Il Ruolo Dirigente dei Comitati di Partito
14 Novembre 2007 di arouetvoltaire
Una grande lezione troppo spesso dimenticata
Il sistema del comitato del Partito è un’importante istituzione del Partito volta a garantire la direzione collegiale e a impedire che una singola persona si accaparri la direzione del lavoro. Ora, di recente s’è constatato che in certuni dei nostri organi dirigenti (evidentemente non in tutti) è uso corrente che una singola persona si accaparri la direzione del lavoro e prenda le decisioni in merito ai problemi d’importanza. Non la riunione del comitato del Partito decide le soluzioni da dare ai problemi importanti, bensì una singola persona, mentre i membri del comitato del Partito sono li soltanto per la forma.
Le divergenze d’opinione tra i membri del comitato non possono venir risolte e vengono lasciate a lungo in sospeso. I membri del comitato del Partito mantengono tra loro soltanto un’unità formale e non di fondo. Occorre modificare questo stato di cose. E’ ormai necessario che ovunque si stabilisca un buon sistema di riunioni del comitato del Partito, dagli uffici del Comitato centrale ai comitati provinciali, dai comitati del fronte ai comitati di brigata e alle regioni militari (sottocommissioni della Commissione militare rivoluzionaria del Partito o gruppi di dirigenti) e, inoltre, di gruppi dirigenti del Partito negli organi governativi e nelle organizzazioni popolari, e all’agenzia d’informazione e ai giornali. Tutti i problemi importanti (non, evidentemente, le questioni prive d’importanza o i problemi la cui soluzione, discussa in riunione, è già stata oggetto di una decisione che richieda semplicemente di essere applicata) devono essere sottoposti a discussione in seno al comitato; bisogna che i membri presenti esprimano i loro punti di vista senza riserve e che giungano a decisioni precise, la cui applicazione sarà garantita rispettivamente dai membri interessati… Le riunioni di un comitato del Partito devono essere di due specie: riunione del comitato permanente e riunioni in seduta plenaria; esse non vanno confuse. Inoltre, teniamo presente quanto segue: la direzione collegiale e la responsabilità personale sono in ugual misura indispensabili; non bisogna trascurare né l’una né l’altra. Nell’esercito, durante le operazioni o quando le circostanze lo esigono, i capi responsabili hanno il diritto di prendere decisioni d’urgenza.
“Rafforzare il sistema dei comitato dei Partito” (20 settembre 1948), Opcre scelte di Mao Tse-tung, vol. IV.
Il segretario di un comitato del Partito deve saper essere un buon “caposquadra.” Un comitato del Partito conta da dieci a venti membri; esso è paragonabile a una squadra nell’esercito, e il segretario è paragonabile al “caposquadra.” Certamente, dirigere bene questa squadra non è facile. In questo momento, ogni ufficio e ogni ufficio regionale del Comitato centrale ha sotto la propria direzione una regione vasta e deve assumersi compiti assai ardui. Dirigere non significa semplicemente determinare l’orientamento generale e le misure particolari di una politica, ma anche elaborare giusti metodi di lavoro. Anche se l’orientamento generale e le misure particolari sono giuste, se non si presta sufficientemente attenzione ai metodi di lavoro possono insorgere problemi. Per svolgere il proprio compito, che è quello di dirigere, un comitato del Partito deve contare sugli uomini della “squadra” e metterli in condizione di svolgere a fondo il loro ruolo. Per essere un buon “caposquadra,” occorre che il segretario studi senza tregua ed esamini a fondo le questioni. Un segretario o un segretario aggiunto difficilmente riusciranno a dirigere come si deve gli uomini della loro “squadra” se non adotteranno la precauzione di fare tra loro un certo lavoro di propaganda e di organizzazione, se non sanno mantenere buoni rapporti tra i membri del comitato o se non studiano i mezzi atti a dirigere con successo una riuni one. Se tutti gli uomini della “squadra” non camminano allo stesso passo, non possono presumere di poter dirigere milioni di persone nella lotta e nella edificazione. Beninteso, le relazioni tra il segretario e i membri del comitato sono tali per cui la minoranza deve sottomettersi alla maggioranza: sono perciò diverse dalle relazioni esistenti tra un caposquadra e i suoi uomini. Ma qui abbiamo parlato soltanto per analogia.
“Metodi di lavoro dei comitati dei Partito” (13 marzo 1949), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. IV.
Gettate i problemi sul tappeto. Questo devono fare, non soltanto il “caposquadra,” ma anche i membri del comitato. Non formulate critiche dietro la schiena. Appena si pone un problema, convocate una riunione, gettatelo sul tappeto, discutetelo, prendete delle decisioni, e il problema sarà risolto. Se esistono problemi, ma non vengono gettati sul tappeto, questi problemi rimarranno a lungo privi di una soluzione, e rischieranno di trascinarsi per anni. Il “caposquadra” e i membri del comitato devono mostrarsi comprensivi nelle loro reciproche relazioni. Non c’è nulla di più importante della comprensione, del sostegno e dell’amicizia tra il segretario e i membri del comitato, tra il Comitato centrale e i suoi uffici, e così’ tra gli uffici del Comitato centrale e i comitati territoriali del Partito.
“Metodi di lavoro dei comitati dei Partito” (13 marzo 1949), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. IV.
“Scambiatevi informazioni.” In altri termini: i membri di un comitato del Partito devono tenersi vicendevolmente al corrente e devono scambiarsi i loro punti di vista sulle cose che sono giunte a loro conoscenza. Ciò è molto importante al fine di trovare un linguaggio comune. Ora, certuni non lo fanno e, come diceva Lao-tse, “non si frequentano in vita, benché i galli che cantano e i cani che abbaiano presso i primi possano essere sentiti dagli altri.” Ne deriva che manca loro un linguaggio comune.
“Metodi di lavoro dei Comitati dei Partito” (13 marzo 1949), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. IV.
Consultate i compagni dei gradi inferiori in merito a ciò che non capite o a ciò che non conoscete, e non esprimete alla leggera la vostra approvazione o la vostra disapprovazione… Non bisogna mai pretendere di conoscere ciò che non si conosce e “non bisogna vergognarsi di consultare i propri subalterni,” bisogna bensì saper prestare orecchio ai pareri dei quadri dei gradi inferiori. Siate allievi prima di essere maestri; prima di promulgare ordini, consultate i quadri dei gradi inferiori. … In ciò che i quadri dei gradi inferiori affermano c’è del giusto e c’è del falso; è nostro compito attuarne l’analisi. Le idee giuste, noi dobbiamo ascoltarle e seguirle. Anche i giudizi errati che vengono dal basso, noi dobbiamo ascoltarli; sarebbe un errore non ascoltarli, ma invece di adottarli, occorre criticarli.
Metodi di lavoro dei comitati dei Partito” (13 marzo 1949), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. IV.
Imparate a “suonare il pianoforte.” Per suonare il pianoforte, occorre muovere le dieci dita; è impossibile farlo con poche dita soltanto, lasciando immobili le altre. Tuttavia, se si premono le dieci dita tutte in una volta, non si dà melodia. Per fare della buona musica, occorre che i movimenti delle dita siano ritmati e coordinati. Un comitato del Partito deve afferrare bene il suo compito centrale e contemporaneamente, attorno a questo compito centrale, deve sviluppare il suo lavoro in altri campi di attività. In questo momento dobbiamo occuparci di numerosi ambiti: dobbiamo vigilare sul lavoro in tutte le regioni, in tutte le unità armate e in tutti gli organismi; non dobbiamo dedicare la nostra attenzione soltanto ad alcuni problemi, escludendo gli altri. Ovunque si ponga un problema, occorre premere sul tasto; è, questo, un metodo in cui dobbiamo acquisire una certa maestria. Certuni suonano bene il pianoforte, altri lo suonano male, e la differenza tra le melodie che ne traggono è enorme. I compagni dei comitati del Partito devono imparare a “suonare bene il pianoforte.”
“Metodi di lavoro dei comitati dei Partito” (13 marzo 1949), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. IV.
“Prendete in mano fermamente le vostre incombenze.” Intendiamo dire con ciò che un comitato del Partito, non soltanto deve “prendere in mano” le sue incombenze principali, ma anche che deve prenderle in mano “fermamente.” Non è possibile tenere bene una cosa se non prendendola solidamente in mano, senza mai allargare le dita, nemmeno di un po’. Non prendere in mano una cosa solidamente equivale a non prenderla in mano affatto. Naturalmente, non è possibile afferrare una cosa con la mano aperta. E quando si chiude la mano, ma senza stringere forte, si dà l’impressione di tenere una cosa, e invece la cosa non e stata veramente afferrata. Alcuni dei nostri compagni, certo, prendono in mano le loro incombenze principali, ma siccome non le prendono in mano solidamente, non sono in grado di svolgere un buon lavoro. Le cose non andranno per il loro verso se non prenderete in mano le vostre incombenze; ma le cose non andranno per il loro verso neppure se non le prenderete in mano fermamente.
“Metodi di lavoro dei comitati dei Partito” (13 marzo 1949), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. IV.
Cercate di avere in testa le “cifre.” Ciò significa che noi dobbiamo prestare attenzione all’aspetto quantitativo di una situazione o di un problema e farne un’analisi quantitativa di fondo. Ogni quantità si manifesta tramite una quantità determinata, e senza quantità non può darsi qualità. Oggi ancora, numerosi tra i nostri compagni non sanno che devono prestare attenzione all’aspetto quantitativo delle cose - alle statistiche fondamentali, alle percentuali principali e ai limiti quantitativi che determinano la qualità delle cose; non hanno affatto le “cifre” in testa; da ciò risulta che essi non possono evitare di commettere errori.
“Metodi di lavoro dei comitati dci Partito” (13 marzo 1949), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. IV.
<Avviso alla popolazione.” Occorre annunciare le riunioni in anticipo, come se si affiggesse un avviso alla popolazione, affinché ognuno sappia ciò di cui verrà discusso e quali sono i problemi da risolvere, e affinché ognuno possa prepararsi in tempo. In certe zone vengono convocate riunioni di quadri senza che siano pronti i rapporti e i progetti di soluzione; questi vengono improvvisati alla bell’e meglio quando i partecipanti sono già presenti in aula; un simile stato di cose ricorda il detto: “Le truppe e i cavalli sono presenti, ma i viveri e il foraggio non sono ancora pronti.” Questo modo di procedere non è buono. Non affrettatevi a convocare riunioni se queste non sono ben preparate.
“Metodi di lavoro dei comitati del Partito” (13 marzo 1949), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. IV.
“Meno truppe ma migliori, e semplificare l’amministrazione.” Le conversazioni, i discorsi, gli articoli e le risoluzioni devono essere di tipo chiaro e conciso. Del pari, le riunioni non devono essere troppo lunghe.
“Metodi di lavoro dei comitati dei Partito” (13 marzo 1949), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. IV.
Prestate attenzione alla collaborazione nell’unità con i compagni i cui punti di vista divergono dai vostri. Negli organismi locali, come nell’esercito, occorre prestare attenzione a questo principio, che va ugualmente applicato anche nelle nostre relazioni con le persone che sono estranee al Partito. Siamo venuti da tutti gli angoli del paese e dobbiamo saper collaborare nell’unità, non soltanto coi compagni che condividono i nostri punti di vista, ma anche con quelli che ne hanno altri.
“Metodi dl lavoro dei comitati dei Partito” (13 marzo 1949), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. IV.
Evitate di essere orgogliosi. Si tratta di una questione di principio per tutti i dirigenti, ed anche di una condizione importante per il mantenimento dell’unità. Anche coloro che non hanno commesso errori gravi e che hanno ottenuto grandi successi nel loro lavoro non devono essere orgogliosi.
“Metodi di lavoro dei comitati dei Partito” (13 marzo 1949), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. IV.
Tracciate due linee di demarcazione. Innanzitutto tra la rivoluzione e la controrivoluzione, tra Yenan e Sian.1).
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1) Yenan fu la sede del comitato centrale del Partito comunista cinese dal gennaio 1937 al marzo 1947; Sian fu il centro del dominio reazionario del Kuomintang nella Cina dei Nord-Ovest. Il compagno Mao Tse-tung le cita come simboli della rlvoluzione e della controrivoluzione.
Alcuni non sanno che devono tracciare questa linea dì demarcazione. Per esempio: quando combattono la burocrazia, parlano di Yenan come se a Yenan non ci fosse stato “niente di buono,” e non stabiliscono un confronto tra la burocrazia a Yenan e la burocrazia a Sian. In questo modo commettono un errore fondamentale. Inoltre, tra i ranghi della rivoluzione, è necessario tracciare una linea di demarcazione tra ciò che è giusto e ciò che è falso, tra ciò che costituisce un successo e ciò che è mera insufficienza, e, ancora, è necessario discernere quale di queste due cose prevale. Per esempio: i successi sono nell’ordine del 30 oppure del 70 per cento? Evitare le sottovalutazioni e le sopravvalutazioni! Occorre valutare globalmente il lavoro di una persona; e stabilire se i suoi successi sono del 30 per cento e i suoi errori del 70 per cento, o invece l’inverso. Se i successi sono del 70 per cento, il lavoro di questa persona va approvato nelle sue linee essenziali. E’ del tutto falso asserire che prevalgono gli errori quando invece prevalgono i successi. Nell’esame di un problema, non dobbiamo mai dimenticare di tracciare queste due linee di demarcazione, quella che separa la rivoluzione dalla controrivoluzione e quella che separa i successi dalle insufficienze. Teniamo presenti queste due linee di demarcazione, e tutto andrà bene; in caso contrario confonderemo la natura dei problemi. Naturalmente, per tracciare queste linee correttamente, è indispensabile compiere dapprima uno studio e un’analisi minuziosa. Il nostro atteggiamento nei confronti di ogni persona e di ogni problema dev’essere costituito dall’analisi e dallo studio.
“Metodi di lavoro dei comitati dei Partito” (13 marzo 1949), Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. IV.
Dal punto di vista dell’organizzazione, occorre applicare con rigore il principio della via democratica sotto una direzione centralizzata, e ciò secondo le seguenti indicazioni:
1) Gli organi dirigenti del Partito devono definire una giusta linea direttiva, devono trovare la soluzione dei problemi che insorgono, ed erigersi cosi a centri di direzione.
2) Gli organismi superiori devono conoscere bene la situazione negli organismi inferiori e devono conoscere bene la vita delle masse, allo scopo di avere una giusta base per una giusta direzione.
3) Gli organismi del Partito ai diversi gradi non devono risolvere i problemi alla leggera. Una volta presa la decisione, essa deve venire applicata con fermezza.
4) Tutte le decisioni importanti degli organismi superiori del Partito devono essere portate rapidamente a conoscenza degli organismi inferiori e della massa dei membri del Partito…
5) Gli organismi inferiori del Partito e la massa dei membri del Partito devono discutere dettagliatamente le direttive degli organismi superiori, devono afferrarne interamente il senso e determinare i metodi appropriati alla loro applicazione.
English version


























































