Con insopportabile arroganza il “pentito Lamberto Dini” attacca ogni giorno il governo e con sviscerato odio il Presidente Prodi. Abituato a tagliare sulle spalle dei lavoratori, come dimenticare la riforma delle pensioni del 1995, con analogo sistema vuole punire le donne, dopo la condanna della moglie per bancarotta fraudolenta si riscopre liberale (era stato nel governo Berlusconi e da lui suggerito come successore) e, colpito sulla via di damasco ha l’illuminazione: “Tradire gli amici della Margherita che inopinatamente lo avevano candidato, tradire l?unione che lo aveva portato al Senato e attaccare Prodi. Tradire tutti insomma in una visione da vecchio insofferente – magari tormentato da una fastidiosa prostatite – (ha l’età). Quindi se scontento di come vanno le cose deve smettere il viscerale anticomunismo, che poi è la scusa per tornare al governo con gli ex democristiani, smettere il sogno di fare il nuovo ministro del tesoro andare a schiarirsi le idee nelle megagalattiche tenute sudamericane della signora Zingone-Dini. Ora ci ha stufato e se ha un barlume di intelligenza, smetta di insistere e se ne vada a casa. Se a gennaio il centrosinistra avrà i suoi 5 o 7 senatori, Lamberto Dini tornerà a contare come il 2 di picche.
Lamberto Dini “deve” dimettersi. Tradisce l’Unione. Doveva pensarci prima
27 Dicembre 2007 di arouetvoltaire

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