Provincia di Cagliari, approvata la convenzione per l’inserimento dei disabili
7 Febbraio 2008 di pdcica
di Marianna Piga
“Risultato di un intenso lavoro ed atto di responsabilità della Provincia, dei datori di lavoro, dei sindacati e delle associazioni”. Sono queste le parole con cui l’Assessore al Lavoro e Formazione della Provincia di Cagliari, Maria Carla Floris, ha illustrato il testo della Convenzione che stabilisce gli accordi tra le aziende private e la Provincia di Cagliari in materia di inserimento lavorativo dei disabili, presentata ieri pomeriggio presso la sede della Confindustria. “Il confronto con le parti sociali, a cui noi politici non dobbiamo mai sottrarci, è l’unica via per approdare a dei risultati concreti- ha detto la Floris- e questo modello di convenzione rappresenta la giusta sintesi delle esigenze e delle istanze avanzate dal tutte le parti interessate”
Grazie a questo nuovo testo di convenzione, l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità diventa un percorso personalizzato, tarato sulla base delle potenzialità e capacità del lavoratore . A tal fine verrà stipulato anche un protocollo con la ASL 8 con cui si definiranno le modalità di collaborazione tra ASL e CSL per garantire, già all’atto dell’iscrizione del disabile alle liste del CSL, il rilascio del certificato della Commissione di cui alla L. 104/92 , che fornisce preziose informazioni circa la capacità lavorativa del disabile.
Tra le principali novità introdotte dalla convenzione, l’opzione di dilazionare nel tempo l’obbligo di assunzione, l’introduzione della possibilità di assunzione a tempo determinato per un minimo di 9 mesi e la chiamata nominativa, stabilendo tempi e modalità per le assunzioni.
“La Provincia di Cagliari – ha concluso l’Assessore Floris- ha preferito non attendere che la Commissione regionale definisse i criteri a cui ispirarsi per definire la convenzione. Ha, quindi, deciso di definire, per l’area di propria competenza territoriale,un proprio modello di convenzione con l’auspicio che le aziende guardino all’assunzione del disabile secondo un’altra ottica: non più ome ad un obbligo sociale imposto dalla legge, ma come ad una possibile risorsa”.
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