Crick e Crock. Ma i Liberaldemocratici sono un partito ?
24 Dicembre 2007 di arouetvoltaire
Quando l’Italia era un paese serio e seguiva la sua Costituzione nello spirito e non solo leggendo le parole anche i Partiti erano una cosa seria. Quelli storici dell’Arco costituzionale, si diceva così, avevano fatto tutti la guerra di liberazione chi con più perdite, i Comunisti, chi con meno, ma sempre tante e sanguinose. C’era anche il MSI che seppure estraneo all’Arco aveva la sua organizzazione, gli iscritti e gli attivisti (anche piuttosto attivi specie se avevano in mano un bastone o un manganello). Ma era tutto una cosa piuttosto seria. Case del popolo, Sedi, sezioni, tesserati, parrocchie ed Oratorii erano la “macchina” ricca o povera, pomposa o semplice che mandava avanti organizzazioni che potevano vantare questo nome che ti potevano raccogliere un milione di persone come niente, che avevano, migliaia o centinaia di migliaia (pensiamo alla FGCI) se non milioni di iscritti. Oggi basta un vecchio marito di una matura ereditiera, magari anche condannata per certi imbroglietti, ed un paio di amici e cosa si fa? Un partito: nella specie i liberaldemocratici che non si sa bene cosa siano eccetto che visceralmente anticomunisti ed una rottura di palle Per Prodi che al senato deve combinare il pranzo con la cena. Uno di costoro si chiama Lamberto Dini e so chi è, almeno credevo di saperlo, gli altri non li ho trovati nemmeno su un informatissimo blog che mi sono peritato di consultare. Hanno una caratteristica: minacciare e avere una paura folle dei comunisti che quasi ti dà l’impressione che da bambini siano stati sodomizzati o da Lenin o dal più cattivo Stalin e perciò nutrano un rancore molto radicato.
E’ vero che ce ne è un altro che odia visceralmente i comunisti, ma racconta che da bambino un paio di trinariciuti gliele abbiano suonate davvero. Ben gli sta. Ora questo Dini, che come tutti i piccolini millanta quello che non ha: «a gennaio ti sparo un gruppo al senato di undici dodici crickottini e te lo faccio vedere io l’ago della bilancia!» sebbene d’estrazione popolare, figlio di un fruttarolo , una volta alzato il culo dalla miseria ce l’ha coi poveri e i meno abbienti al quali ha ridotto le pensioni che mica erano tanto alte. E’ stato l’antesignano di Maroni e del Partito che non c’è che però continua nella stretta e cerca di organizzare col capo del partito di plastica una riforma elettorale fottendose che questo sia compito del Parlamento. Crick e Crock hanno fretta di fare un governo con tutti (chi si dimentica che nel 1994 era un ministro di Berlusconi e nel 1995 gli prese il posto?) pur di rimanere a galla. Ma forse non ce la farà. Perché pare che a breve il Centro sinistra avrà almeno nuovi 5 senatori e forese 7 risolta l’altra porcata delle elezioni del porcellum e se Prodi al Senato passerà da 158 a 165 + i senatori a vita, Crick e Crock torneranno all’ovile. Con la solita faccia tosta e magari pretendendo qualche tramezzino in più.

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L’ultima cosa di cui ha bisogno il Paese è dei “Lamberto Dini”. Quelli sì che portano declino e incertezza. Speriamo la riforma li renda innocui.
Dini è un solenne rompi… però riguardo alla riforma stiamo attenti ché Veltroni e il nano VOGLIONO FARLA ANCHE SULLA NOSTRA PELLE!!
Saluti ORGOGLIOSAMENTE COMUNISTI