Appuntamento a settembre
18 Agosto 2007 di arouetvoltaire
Ai compagni/e della
Organizzazione provinciale di Cagliari
Gli ultimi provvedimenti governativi in materia di previdenza, lavoro ed organizzazione di benessere dello stato sociale hanno destato, accanto a soddisfazione per la parte che il partito giudica come minimo indispensabile, molte e gravi preoccupazioni sia per i problemi irrisolti sia per il fatto che il pur non avanzatissimo programma -allora firmato da tutta la attuale maggioranza di governo- viene disatteso ogni volta che una soluzione, appena ventilata, a favore dei lavoratori od una soddisfacente risoluzione dei problemi sociali sia giudicata tale da “impensierire” le roccaforti conservatrici di industria, interessi consolidati, capitale e perfino anche il vorace istinto del vaticano che con essi va di conserva. La risposta alla timidissima intervista di Prodi –nella quale stuzzicava i parroci a minacciare anche un semplice purgatorio agli evasori- ha avuto reazioni abnormi, anche nella maggioranza, e soprattutto nella stessa Chiesa che ha reagito violentemente rivalutando quel “date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” che aveva (ed ha) sempre stracciato rispetto alla autonomia legislativa di uno stato pseudo laico quale il nostro è diventato.
Ora è il momento della mobilitazione a favore delle classi tartassate e che paiono disturbare quella parte del governo che si considera il manovratore e vuole dettare regole antiche riportando indietro l’orologio, autoproclamandosi “riformista” ed accusando noi di conservatorismo.
Ognuno di noi si vanta di essere “conservatore” se a conservarsi sono i diritti acquisiti dalle classi lavoratrici, dai padri per i figli, dai comunisti per tutti coloro che col lavoro hanno costruito uno stato democratico ed un futuro tranquillo. I nuovi “riformisti” vogliono le riforme.
Nel senso di togliere ciò che si è conquistato.
Un modo di vedere bizzarro, ma supino ai poteri forti giacché “riformare” , per accezione comune, sta a significare sottoporre a riforma, trasformare, modificare qcs. per renderla migliore: r.(vedi De Mauro).
La Direzione Nazionale del partito ha ultimamente convenuto di intraprendere una o più battaglie politiche sui temi che ci stanno a cuore e per questo chiama alla mobilitazione già dai primi giorni di settembre.
In consonanza con ciò la Federazione di Cagliari aprirà, nei primi giorni di settembre un Comitato provinciale prelusivo di indirizzo per concordare, insieme con i segretari delle sezioni e la FGCI, modi e metodi per portare avanti una grande campagna (che ci auguriamo coinvolga altre vicine forze della Sinistra) sui temi del lavoro, del precariato, della riforma dello stato sociale e della previdenza.
Tutte materie su cui si è fatto, ma fatto poco a favore delle classi dei lavoratori, dei disoccupati, degli espulsi dal mondo produttivo e dei pensionati .
Tutti sono coinvolti.
Dai piccoli commercianti ai lavoratori della scuola, i dipendenti delle fabbriche e dei call centers , impiegati ed artigiani lavoratrici e lavoratori dei servizi subappaltati con l’estorsione e dei quali essi pagano le perdite, i giovani senza lavoro, ma che vengono usati come strumento di ricatto per penalizzare i genitori sulla soglia della quiescenza.
Ci accusano, le frange della destra e financo la destra della nostra coalizione, di manifestare contro un governo di cui facciamo parte.
E’ un altro metodo strumentale per vedere le cose.
Noi manifestiamo e manifesteremo perché il Governo adempia a due obblighi: governare e governare come da programma concordato.
I vari Rutelli, Mastella, parte degli stessi DS, nel momento stesso in cui tradiscono il programma concordato (classico metodo del ribaltamento sordo e sordido dei patti di giolittiana memoria) ci attaccano come conservatori, insensibili, estremisti.
Siamo conservatori nel senso che difendiamo i diritti conquistati anche al prezzo del sangue come a Buggerru così come a Reggio Emilia, a Genova come a Milano.
Già fioccano le adesioni alla manifestazione del 20 di ottobre, ma il Partito sarà impegnato da molto prima con riunioni di studio ed organizzazione, dovranno essere affissi manifesti, diffusi slogans, fatta propaganda, illustrati i motivi della manifestazione.
Con il segretario di federazione, il responsabile al lavoro e la responsabile dei diritti sociali si sta organizzando –unitamente a quelli della propaganda e del coordinamento delle donne- una bozza di calendario che sarà sottoposto ai segretari delle sezioni che dovranno attuarlo mobilitando i giovani della FGCI del proprio territorio.
Nel comitato provinciale, di cui sarà emanato l’ordine del giorno, verranno stabiliti i dettagli e nominato un ristretto gruppo di responsabili al coordinamento. *
Il responsabile dell’Organizzazione
Vincenzo A. Romano

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