
E’ il presidente Pervez Musharraf il maggiore indiziato, almeno da parte del marito e di sostenitori per l’assassinio di Benazir Bhutto, prima donna a governare un paese musulmano e già oggetto di un attentato meno di due mesi or sono dopo un periodo di esilio e arresti domiciliari. Il paese, dotato della’arma atomica, abitato da centosessanta milioni di musulmani attraversa ed attraverserà una crisi profonda destinata a pesare in quella bellicosa area geopolitica in bilico fra dittatori e ribelli cui il governo si è affrettato a attribuire la responsabilità del massacro. Altri 15 pare siano i morti dopo che l’attentatore o gli attentatori , raggiunta la donna con colpi di arma da fuoco, si sono fatti esplodere in mezzo alla folla. Affrettate le dichiarazioni governative e della stampa occidentale mentre il marito della Bhutto ha lanciato un’accusa esplicita: «È opera del governo» ha dichiarato Asif Ali Zardari, mentre stava per partire da Dubai, dove una parte della famiglia vive in esilio, alla volta del Pakistan. Al queda dunque è la solita sporca scusa dei vigliacchi assassini al potere.
Quando ho – contemporaneamente alla notizia – sentito della responsabilità di Al queda non ho impiegato un attimo a pensare tutto il contrario, vale a dire La responsabilità del Presidente, direttamente o indirettamente tramite l’ISI . Non convengono le elezioni ai giochi di potere U.S.A. ed al potere stesso di Musharaff. In quell’area si sta giocando il futuro della politica USA sugli approvvigionamenti ed il controllo di petrolio e gas, quello che rimane non ancora sotto guerra diretta o di dominio russo. Poco importa se avessi ragione, ma vi sono fatti inquietatnti ben analizzati in un sito che sottopongo alla vostra lettura:
Pressante – Informazione libera e indipendente – lunedì 31 dicembre 2007
English version


































Bhutto è stata messa potere in passato dagli USA così come hanno fatto con la sua amica Ciller in Turchia piuomeno nel medesimo periodo. Non va dimenticato insomma che la Bhutto è uno strumento degli USA (che con il programma socialisteggiante del padre non aveva nulla a che spartire). Probabilmente è stata una pedina usata dagli americani come “opposizione democratica” e successivamente fatta eliminare per gettare il paese nel caos e gettare il governo ex-alleato di Musharraff in una situazione ancora più instabile.
Concordo con la tua valutazione. La sua uccisione, nella quale dubito che “al qaeda” abbia direttamente a che fare è il momento di ri-destabilizzazione per giustificare presenze armate in tutto lo scacchiere che controlla o controllerà i grandi oleodotti. Non credo che c’entri la democrazia, quanto il rafforzamento delle presenze militari straniere che verranno “giustificate” dall’ulteriore instabilità successiva. Nessun dittatore cede il comando pieno militare per tenerne uno effimero politico, soprattutto in quella zona di guerra.