalistico e fordiano, torniamo ai primi del novecento, già descritto da Gramsci nei suoi «Quaderni del carcere» dove bene descriveva la violenza del capitale sul lavoro. La proposta di “Sinistra autonomista” al Consiglio regionale, vicepresidente Tore Serra del Pdci, mira a frenare il fenomeno ed a recuperare una situazione disastrosa.
La proposta di SA tende al recupero di 3600 unità con una spesa di soli 40 mln nei primi 3 anni ed 30 nei successivi 5 e tende risolvere il problema dei ultra cinquantenni espulsi, contro ogni pretesa confindustriale, dal mondo del lavoro. Il provvedimento comporterebbe il ricollocamento di circa 3.600 persone nel primo anno così ripartite: 2.000 in imprese e cooperative sociali che avrebbero un contributo di 4.000 euro per ogni assunzionto con contratto a tempo indeterminato ( garanzia minima di tre anni) e 1.600 negli enti locali.
*responsabile Organizzazione provinciale Pdci Cagliari
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