Monsignori: Non confondiamo il “Dialogo” con i “il Trionfo dei Principii della Chiesa”
26 Gennaio 2008 di arouetvoltaire
MILANO.-Per non irritare, ulteriormente, quella parte di parlamentari teo-dem, teo-con e laici devoti che si troveranno fuori dal Parlamento senza pensione – nonostante abbiamo seguito alla lettera (ed oltre: perinde ac cadaver) le prediche e gli “angelus” papali – due alti prelati, Saraiva Martins e Cheli, imputano – a titolo personale - la caduta del governo “al mancato dialogo coi cattolici” (la Repubblica, 25 gennaio 2008, pag. 10). Tradotto in linguaggio meno curialesco sta a significare: non avete accettato le nostre richieste (dictat) sulla 194, la legge 40 la pillola, eutanasia ed il “sacro ed indissolubile matrimonio cattolico che solo noi possiamo dichiarare nullo?” ; adesso pagatene le conseguenze. Le ragioni dei prelati dagli incarichi fantasiosi, uno prefetto della congregazione per le cause dei Santi (quello della beatificazione dei 480 preti franchisti) , l’altro presidente emerito del pontificio consiglio dei migranti e degli itineranti, non differiscono, a parte gli arresti domiciliari della consorte, da quelli del buon Mastella che pur beneficato da Prodi di parlamentari eletti solo per “calcolate rinunce dei prodiani” gli ha piantato un coltello nella schiena. Di quegli stiletti che, coi braccetti laterali appositamente disegnati, ingannavano i più ingenui dei passanti rendendoli indifesi dalle stilettate di camuffati reverendi quando, nella notte della città di Pietro, dominava il “Papa Re” . Per i due cardinali il mancato dialogo avviene su più piani, ma a leggere bene il Vaticano è scontento perché: non la ha spuntata “sulla famiglia”, - per la quale vuole imporre un unico modello: il proprio - , “sulla scuola” – che vorrebbe ancora più confessionale e finanziata dallo stato che la dovrebbe privatizzare (o clericalizzare?)- , “sulla difesa della vita” che vorrebbe continuare ad amministrare anche durante l’agonia e dopo la morte. Non ci si consideri eretici se ci permettiamo di dire che con l’invenzione del Purgatorio la chiesa completò il controllo del ciclo vitale umano e si arricchì parecchio vendendo anni di sconto purgatoriali direttamente proporzionali agli zecchini e baiocchi versati. Adesso che la Chiesa avrebbe dovuto zittirsi alza il tiro, per dire ai prossimi governati: “Giovanotti, ricordatevi che siamo qui. E che su questo dovete venire a Canossa se volete conservare l’impero”.
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