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	<title>Comunisti italiani - federazione di Cagliari  (official site) &#187; arouetvoltaire</title>
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		<title>Comunisti italiani - federazione di Cagliari  (official site) &#187; arouetvoltaire</title>
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		<title>Una maternità bella e tranquilla. La Legge 40 : Crolla, sotto i colpi del Diritto, l’imposizione Vaticana</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 00:58:43 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" align="justify"><img src="http://www.raisport.rai.it/RaiSport/pub/static/83600/199108VanityFairDemiMoore.jpg" align="left" border="0" height="423" hspace="8" vspace="0" width="306" />Credo di ricordare che sia stata lei, la bellissima Demi Moore, a volere fare per prima quell’atto “peccaminoso” (anche oggi molti bacchettoni storcono il naso) di mostrare l’esplosione di una maternità felice. Ma non era così prima che una incazzatura divina imponesse la foglia di fico? Furono i primi missionari bigotti a ricoprire le ingenue nudità femminili ed i loro scherani ad infettarle con la sifilide. E da allora è cominciato il controllo, il servaggio, la pudicizia; salvo che per brevi, laidi inconfessabili approcci blasfemi. Perché<span>  </span>la carne è debole ed il cilicio un perdono universale. <span> </span>Duemila anni di umiliazioni, accuse, bruciamenti per purificare quel corpo che già di per sé era bello e pulito. E c’era sadica perversione negli atti e negli strumenti di<span>  </span>tortura, l’inconscia vendetta di chi brama, ma è impedito nel godimento sessuale spontaneo; c’è la repressione violenta quanto più violento è l’insoddisfatto desiderio represso. Oggi la tenaglia rovente è bandita come la lama che asporta un seno. Ma rimane il desiderio di dominio di un’educazione repressa, di bambinone cresciuto<span>  </span>cui è mancato il contato col seno di una madre sfiancata dalla fatica. Non portano più cappucci sulle tonache immacolate, non agiscono nelle segrete del capitano della guardia. Si aggirano, in camici verdi per lunghi corridoi o con cravatte alla moda nelle <i>bouvettes </i>dei parlamenti. Ma sono loro. I depositari millenari di un poter perverso che ha già condannato e continuerà a condannare. E sono accompagnati da pie donne dal cuore ancora più duro che artigliano con maggior convinzione. E sono lì a fare calcoli di giorni e di mesi, di cellule e embrioni (di cui – in genere – ignorano tutto), a sbeffeggiare lo studio ed il libro, satanici strumenti di una conoscenza che non possono controllare. Il motto più odioso, perché hanno convinto le folle: <span>« la Scienza ha i suoi stessi limiti: imposti da Dio» che nemmeno conoscono e tradiscono nei loro imbrogliucci quotidiani che sono leciti perché “così fan tutti”. Imbrigliano la odiata Scienza nelle catene di una morale creata per renderla serva. L’odiano per i progressi passati e futuri salvo implorarla per se stessi quando la falce della Vecchia Signora s’accinge a spiccare dal corpo la loro inutile testa. Ma lottano contro l’ineluttabile. Leggi blasfeme orrido prodotto<span>  </span>di congiure contro corpi che anelano alla vita e rifiutano la sofferenza , cadono all’impatto della vita reale ch’essi non possono controllare.<span id="more-504"></span> Oggi la Scienza e il Diritto (che magari son figli di quel Dio che mai essi conobbero) demoliscono a colpi di maglio, le loro assurde costruzioni medievali. La legge sulla procreazione assistita, vanto di scienze di cento paesi e da costoro orrendamente storpiata risorge nella pienezza della sua validità. Ha cominciato il tribunale di Caglari, e poi a <b><a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/fecondazione-sentenza/fecondazione-sentenza/fecondazione-sentenza.html">Firenze</a></b> ed oggi il <b><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200801articoli/29532girata.asp">Tar del Lazio</a></b>. Quella legge voluta dalla Chiesa è contro la Costituzione della Repubblica e sarà cancellata. Il giudice: </span><i>&#8220;Condanna il centro ad eseguire la diagnosi e stabilisce la crioconservazione degli embrioni malati, che la legge vieta, e dice che il <b>medico deve seguire le regole della migliore scienza ed esperienza con specifico riguardo alla salute della donna.</b> Questo è un altro colpo al cuore della legge 40, perché ristabilisce l&#8217;ordine gerarchico previsto dalla Costituzione e dalla legge 194 che antepone la salute della donna a quella del nascituro&#8221;.</i><i><span></span></i></p>
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		<title>Anche noi “cattivi maestri”</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 14:52:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[APPELLO DI SOLIDARIETÀ CON I COLLEGHI (E GLI STUDENTI) DELLA “SAPIENZA” DI ROMA
A proposito dei fatti relativi alla rinuncia di papa Benedetto XVI alla visita e al discorso all’Università Sapienza di Roma, in occasione della solenne inaugurazione dell’anno accademico, i sottoscritti, docenti, ricercatori e studiosi in formazione negli atenei italiani e nelle altre istituzioni scientifiche, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=503&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><b><span style="font-size:12pt;font-family:'Calibri','sans-serif';">APPELLO DI SOLIDARIETÀ CON I COLLEGHI (E GLI STUDENTI) DELLA “SAPIENZA” DI ROMA</span></b></p>
<p class="MsoNormal" align="justify">A proposito dei fatti relativi alla rinuncia di papa Benedetto XVI alla visita e al discorso all’Università Sapienza di Roma, in occasione della solenne inaugurazione dell’anno accademico, i sottoscritti, docenti, ricercatori e studiosi in formazione negli atenei italiani e nelle altre istituzioni scientifiche, esprimono la più ferma e convinta solidarietà ai colleghi sottoposti nelle ultime giornate a un linciaggio morale, intellettuale e persino politico, senza precedenti. Noi firmatari di questo Appello di solidarietà affermiamo che ci saremmo comportati come i 67 docenti della Sapienza, in nome della libertà della ricerca e della scienza. Se essi sono “cattivi maestri”, come più d’uno li ha bollati, ebbene, lo siamo anche noi. L’invito al papa in occasione dell’apertura dell’anno accademico costituisce offesa al sapere scientifico, ovvero un esecrabile cedimento nei confronti di un preteso principio d’autorità. I colleghi della Sapienza, lungi dall’“impedire al papa di parlare” hanno semplicemente contestato l’opportunità di far inaugurare l’anno accademico – ossia il momento più solenne nella vita di un ateneo – da un capo religioso, e nel contempo capo di Stato straniero, confessionale. Tanto più che trattasi di un papa che ha espresso in reiterate occasioni l’idea che la ragione non possa che essere subordinata alla fede, la scienza alla religione, e ha assunto gravi prese di posizione che, mentre smantellano la Chiesa del Concilio Vaticano II, costituiscono continue, pesanti ingerenze nella sfera delle istituzioni politiche nazionali, dalle quali non sono giunte, generalmente, le opportune risposte. In ogni caso, la protesta dei colleghi non contro Benedetto XVI era diretta, ma innanzi tutto contro l’autorità accademica che ha commesso la leggerezza di invitare un’autorità religiosa a una cerimonia che deve essere rigorosamente laica; tanto più sbagliato, il gesto del rettore della Sapienza, in quanto ormai l’Italia è un Paese multietnico e multireligioso e ciò nonostante un regime concordatario, obsoleto anche nelle sue revisioni, che continua a  privare le scuole pubbliche non universitarie della possibilità di un approccio comparativo al mondo delle religioni assegnando invece la priorità esclusiva all’insegnamento della religione cattolica. E il papa di Roma rappresenta soltanto una parte dell’opinione pubblica, anche di quella aderente a una fede religiosa. Si aggiunga l’atteggiamento di vera e propria subalternità mostrata dalle autorità accademiche, di concerto con quelle ecclesiastiche, e dal coro mediatico che ne ha accompagnato le scelte: inaccettabile, ovviamente, era la pretesa che a Ratzinger fosse riservata una zona franca, in cui le espressioni di dissenso dovessero essere impedite, quasi forme di delitto di lesa maestà. Noi sottoscritti, davanti alla campagna mediatica in atto, esprimiamo la più vibrata protesta e la più ferma preoccupazione per le parole che abbiamo letto e ascoltato in questi giorni, in un penoso unanimismo di testate giornalistiche e di forze politiche. Ci impegniamo, accanto ai colleghi della Sapienza e di tutti gli studiosi e gli studenti che con rigore e passione lavorano, e studiano, nelle istituzioni universitarie e scientifiche italiane, a lottare, con la fermezza e la costanza necessaria – ben oltre questo episodio – perché venga salvaguardato, in un Paese che sembra voler pericolosamente regredire all’epoca del “papa re”, la libertà della ricerca scientifica, in ogni ambito, da ipoteche fideistiche e da nuovi e vecchi princìpi d’autorità.</p>
<div align="justify"></div>
<p class="MsoNormal" align="justify">Torino, 16 gennaio 2008  Angelo d’Orsi (prof. Storia del pensiero politico, Università di Torino)</p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify"><!--[if !supportLineBreakNewLine]--><b><i><a href="http://www.petitiononline.com/386864c0/petition.html">Entra qui per firmare la petizione</a><br />
<!--[endif]--></i></b></p>
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		<title>Patti Lateranensi. E’ ora di Rifargli il Tagliando e rimettere le “cose a posto”</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 12:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In concomitanza del tradimento di Mastella che chiede al Governo di consolarlo e coprire le marachelle di famiglia, la CEI , come il soldato sotto la croce, affonda la lancia nel costato di Prodi per accertarne e accelerarne la morte.


La proposta sarebbe di fare punto e a capo. Ritornare alla legge delle Guarantigie e attendere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=502&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div align="justify"><b><font color="#006600">In concomitanza del tradimento di Mastella che chiede al Governo di consolarlo e coprire le marachelle di famiglia, la CEI , come il soldato sotto la croce, affonda la lancia nel costato di Prodi per accertarne e accelerarne la morte.<br />
</font></b><img src="http://www.mentecritica.net/wp-content/uploads/407142257_2ba64c289c_m.jpg" align="top" height="31" width="240" /></div>
<div style="text-align:center;"><img src="http://www.cartantica.it/content/Sottolacroce/4.jpg" height="352" width="230" /></div>
<div align="justify">La proposta sarebbe di fare punto e a capo. Ritornare alla legge delle <b><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_delle_Guarentigie">Guarantigie</a></b> e attendere di vedere se, a differenza di Bismark, <span> </span>Bush (che tanto gli piacciono le invasioni) voglia accogliere un eventuale appello di dichiarare guerra allo stato Italiano che tanto, come <b><a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/legge-194/cei-21gen/cei-21gen.html">pontifica Bagnasco</a></b> è : “sfilacciato, frammentato”, “ridotto a coriandoli”. Altro che 194, legge che funziona alla perfezione, se tagliando s’ha da fare è ai patti Lateransi voluti dal “<b><a href="http://www.clubdellastoria.it/cms/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=29&amp;Itemid=26">Duce del fascismo</a></b>” per rafforzarsi un regime che solo le tonache, anch’esse nere come la camicie dei suoi picchiatori – vedi l’ironia della storia – potevano pubblicizzare dai pulpiti. Se fossimo dei credenti dovremmo osannare Oliviero Diliberto. Le sue profezie si stanno compiendo meglio e più puntuali di quelle di Elia. «Non saranno i Comunisti a fare cadere il governo Prodi» – diceva a<a href="http://libertadinformazione.wordpress.com/2007/11/18/diliberto-a-cagliari-una-iniezione-di-fiducia/"><b> Cagliari il 17 novembre</b></a> – «ma nell’ordine, Mastella, il Vaticano e gli altri poteri forti: Confindustria e la politica estera americana». Una profezia direbbero i laici-fedeli perché, intenti a spartir poltrone, ingraziarsi il Papa e accontentare banche e finanza, di analisi politiche non solo non ne fanno, ma non ne sanno fare. Torniamo al punto. Papa, Vaticano e CEI hanno rotto, con la scusa del primato etico, quei patti che il solo Benedetto Croce contrastò perche: «gli ripugnava quella particolare conciliazione, effettuata non con un’Italia libera, <b>ma con un’Italia serva</b>, e per mezzo dell’uomo che l’aveva asservita il quale compiva quell’atto fuori da ogni spirito di religione e di pace, ma solo per trarne nuovo prestigio e rafforzare la sua tirannia». Questo è il vichiano ripetersi dei cicli della storia.<br />
<a href="http://www.mentecritica.net/patti-lateranensi-e%e2%80%99-ora-di-rifargli-il-tagliando-e-rimettere-le-%e2%80%9ccose-a-posto%e2%80%9d/cronache-italiane/vincenzo-a-romano/2838/"><font color="#008000"><b>Continua a leggere su Mente Critica</b></font></a></div>
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		<title>«Logo e No logo». L’esclusiva del “marchio” in politica</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 17:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da ormai molto tempo arrivano al sito, con “cortese richiesta di pubblicazione”, testi di vario genere. C’è un autore, per esempio, che scrive al nostro indirizzo e, per conoscenza al Comando generale dell’Arma dei Carabinieri e all’ “URP” della Polizia di Stato, si riveste di un altro grado militare (può darsi che lo abbia) e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=501&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" align="justify"><i>Da ormai molto tempo arrivano al sito, con “cortese richiesta di pubblicazione”, testi di vario genere. C’è un autore, per esempio, che scrive al nostro indirizzo e, per conoscenza al Comando generale dell’Arma dei Carabinieri e all’ “URP” della Polizia di Stato, si riveste di un altro grado militare (può darsi che lo abbia) e mi sottopone progetti e statistiche su apparecchiature termodinamiche per abbattere l’inquinamento. Altri, con cadenza periodica, inviano progetti per un “buon governo” e non capisco perché non li indirizzino a Palazzo Chigi. C’è chi invia poesie o lunghe cronache di fatti<span>  </span>della propria zona. Per norma, pubblichiamo solamente editoriali o elzeviri di nostri invitati. Ma accade talvolta, e questa è una di quelle, che l’idea, l’argomento, la stravaganza del contenuto siano talmente allettanti od originali, che ti dici: «Ma si, per questo vale la pena». Da qualche giorno inizio a leggere, interrompo, ma poi ricomincio, un pezzo gustoso, o almeno strambo che mi diverte e contemporaneamente mi inibisce. Mi tenta e allo stesso tempo mi dissuade. Alla fine lo ho battezzato (era senza titolo) in questa maniera:</i></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><img src="http://www.internetrestaurant.it/pittura/carracci1.jpg" align="top" height="234" width="310" /></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><i> <b>«È possibile che in politica qualcuno si comporti come Cartier e pretenda l’esclusiva del marchio?»</b> </i></p>
<div align="justify"></div>
<p class="MsoNormal" align="justify">Vi invio questo mio intervento con la certezza che lo cestinerete, ma chi se ne frega (anche se spero me lo pubblicherete). Non che io parli dei fatti vostri perché essendo anche io un comunista penso di parlare dei fatti miei anche se di una appartenenza diversa dalla vostra. Ma accade dappertutto che vi sia – dopo il grande pianto di Occhetto col naso infilato in quel mazzo di rose &#8211; la diaspora comunista dopo quella del popolo ebreo. E io a questa mi riferisco per causa dei fatti che ormai sono diventati noti alla pubblica opinione da quando due circoli comunisti si contendono il piatto di lenticchie che li farebbe figli di Isacco con tutti i diritti annessi e connessi. Voi la storia la sapete, Giacobbe era una specie di tontorollone che se ne stava sempre sotto le gonne della mamma Rebecca e lavorava a casa senza chiedere niente. Esaù era invece un cacciatore spavaldo che, sicuro dell’eredità che gli spettava per diritto di nascita, se ne girava per monti e per valli divertendosi e trattando Giacobbe come un fratello scemo. Il pezzo più importante dell’eredità, quello che ti dava il potere su tutto era un sigillo a forma tonda che costituiva una specie di impronta di famiglia. Oggi lo chiamerebbero “Logo” oppure, i più raffinati, «la griffe». Metti conto quella specie di marchio che ti dà “l’esclusiva” su un <span> </span>prodotto. E siccome nell’economia moderna e nella moda conta la “griffe” e chi la possiede, Esaù se ne andava sicuro perché lui ci aveva l’esclusiva di famiglia. Come accade in tutte le famiglie dove uno lavora ed un altro se la spassa anche in quella casa non accadde diversamente e spendi e spandi senza mettere niente da parte successe che Esaù si trovo affamato e vedendo che Giacobbe si era fatto un grande piatto di lenticchie, sicuro di prenderlo per il sedere gli disse: «Se mi dai quel piatto di lenticchie, io ti do il logo (che poi era la famosa esclusiva del marchio)». Giacobbe, che in tutti quegli anni di duro lavoro si era fatto furbo gli rispose: «Prenditi le lenticchie che io mi uso la griffe». Raccontano anche che Esaù fece un casino da pazzi per riprendersi la griffe dopo essersi mangiato i fagioli, ma Giacobbe – nel frattempo – si era sposato con Rachele e da lei e dalle schiave aveva avuto dodici figli dai quali erano nate dodici tribù. Un casino di gente insomma che tutti dicevano :« Stai attento a non metterti contro le dodici tribù di Israel (che era il nuovo nome di Gacobbe) che ci puoi anche rimettere le corna». La storia dura ancora e pare che Esaù abbia richiesto “il giudizio di Dio” roba che si fa da quelle parti, ma siccome è uno sventato che pensa poco si è dimenticato di una cosa : «Israel significa proprio: <span> </span><i>uomo che lotta insieme con Dio</i>»</p>
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		<title>GIUSTIZIA: No A Un “Partito Anti-Toghe”</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 01:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di         Carlo Dore jr.
Le dimissioni del Ministro della Giustizia Clemente Mastella hanno riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica il delicatissimo tema dei rapporti tra potere politico e potere giudiziario, colpevolmente accantonato dall’attuale maggioranza di governo dopo le roventi polemiche che avevano contraddistinto la precedente legislatura.
L’ultimo atto di accusa dell’ex [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=498&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Calibri;">di<span>         </span>Carlo Dore jr.</span></p>
<p align="justify"><img src="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/politica/giustizia-riforma/polemica-dipietro-mastella/ansa_10720039_27100.jpg" align="left" border="0" height="375" hspace="8" vspace="0" width="250" /><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Le dimissioni del Ministro della Giustizia Clemente Mastella hanno riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica il delicatissimo tema dei rapporti tra potere politico e potere giudiziario, colpevolmente accantonato dall’attuale maggioranza di governo dopo le roventi polemiche che avevano contraddistinto la precedente legislatura.<br />
L’ultimo atto di accusa dell’ex Guardasigilli – che <b>dinanzi alla Camera dei Deputati</b> ha denunciato l’esistenza di una cospirazione messa in atto nei suoi confronti da quelle “frange estremiste” della Magistratura da sempre impegnate nell’attuazione di un progetto eversivo volto a pregiudicare il sereno svolgimento della vita istituzionale del Paese – ha incontrato il totale consenso dei principali esponenti dell’opposizione di centro-destra, dimostratisi ancora una volta implacabili nell’invocare a reti unificate l’approvazione di misure idonee a paralizzare l’azione delle toghe militanti.<br />
Di fronte ad un simile <i>status quo</i>, il buon senso e l’equilibrio che sempre caratterizzano le dichiarazioni di Anna Finocchiaro, la quale ha manifestato la necessità di evitare che “le lancette dell’orologio della Storia vengano riportate indietro di quindici anni”, che l’apertura di una nuova stagione di conflitto tra politica e Magistratura favorisca la restaurazione di quel diffuso clima di sfiducia verso le Istituzioni che si respirava durante gli Anni di fango, non sono sufficienti a cancellare la sottile sensazione di amarezza che tanto l’autodifesa pubblica del segretario dell’Udeur quanto i successivi interventi di Bondi, Fini e Casini hanno destato nell’animo di ogni sincero democratico. <span id="more-498"></span><br />
Se da un lato è infatti innegabile che la presunzione di innocenza dovuta a tutti i cittadini non condannati attraverso sentenza passata in giudicato impedisce che gli uomini politici sottoposti ad indagine vengano resi oggetto di processi di piazza e gogne mediatiche, risulta d’altro lato altrettanto innegabile che le garanzie di autonomia ed indipendenza riconosciute dalla Carta Fondamentale ai soggetti appartenenti al potere giudiziario impongono di non bollare come pericolosi eversori quei magistrati i quali legittimamente esercitano le loro prerogative nei confronti dei membri della Casta del potere o dei loro più stretti sodali.<br />
Premesso infatti che, come correttamente rilevato da Marco Travaglio, l’immunità parlamentare non può essere intesa anche in termini di “immunità parentale”, la formazione di un trasversale partito anti-giudici, benedetto dal capo di quella destra affarista ed amorale che (attraverso l’approvazione della legge Cirami e del patteggiamento allargato, della legge Cirielli e del lodo Schifani, della riforma del falso in bilancio e delle altra misure <i>ad personam</i>) ha concorso a tramutare l’Italia in una sorta di Isola della Tortuga collocata nel cuore del Mediterraneo, costituirebbe un macroscopico tradimento delle aspettative di tutti quei cittadini che ancora attendono dall’Unione, in ordine ai grandi temi della giustizia e della legalità, l’attuazione di un concreto progetto di cambiamento.<br />
Ricordando l’entusiasmo del popolo del Palavobis, la straordinaria partecipazione che contraddistinse tutte le iniziative del movimento girotondino e soprattutto lo straordinario moto di orgoglio con cui il Paese intero accolse l’invito a “Resistere! Resistere! Resistere!” scagliato da Borrelli in faccia al Caimano in persona, il centro-sinistra è ora chiamato a preservare l’integrità dello Stato di diritto, a garantire alla Magistratura la possibilità di esercitare le sue funzioni nel pieno rispetto degli equilibri delineati dalla Costituzione, a recuperare la fiducia dei tanti elettori che ancora rifiutano un’idea di politica intesa non come realizzazione dell’interesse generale ma come mero esercizio di potere e privilegi. Se il patto di fiducia tra rappresentanti e rappresentati, tra istituzioni e società civile dovesse incrinarsi ancora una volta, gli anni di fango potrebbero non sembrare poi così lontani.<span>      </span></span></p>
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		<title>La Responsabilità di un Comunista</title>
		<link>http://libertadinformazione.wordpress.com/2008/01/14/la-responsabilita-di-un-comunista/</link>
		<comments>http://libertadinformazione.wordpress.com/2008/01/14/la-responsabilita-di-un-comunista/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 15:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicato su 
 
Vincenzo A. Romano

In ogni momento del mondo e del tempo una figura di donna compie la sua veglia funebre. La faceva  Giuseppina Marcias quando Antonio, condannato al confino da un regime assassino e liberticida, le scriveva parole di fuoco per avere richiesto la grazia a Benito Mussolini. C’è sempre una mamma [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=496&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div align="left">Pubblicato su <img src="http://libertadinformazione.files.wordpress.com/2008/01/sx_bannaruni.jpg" alt="sx_bannaruni.jpg" /></div>
<p align="center"> <img src="http://www.linearossage.it/1921.jpg" align="top" height="340" width="444" /></p>
<p><i><b>Vincenzo A. Romano</b></i></p>
<div align="justify"></div>
<p class="MsoBodyText" align="justify">In ogni momento del mondo e del tempo una figura di donna compie la sua veglia funebre. La faceva<span>  </span>Giuseppina Marcias quando Antonio, condannato al confino da un regime assassino e liberticida, le scriveva parole di fuoco per avere richiesto la grazia a Benito Mussolini. C’è sempre una mamma in Biafra o Darfour che tiene fra braccia scheletrite un corpicino spento dall’inedia causata da un uomo che ingrassa lontano migliaia di miglia succhiando la vita <span> </span>del bimbo con<span>  </span>una pipeline fatta di tanti piccoli corpicini accumulati nei secoli dello sfruttamento assassino. Era conseguenza logica di una visione del mondo diviso in classi quella che faceva vedere – già nel 1848 – a Marx ed Engels, intenti a scrivere il loro Manifesto, la mondializzazione del lavoro e del commercio, l’eterno irrisolto conflitto della lotta di classe fra coloro che erano padroni e chi ne veniva sfruttato. Tutto si è consumato nell’arco del «Secolo Breve» dalla Catastrofe , all’Età dell’oro, sino alla Frana. Settantasette anni in cui tutto è accaduto.<span id="more-496"></span> In cui si è lottato sperato ed infine perso. La grande speranza della rivoluzione d’Ottobre si è consumata per la sua incapacità di attecchire in un terreno infertile. Concepita per una società borghese si trovò a crescere in un mondo semifeudale pervaso dagli anni della “Catastrofe”. Dal 1914 al 1945 il luogo dove avrebbe dovuto attecchire il capovolgimento, l’inversione della proprietà dei mezzi di produzione<span>  </span>fu il luogo dove la catastrofe si abbatté<span>  </span>mietendo milioni di vite, sconquassando un’economia infeudata, producendo cannoni e carne per cannoni al posto del capovolgimento che sarebbe stato necessario. Fu la terra dove ventidue divisioni naziste non riuscirono a sfondare a Stalingrado mentre l’industria pesante<span>  </span>sfornava carri, che saldati<span>  </span>con sbavature da 2 centimetri, resistevano alle cariche cave degli 88 tedeschi. Il resto del mondo capitalista produceva frigoriferi e perfino i primi televisori per famiglie. Nell’Età dell’Oro scoppiò la guerra fredda che per il mondo che doveva compiere la rivoluzione proletaria impedì la riconversione dell’industria pesante. Non c’era stato il Comunismo, almeno non quello di Marx, ma una superpotenza che produceva armi invece che elettrodomestici, che –sotto assedio- esportava armi invece che benessere. Ed il proletariato non disponeva del controllo dei mezzi di produzione. La catastrofe s’ ebbe, secondo molti e si concluse, con la caduta del muro di Berlino. Giungevano a chiusura settantasette anni di “secolo breve” e 73 di esperimento comunista. Una grande idea catalizzatrice di riscossa e progresso. Lo spirito della rivoluzione comunista e della lotta di classe<span>  </span>-per cui Gramsci aveva aperto dal fondo oscuro di un carcere un grande progetto di sovrumano pensiero- aveva fallito nell’unico posto dove fu tentata e non aveva l’humus per svilupparsi sotto l’assedio di quel capitale che avrebbe dovuto sconfiggere e contro il quale non ebbe la capacità di combattere.</p>
<p class="MsoBodyText" align="center"><img src="http://www.linearossage.it/1922.jpg" align="top" height="388" width="280" /></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify">Ma è la sconfitta dell’URSS, non quella del “comunismo”. La lotta di classe permane perché sono rimaste intatte e in molti casi si sono potenziate, le ragioni per le quali “doveva” nascere. Oggi come nel 1848 permane l’idea che sia necessario che la lotta continui anche se il possesso dei mezzi di produzione non passerà nelle mani dei lavoratori. La guerra è persa, ma non la necessità della lotta perché –nel frattempo- il capitale ha assunto proporzioni mostruose e il lavoro salari da fame. Già vent’anni or sono un filosofo che ama Parmenide e considera l’ essere eterno, al massimo come lo svolgersi della bobina di Einstein (Dio non gioca ai dadi) vedeva una nuova rivoluzione proletaria aggirarsi nel mondo dove i<span>  </span>protagonisti sarebbero stati i nuovi proletari , i paria di quel terzo e quarto mondo che allora appena premevano ai confini ed ora sono ormai dentro l’impero. Per i nuovi esclusi, per gli espulsi, i migranti, i nuovi portatori di povertà occorrerà impegnare tutta la responsabilità di chi oggi è ancora comunista e di chi , abbandonate le croste che ci impediscono di vedere oltre, saprà ricostruire e dare vita all’ idea: sconfitta, ma viva e non sopita. Dobbiamo intenderci, da oggi, sulle parole. E’ cambiato non solo il secolo, ma il millennio, è cambiato il rapporto di forza (nel quale il capitalismo ha assunto una preponderanza totalizzante) è cambiato il sistema economico-finanzirio dove è difficile localizzare (secondo i vecchi<span>  </span>parametri) chi sia il padrone dei mezzi di produzione, è cambiato il lessico. Il concetto stesso di proletario (oltre a<span>  </span>quello di padrone)<span>  </span>ha cambiato connotazione e non è più individuabile nel lavoratore della fabbrica come nemmeno in quello di produttore di braccia per il lavoro. La stessa proprietà non è più quella che rispondeva ai concetti classici per i quali ci siamo battuti. Essa è impalpabile, viaggia, si sposta<span>  </span>sui circuiti telematici diventando ora bene materiale ed un momento dopo capitale finanziario di difficile individuazione. Il padrone non è più persona fisica ma concetto economico. La globalizzazione dell’ economia permette di mantenere un immenso potere reale perdendo un intero complesso produttivo in India e, contemporaneamente, aumentando il profitto generale della stessa multinazionale. La TyssenKrupp può ardere otto vite a Torino e contemporaneamente meditare il licenziamento, a obiettivi spenti, di quegli operai che hanno denunciato la strage riuscendo, sempre nello stesso tempo, ad aumentare la produzione a Terni come a Lahore.<span>  </span>Mai è stata così vera la legge del caos. Il battito delle ali di una farfalla brasiliana può scatenare un cataclisma in Cina. Ma il Comunismo come noi lo intendiamo attraverso la secolare esperienza non è mondo della produzione esclusivamente. Influenzato dal corrente pensiero scientifico organicistico Marx pensava e definiva “struttura” e “sovrastrutture” non come due mondi separati ed indipendenti, ma come un complesso organico ove il processo<span>  </span>economico fosse come la carne di un braccio e nervi, tendini e pelle che lo tenevano unito la sovrastruttura che lo permeava, per cui diventavano unici ed inscindibili ciascuno con le proprie precipue funzioni ma insieme proiettate a mantenere in vita un organismo che<span>  </span>era “l’uomo sociale” che avanzava nella storia.</p>
<p class="MsoBodyText" align="center"><img src="http://www.rifondazione-voghera.it/Moduli/ImageFetch.ashx?Size=0&amp;ImageID=486" align="top" height="270" width="197" /></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify">La responsabilità<span>  </span>del comunista è oggi di riprendere quei concetti e risottoporli a giudizio critico cos’ che l’esame dei processi economici e produttivi, della redistribuzione del reddito e dell’emancipazione dei nuovi proletari sia sottoposto a processo insieme con il riemergente fenomeno della abnorme funzione dei poteri forti che sono contemporaneamente anche finanziari, politici e geopolitici e di ingerenza religiosa tesa a riprendersi quanto aveva dovuto cedere dalla fine del 900 al termine dell’ «Età dell’oro» in termini di laicità dello stato, delle istituzioni della separazione fra libertà di pensiero e droga delle coscienze.</p>
<div align="justify"></div>
<p class="MsoBodyText" align="justify">La responsabilità del Comunismo è questa. Riportare nel giusto binario, con – finalmente un disequilibrio a favore degli sfruttati- tutto il complesso sistema di rapporti che governano i mondi antagonisti : del lavoro e della proprietà, della libertà laica delle coscienze contro le ingerenze di un fideismo immutabile che è la nuova “garrota” e la “pira” del libero pensiero, dell’oppressione e dei diritti intangibili ed immutabili della persona intesa come uomo sociale.<span>  </span>Dopo le ondate che ci hanno travolti, dal capitalismo d’assalto, alla crisi del modello dell’Unione Sovietica; dalla sconfitta dei piani quinquennali al dominio assoluto della globalizzazione economica ; dopo la caduta e la sopraffazione del liberismo più sfrenato, la deriva socialdemocratica ed ora centrista degli eredi del più grande partito comunista dell’Occidente occorre riappropriarci della cultura, dei metodi, dei fini del movimento operaio almeno dal grande rinnovamento berlingueriano. Un partito<span>  </span>comunista non si riprodurrà più nei termini di quello che abbiamo conosciuto (sarebbe una farsa) dovrà rinascere come partito (e forse prima movimento) operaio. Dei lavoratori sfruttatati, precari, sottopagati, deprivati di un cospicuo<span>  </span>numero delle conquiste ottenute con le lotte per lo stato del benessere sociale. Occorre quindi una rivoluzione culturale e meglio ancora occorre studiare l’esperienza comunista in chiave moderna. La responsabilità del gruppo dirigente e dei gruppi dirigenti in genere, sta nella capacità d’analisi della situazione, dell’abbandono della crosta ideologica accumulata sino ad oggi, della capacità di rinnovare rimanendo entro il solco della riconquista dei diritti perduti e per l’affrancamento dalla morsa e dall’assedio di quelli che ora sono i poteri dominanti: la chiesa in campo ideologico per il ritorno alla concezione laica e progressista della persona; il mondo economico-industrial-finanziario per evitare che si chiuda completamente la morsa dello sfruttamento incontrollato, massiccio e come visto omicida; la nuova era della guerra permanente inaugurata dall’amministrazione Bush dopo l’11 settembre e che – per esperienza storica – anche una rinnovata amministrazione democratica non sarà capace di frenare per le spinte lobbistiche che governano quel sistema paese : industria delle armi, globalizzazione per la massimizzazione del profitto, sistema finanziario che ha inglobato, la precedente supremazia delle industria multinazionali. Questi i nemici che sarà impossibile sconfiggere almeno per il prossimo quarto di secolo.</p>
<p class="MsoBodyText" align="center"><img src="http://www.rifondazione-voghera.it/Moduli/ImageFetch.ashx?Size=0&amp;ImageID=525" align="top" height="291" width="197" /></p>
<p class="MsoBodyText" align="justify">Il periodo occorrente per ricrearsi di due condizioni: la presa di coscienza della classe lavoratrice delle rinnovate capacità di lotta da intraprendere con gli esclusi del mondo (le masse che stanno migrando dalla povertà estrema all’illusione del benessere che potranno essere i protagonisti della nuova lotta di classe) ; una cultura diffusa ma fortemente creduta e voluta di pace, di riscatto di riconquista dei diritti. Si dovrà studiare. Prima di tutto il sistema economico che non potrà rifarsi al marxismo classico, ma incunearsi in quello attuale valorizzandone le componenti più favorevoli. Se nel prossimo quarto di secolo non ci si potrà avere il controllo dei mezzi di produzione si potrà mirare –comunque- alla massima occupazione con le miglioro condizioni delle retribuzioni e delle pensioni. Penso ad una reinvenzione keynesiana della massima occupazione attraverso il massiccio intervento dello stato nelle opere pubbliche. E’ un percorso difficile, ma va analizzato perché ha un nemico interno formidabile : l’altissimo livello della corruzione a tutti gli stadi, nel pubblico, nel privato, nei gangli dello Stato in mano alle mafie di varia denominazione. Si riproporrà – immediato – il problema della questione morale che ormai riguarda il nostro stesso partito. Con il suggerimento berlingueriano dovremo scindere la politica dalle istituzioni e dagli affari, noi come primi. Esiste un ineludibile problema. La crescita numerica come precondizione, quella culturale come necessità. Ma non sarà sufficiente perché sarà necessario creare quadri che siano: numerosi, motivati, dotati di preparazione culturale e politica ed in grado di fare sia proselitismo sia educazione. Partire dalle basi insomma ripercorrendo<span>  </span>in forme diverse,ma con metodo uguale quanto già fece Gramsci ai primordi. A questo punto è necessario fissare dei paletti: chi è oggi comunista?<span>  </span>Per attuare almeno i primi passi sulla strada che si è per ora solo ipotizzata occorre una base che, per la grande inferiorità di mezzi e la potenza degli avversari sia di una certa consistenza. Sia Italiana, perché di questo ambito ci occupiamo, sia in grado di aggregare quel sottoproletariato urbano che è costituito dagli immigrati. Qui la prima falla. Costoro non sono dalla nostra parte: primo per nostra incuria, secondo perché molti gravitanti attorno alle mense e dormitori religiosi, terzo perché in essi sta penetrando un’organizzazione sindacale alleata, ma diversa che è la CISL. Il sottoproletariato urbano indigeno ed i nuovi poveri gravitano invece attorno alla Caritas ed alle altre organizzazioni religiose. Siamo dunque in ritardo nel proselitismo di quelle masse che Emanuele Severino individuava come i probabili attori di una nuova rivoluzione (di tipo comunista).</p>
<div align="justify"></div>
<p class="MsoBodyText" align="justify">Primo dovere è allora uscire dalla torre e tornare in mezzo al popolo. Domanda: siamo ancora capaci di farlo o ci siamo talmente imborghesiti da non esserne più capaci? Lottiamo per insediarci nei gangli delle istituzioni (ogni livello è appetibile) o stiamo fra il popolo? L’esperienza isolana non mi conforta e per questo spero in una diversa situazione nel paese.</p>
<div align="justify"></div>
<p class="MsoBodyText" align="justify">Tornando ai Comunisti occorre contarci ed aggregarci. Al vertice e dal vertice è partito il segnale. Cosa sta accadendo in periferia? Qualche sezione si muove, alcune federazioni hanno iniziato il processo di aggregazione. Aggregarsi, dalla esperienza odierna, significa abbastanza poco: discutere, trovare obiettivi comuni, tentare o proporsi di tentare di risolverli in maniera unitaria o almeno concorrendo alla loro realizzazione. Seppure si parla di confederarsi –che sarebbe il primo gradino per contare istituzionalmente e politicamente- ciò è ancora<span>  </span>lontano. E’ innegabile che vi siano molte resistenze interne a ciascuna delle quattro componenti e l’impressione è che la perdita di “potere” (non di identità si badi bene) sia un deterrente molto forte. E’ come dice Oliviero Diliberto un potere sul nulla (solo il PRC ha una struttura ed un numero che potrebbero garantirglielo – suddivisioni interne a parte), ma ciascuno è restio a lasciare che altri entri nel proprio pollaio.</p>
<div align="justify">  <span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Di qui –sebbene lo si neghi e non lo si voglia attuare- sarà necessario un intervento forte da parte dei vertici non tanto per il processo di attribuzione degli incarichi (sul modello del Partito Democratico), quanto perché si operino delle rinunce individuali in favore del più ampio processo confederativo. La storia non ci offre rivoluzioni fatte dal basso, dal popolo, ma rivoluzioni cui il popolo partecipa se esistono menti e d organizzazioni capaci di galvanizzarlo. In caso contrario si arriverà ad un livello appena superiore al movimentismo visto che si parte da gradini più alti. Nella fase costituente la responsabilità do ogni comunista è quella di aggregare(si) altri comunisti . E’ –mutatis mutandis- il concetto bertinottiano della massa critica.<span>  </span>Una massa critica che già prima di confronti elettorali superi il 10% degli iscritti-confederati è il solo modo per raggiungere il 15% in un confronto elettorale di largo raggio e successivamente anche di più per il recupero di quella sinistra scontenta e rinunciataria che non vota da anni. Senza il verificarsi di tale precondizione il discorso cade. </span></div>
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		<title>Finanziaria . Il via libera  della Commissione Regionale al Bilancio.</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2008 10:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div align="justify"><img src="http://bp0.blogger.com/_49YCPFdA0Aw/RoFgYThkvVI/AAAAAAAAAAs/egZHG185GWg/s320/palazzo_reg_sardegna.jpg" align="left" border="0" height="199" hspace="8" vspace="0" width="193" /><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Nonostante la protesta dei consiglieri di minoranza (alcuni impegnati nell’operazione antisolidale di sgravare la Campania dalla insostenibile situazione emergenziale ; una volta la Sardegna era sempre in primo piano in queste azioni di aiuto e assistenza, mentre ora si attendono i rinforzi di personaggi come Borghezio dediti a fomentare separazioni), la Finanziaria 2008 è stata licenziata in commissione bilancio. Dato il<span>  </span>via libera al testo rimangono circa dieci giorni per la predisposizione delle relazioni di accompagnamento. Insensibili alla legge fondamentale per l’economia dell’Isola i mezzi di comunicazione<span>  </span>si sono lanciati sulla notizia dei rifiuti campani , alcuni scatenandosi in vere e proprie campagne di terrorismo gratuito, avendo già dimenticato la richiesta di solidarietà per la l’agricoltura sarda lanciata a gran voce sino a qualche giorno fa. Pdci e PRC si dichiarano alquanto soddisfatti degli aspetti tecnici mentre impegneranno le proprie forze per elaborare e portare avanti nei prossimi giorni proposte di soluzione per quei problemi che rimangono basilari per la Sinistra. In riunione di maggioranza si porteranno avanti le tematiche del lavoro e dell’occupazione, gli strumenti per combattere le nuove povertà <span> </span>e il precariato fermo restando un sano impegno per il rilancio della produzione e la soluzione delle problematiche che stanno portando alla perdita dei posti di lavoro per l’abbandono e la delocalizzazione di industrie che erano state un fiore all’occhiello dell’economia isolana. </span></div>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/libertadinformazione.wordpress.com/495/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/libertadinformazione.wordpress.com/495/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libertadinformazione.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libertadinformazione.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libertadinformazione.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libertadinformazione.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libertadinformazione.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libertadinformazione.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libertadinformazione.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libertadinformazione.wordpress.com/495/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libertadinformazione.wordpress.com/495/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libertadinformazione.wordpress.com/495/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=495&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Tore Serra Pdci «Risolvere l’emergenza rifiuti è un Atto di Solidarietà che riguarda tutto il Paese»</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 21:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Pdci]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">“Bisogna accogliere<span>  </span>la richiesta del governo Prodi per quanto riguarda l’emergenza rifiuti. Perchè ritengo che detto prevedimento sia legittimo e necessario quando una situazione diviene per la popolazione<span>  </span>sempre più intollerabile, sotto tutti i punti di vista , compresi quelli che riguardano non solo la sanità, ma anche la sicurezza e l’ordine pubblico. I problemi del settore rifiuti e le periodiche richieste<span>  </span>per l’ applicazione di misure straordinarie, oggi per la Regione Campania in un prossimo futuro potrebbe essere richiesta per la Regione Sardegna deve essere discusso e oggetto di un attento esame<span>  </span>in Consiglio regionale”. Lo ha detto il Consigliere regionale<span>  </span>Tore Serra (PDCI- COMUNISTI ITALIANI), che condivide la decisione del Presidente Soru affinché la Sardegna insieme ad altre regioni e nazioni, nei limiti e condizioni possibili per un razionale smaltimento e riciclo, partecipi al fine di ripristinare subito la normalità ciò non toglie che i responsabili siano chiamati a pagare:Bassolino e Iervolino sono tra i<a href="http://pdcicagliari.altervista.org/NEWS/cagliari_vergogna.html"><b> principali responsabili.</b></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>            </span>“Gli impegni a salvaguardia dell’ambiente devono essere fatti attraverso scelte chiare e condivise, costruendo il consenso nei territori<span>  </span>attraverso un’informazione corretta e puntuale<span>  </span>nei confronti delle popolazioni interessate e questi devono essere – ha sottolineato<span>  </span>Tore Serra – rispettati. Bisogna trovare il coraggio di trovare soluzioni e alternative. La proposta di utilizzare per lo smaltimento dei rifiuti la tecnologia della termovalorizzazione potrebbe essere una soluzione ma perché non verificare nuovi sistemi già sperimentati che permettono di risolvere il problema con un impatto ambientale decisamente minore e che costano molto meno rispetto ai termovalorizzatori. A tal proposito, conclude l’on. Serra non bisogna confondere le emergenze con le soluzioni da adottare che non hanno colpe per i disservizi e non possono essere accolte con soluzioni affrettate e frettolose . Si rischia, che ricorrendo gli allarmismi non si tengano conto dei costi sociali e non vengono rispettando gli impegni con le popolazioni e di far perdere credibilità alle Istituzioni”.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/libertadinformazione.wordpress.com/493/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/libertadinformazione.wordpress.com/493/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libertadinformazione.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libertadinformazione.wordpress.com/493/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libertadinformazione.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libertadinformazione.wordpress.com/493/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libertadinformazione.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libertadinformazione.wordpress.com/493/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libertadinformazione.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libertadinformazione.wordpress.com/493/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libertadinformazione.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libertadinformazione.wordpress.com/493/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=493&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Le Lettere Anonime, l’Accidia, la Lussuria e tutto il Resto</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 15:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e società]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[I matti]]></category>
		<category><![CDATA[Le cose insulse]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa volta siamo incazzati e, poiché sappiamo, niente sarà indolore salvo l’integrità del Partito.Nel periodo di massimo fulgore della federazione che rappresentiamo, dopo decine di iniziative, successi, radicamento nel territorio e non ultimo il successo di questo sito (poi ne daremo conto)  si è scatenata, contro la Federazione di Cagliari –che sta conducendo un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=492&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoBodyText" style="text-align:justify;" align="justify"><img src="http://www.lumetel.it/lapira/images/asino.gif" alt="asino che raglia" align="right" border="0" height="165" hspace="8" vspace="0" width="216" /><span>Questa volta siamo incazzati e, poiché sappiamo, niente sarà indolore salvo l’integrità del Partito.</span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Nel periodo di massimo fulgore della federazione che rappresentiamo, dopo decine di iniziative, successi, radicamento nel territorio e non ultimo il successo di questo sito (poi ne daremo conto)<span>  </span>si è scatenata, contro la Federazione di Cagliari –che sta conducendo un proficuo, eccellente<span>  </span>e valido lavoro per la unificazione della Sinistra – ;una guerra sorda , anonima e vigliacca con la quale vengono attaccati coloro che si ritengono i capisaldi da scardinare pur di ottenere la distruzione della più bella ed attiva federazione che il Partito vanti nell’Isola. E’ vero che i ragli degli asini non salgono al cielo, ma con internet costoro li inviano ugualmente. Una volta c’era stata la guerra del Guestbook (nome che sta –di norma- a luogo per lasciar messaggi e complimenti oppure stroncature , ma per quelle ci vuol ben altro che quattro ignorantelli che blaterano sguaiataggini). Il mondo di internet è tutto, il luogo del pedofilo schifoso, il sito letterario, la pagina da cui Severino si spiega Parmenide o il superdotato informatico come rivoluzionare una pagina CSS. Ma è anche il luogo del solipsismo, della poesia e della politica. Poi ci sono i balordi disturbatori, in gergo i “troll” ed i cretini integrali. La rete li assorbe tutti, tutti li evidenzia, alcuni li fa morire per inedia intellettuale, altri li esalta, la massa la assorbe nell’anonimato che rende gli autori gretti e cattivi. I troll, se non riescono a fare i troll si incazzano più degli altri perché si sentono pidocchi respinti. Durante la guerra i soldati mettevano un coperchio di lucido da scarpe su uno stoppino e sul fondo rovente ce li buttavano facendoli scoppiare con puzzo di troll. Impediti di pubblicazione si danno allo sport della lettera anonima e se un sito ha successo lo attaccano diversamente. Metti che tu abbia il ghiribizzo di pubblicare un bel culetto accanto alla falce e martello: Apriti cielo. Scrivono subito una lettera anonima cercando di colpire a fondo. “Pubblicare un culo sul sito di partito è depravato” scrivono. Nel frattempo – e magari quando la moglie si gira dall’altra parte- cercano di palpare quello della compagna accanto. (Noi abbiamo il torto, per i nostri troll di avere 35.000 hits in 3 mesi, questo li rende furiosi) </span></p>
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			<media:title type="html">asino che raglia</media:title>
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		<item>
		<title>Anche senza la Ridolfi i “proletari” mangiavano il gorgonzola</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 09:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Costume e società]]></category>

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		<description><![CDATA[Eravamo a metà degli anni 50 o poco più su. Si menavano grandi legnate fra la “Casa del Popolo” di *** e i giovanottoni  della canonica quando questi venivano a sfottere portando un giornaletto; si chiamava il “Falco Verde” ed aveva per protagonista un marcantonio con la tesa del cappello abbassata che dava – [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=491&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div align="justify"><img src="http://www.russiaitalia.it/viewthumb.aspx?filename=App_Data/photoalbum/default/a13/a2/7.jpg&amp;size=300" align="left" border="0" height="238" hspace="8" vspace="0" width="215" /><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Eravamo a metà degli anni 50 o poco più su. Si menavano grandi legnate fra la “<a href="http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/timeline900/timeline.php?anno=1953&amp;u=1053"><b>Casa del Popolo</b></a>” di *** e i giovanottoni<span>  </span>della canonica quando questi venivano a sfottere portando un giornaletto; si chiamava il “Falco Verde” ed aveva per protagonista un marcantonio con la tesa del cappello abbassata che dava – di notte e al chiaro di luna – la caccia ai comunisti che attaccavano i manifesti di Stalin. La cosa veniva ricambiata quando dalla Casa del Popolo partivano altrettanto baldi giovanotti con<span>  </span>robusti bastoni coi quali tiravano giù a legnate, dalle scale a pioli, quei santi ragazzi che attaccavano foto di De Gasperi e la Pira. Quello che mi accomuna nel ricordo Parrocchia e Casa del popolo, noi ragazzi avevamo libero transito in entrambe, era un certo afrore, un misto di sudore , vino e odore di piedi. Era il gorgonzola che, spalmato indifferentemente su pani comunisti e democristiani sfamava gli attacchinatori più fortunati chè gli altri si dovevano far tamponare graffi o cucire tagli. Il vino correva forte e robusto, cannonau di quello buono, ed il sapore acre del gorgonzola stimolava il bere, forse un po’ troppo che poi anche fra i compagni si finiva a botte e lo stesso accadeva in parrocchia dove però erano botte benedette, mentre da noi il capoccia rimetteva le cose a posto con un paio di sganassoni. Ero un ragazzetto ed il <a href="http://bloggando.fabioangius.net/?p=514"><b>gorgonzola</b></a> non mi piaceva come ho avuto modo di scrivere altrove, ma col passar del tempo cominciai ad apprezzarlo magari in vigna dopo un’assolata giornata trascorsa a<span>  </span>raccogliere grappoli e separare pampini. Ora, il gorgonzola, lo mangiano i ricchi – con quello che costa – in ristoranti con ammiccanti camerieri che<b><a href="http://esserecomunisti.wordpress.com/2008/01/10/tette-culi-e-il-sesso-del-gorgonzola/"> traguardano nella scollatura della topona</a></b> di turno, con tanto di filmato.</span></div>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/libertadinformazione.wordpress.com/491/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/libertadinformazione.wordpress.com/491/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libertadinformazione.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libertadinformazione.wordpress.com/491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libertadinformazione.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libertadinformazione.wordpress.com/491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libertadinformazione.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libertadinformazione.wordpress.com/491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libertadinformazione.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libertadinformazione.wordpress.com/491/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libertadinformazione.wordpress.com/491/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libertadinformazione.wordpress.com/491/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=491&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Legge 194: ancora a discutere del e sul Corpo delle Donne tra Anatemi e Ipocrisie</title>
		<link>http://libertadinformazione.wordpress.com/2008/01/08/legge-194-ancora-a-discutere-del-e-sul-corpo-delle-donne-tra-aanatemi-e-ipocrisie/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 16:14:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 194]]></category>

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		<description><![CDATA[
di  Alberta Xodo
Roma 8 gennaio 2008 
Ancora una volta a discutere del corpo delle donne. Ancora una volta a discutere sul corpo delle donne. Ancora una volta a trattarlo come se fosse merce di scambio. Ancora una volta a dire al Vaticano chi tra i partiti è il suo migliore amico. Ancora una volta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=490&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="center"><img src="http://www.comunisti-italiani.it/upload/rte/080108_legge194.gif" align="left" height="67" width="512" /></p>
<p><span style="font-family:Calibri;color:black;">di <b> Alberta Xodo</b><br />
Roma 8 gennaio 2008</span><span style="font-family:Calibri;color:black;"> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Ancora una volta a discutere del corpo delle donne. Ancora una volta a discutere sul corpo delle donne. Ancora una volta a trattarlo come se fosse merce di scambio. Ancora una volta a dire al Vaticano chi tra i partiti è il suo migliore amico. Ancora una volta a stringere amicizie passando sopra al nostro corpo e alla sua straordinaria capacità di dare la vita. Talmente favoloso questo corpo, che tutti cercano di metterci le mani sopra, di imporci di nasconderlo, mostrarlo, di infilarci a forza tre embrioni dopo averlo bombardato chimicamente, violentarlo impunemente per ragioni culturali, picchiarlo, ucciderlo. Nel caso specifico imporgli una gravidanza</span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">. </span><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;color:black;">Si dimentica sempre che quel corpo appartiene ad una persona, che è corpo cuore e mente. Che è donna. E da donna decide – finalmente – come gestire quel corpo, liberamente e consapevolmente, nonostante i tentativi mitraglianti di controllo che il patriarcato ha scatenato. Non si sono rassegnati ad aver perso. Noi non ci siamo stufate di aver vinto.<span id="more-490"></span>   E per “noi” non intendo “noi donne”, ma noi persone laiche e democratiche. La legge 194/78 è stata davvero una conquista di civiltà, e non è retorica continuare ad affermarlo e a difenderla. C’è da rabbrividire di fronte alle dichiarazioni di Ferrara, Ruini e Bondi: equiparare l’aborto alla pena di morte, equiparare le donne a delle assassine è un atto vile, così come sostenere che l’interruzione volontaria di gravidanza abbia una qualche somiglianza con l’eugenetica o con la pianificazione famigliare. C’è da rabbrividire sì, ma perché provare stupore? Perché rimanere indignati dalle esaltazioni della sacerdotessa Binetti, non possiamo davvero aspettarci nulla di diverso da chi sostiene che si debbano curare gli omosessuali (che a me suona tale e quale a “bruciamo le streghe” o “la terra è piatta”). Chiariamolo una volta per tutte, a noi donne l’aborto non piace, non lo facciamo per leggerezza o perché siamo “inconsapevoli del dono della vita che nasce in noi”… siamo assolutamente coscienti di questo così come lo siamo del fatto che il nostro corpo è l’unico modo in cui quella vita potrà svilupparsi, il nostro “sì” è l’unico intermediario tra la vita in potenza e la sua realizzazione. Il nostro “sì” è l’inizio di una relazione. Per questo quel “sì” non può esserci estorto. Ancor meno facendo entrare movimenti paravaticani nei nostri consultori, con licenza di violentarci psicologicamente mostrandoci foto di feti morti, recitare rosari o parlarci per convincerci a non abortire… per renderci “consapevoli”, dicono… beh, noi donne siamo consapevoli da un pezzo. E soprattutto, noi non possiamo accettare che possa essere messo in discussione il ruolo o la professionalità delle operatrici e degli operatori che ogni giorno lavorano per garantire che i consultori rimangano degli spazi laici, efficienti, nonostante l’indebolimento delle risorse ad essi destinate. Ma se sostenessimo che la legge 194/78 ha davvero eliminato l’aborto clandestino diremmo una fesseria. L’aborto clandestino sopravvive in diverse forme, specie al sud, nelle città dove i medici obiettori si rifiutano di uscire allo scoperto negli ospedali pubblici (ma sono pronti ad invitarti dove operano privatamente), tra le donne straniere che non conoscono i loro diritti, e tra le giovani. I nuovi ferri da calza si chiamano Cytotec, un farmaco di successo grazie al passaparola ed internet dove sui siti le giovani ragazze adolescenti (ma non solo) si scambiano consigli su quante pastiglie utilizzare per provocare l’aborto, senza finire emorragiche negli ospedali dove i molti ricoveri non sono che la punta dell’iceberg di una terribile consuetudine sulla quale abbiamo il dovere di intervenire, e soprattutto di non nascondere. Di nuovo una questione di genere, di nuovo una questione di classe, mica tanto diversa da quando le signorine della buona borghesia partivano per certi viaggi all’estero… Quindi siamo pronte, parliamo pure di riprendere in mano la Legge 194/78, ma per favore asteniamoci da derive confessionali, così come da controproducenti alzate di scudi che non rendono giustizia alla realtà. Eccome se vogliamo discutere! Discutiamo di come potenziare i nostri consultori, perché possano davvero dare risposte efficienti, a partire dal sostegno psicologico prima e dopo l’intervento. Interveniamo perché si possa interrompere la gravidanza in tutte le strutture. Perché le donne straniere possano essere adeguatamente informate sui loro diritti. E soprattutto sbrighiamoci a realizzare in tutte le scuole dei veri programmi di educazione sessuale. Applichiamo l’articolo 15 della legge e quindi riapriamo la discussione sulla possibilità di abortire chimicamente. Siamo pronti a parlare di interruzione di gravidanza. Siamo pronte a parlarne, con tutto il nostro corpo, la nostra mente e il nostro cuore. Con tutta la nostra consapevolezza.</span></p>
<p align="justify">fonte: www.comunisti-italiani.it</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/libertadinformazione.wordpress.com/490/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/libertadinformazione.wordpress.com/490/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libertadinformazione.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libertadinformazione.wordpress.com/490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libertadinformazione.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libertadinformazione.wordpress.com/490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libertadinformazione.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libertadinformazione.wordpress.com/490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libertadinformazione.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libertadinformazione.wordpress.com/490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libertadinformazione.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libertadinformazione.wordpress.com/490/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=490&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">arouetvoltaire</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Le “TRE SINISTRE” e La Ricerca Dell’Alternativa</title>
		<link>http://libertadinformazione.wordpress.com/2008/01/04/le-%e2%80%9ctre-sinistre%e2%80%9d-e-la-ricerca-dell%e2%80%99alternativa/</link>
		<comments>http://libertadinformazione.wordpress.com/2008/01/04/le-%e2%80%9ctre-sinistre%e2%80%9d-e-la-ricerca-dell%e2%80%99alternativa/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 15:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Precariato]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo di Carlo Dore jr. con una breve premessa.
Pubblichiamo molto volentieri l’articolo del compagno Carlo Dore jr perché ci permette  un intervento che ci piace mettere in premessa in luogo che in commento come potevamo fare. Sebbene Dore faccia una analisi –come sempre puntuale ed intelligente – della situazione generale, non tutto sta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=489&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify">Un articolo di <b><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Carlo Dore jr. </span></b><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">con una breve premessa</span><b><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">.<br />
</span></b><i><span style="font-size:12pt;font-family:'Times New Roman';">Pubblichiamo molto volentieri l’articolo del compagno Carlo Dore jr perché ci permette<span>  </span>un intervento che ci piace mettere in premessa in luogo che in commento come potevamo fare. Sebbene Dore faccia una analisi –come sempre puntuale ed intelligente – della situazione generale, non tutto sta camminando allo stesso modo. Proprio qui a Cagliari sta procedendo (e i numerosi articoli del compagno non sono stati ininfluenti)<span>  </span>un progetto che non è più la “Cosa Rossa”, ma il tentativo di elaborazione pratica<span>  </span>di quel modello di nuova sinistra<span>  </span>delineato nei giorni 8 e 9 dicembre. Le forze che stanno “organizzando&#8221; la nuova sinistra sono in fase avanzata di discussione-confronto-proposta tanto che fra Verdi, Pdci, Prc e SD si sono travati, già<span>  </span>a livello di federazione (e molto spesso dopo numerosi dibattiti nelle sezioni), argomenti di assoluta concordanza che per semplificare cito solo in: ambiente trasversale e lavoro (nei suoi aspetti di precariato, sicurezza, e creazione). Sono stati individuati alcuni fattori di progresso ambientale che coniughino la creazione del posto di lavoro con la produzione di energia pulita, rinnovabile e in linea con uno sviluppo compatibile. L’importanza che mi sento di attribuire a questo processo e lo scrivo perché concordo con Carlo nell’anomalia della nascita verticistica del PD è che il processo sta progredendo dal basso. Molte delle proposte sono già digerite dalle basi dei quattro componenti la confederazione, addirittura sono sollecitate. Attraverso la gestione del sito e per i commenti e per le e-mail che si ricevono quotidianamente questa volontà è palpabile, talvolta suggerita, altre volte sollecitata. Ecco perché mi permetto (sicuro della benevolenza di Carlo per questa premessa) di dire che  non parlerei, almeno a Cagliari, delle due sinistre confluite nella cosa rossa perché qui , a confluire, sono state almeno tutte e quattro le sinistre, mentre non si dispera in un (non molto lontano) confronto con le altre componenti movimentiste della Sinistra. Che è già Sinistra Arcobaleno (VAR)</span></i>
</p>
<p align="justify"><b>L&#8217;intervento di Carlo Dore Jr </b></p>
<div align="justify"><img src="http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/politica/partito-democratico/fassino-parisi/lapr_10120630_35510.jpg" align="right" border="0" height="190" hspace="8" vspace="0" width="193" /><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Confermando le previsioni dei più attenti commentatori, la nascita del Partito Democratico – lungi dal favorire l’attuazione di quella fase di “semplificazione della politica” più volte richiamata da Fassino nel corso della lunga stagione congressuale – ha alterato profondamente gli equilibri interni alla già di per sé non stabile maggioranza di governo. Indipendentemente dalle valutazioni proponibili in ordine alle scelte compiute da quelle cellule impazzite del centro moderato che più volte hanno attentato alla stabilità dell’Esecutivo nella prima fase della legislatura in corso, si deve infatti rilevare come<span>  </span>la sinistra italiana risulta attualmente spezzata in tre tronconi: il nostro Paese registra in questo senso la colossale anomalia costituita dall’esistenza non già di un fronte progressista unitario, ma di tre diverse sinistre, ciascuna delle quali appare impegnata a perseguire la propria <i>road to perdition</i>.<span>  </span>Aderendo al progetto del PD, la componente maggioritaria dei DS ha coraggiosamente scelto di mettere in discussione la propria identità per favorire l’elaborazione di “un nuovo pensiero per un nuovo secolo”, di “ammainare definitivamente le vecchie bandiere” per “affrontare con rinnovato slancio le sfide quotidianamente proposte da una società sempre più deideologizzata” .<span id="more-489"></span>   Tuttavia – senza volere in questa sede riaprire la rovente polemica relativa all’attualità delle grandi ideologie che hanno attraversato il ‘900 – il disegno perseguito dai fautori del nuovo riformismo appare inficiato da una contraddizione fondamentale: la creazione di un partito rappresenta per forza di cose il momento conclusivo di un processo costituente lungo e complesso, basato sull’individuazione di una serie di punti di convergenza sulle principali questioni che attengono alla vita del Paese, sulla stesura di un manifesto di valori condivisi, sulla attuazione di un programma di governo coerente con siffatto sistema di valori. Ebbene, proprio la pretesa di invertire le tappe dell’appena descritto processo costituente, di anteporre la nascita del partito alla predisposizione del substrato culturale su cui il medesimo deve trovare fondamento può essere individuata come la causa scatenante delle continue contrapposizioni tra riformisti e conservatori che già vengono riscontrate all’interno del nuovo soggetto politico sui temi dei diritti civili, della laicità dello Stato, delle riforme istituzionali, della legge elettorale. Ciò malgrado, se le iniziative di alcuni democratici autentici come Furio Colombo,<span>  </span>Gianfranco Pasquino e Nando dalla Chiesa risultano costantemente paralizzate dalla <b>filosofia veltroniana</b> del “ma anche”, mancherebbe evidentemente di obiettività chi al momento riconoscesse alla “cosa rossa” l’idoneità a svolgere quel ruolo di alternativa progressista al PD di cui gli elettori invocano la formazione. Premesso infatti che l’iniziativa romana del 9 dicembre può al massimo essere definita come un positivo momento di incontro tra militanti pieni di entusiasmo, leader storici lastricati di buone intenzioni, magnifici intellettuali e dirigenti combattuti tra passione politica e necessità di conservare privilegi e rendite di posizione, anche all’interno dell’Arcobaleno l’ aspirazione della (ex) minoranza diessina di procedere alla creazione di una moderna realtà di governo fortemente ancorata ai principi del socialismo europeo rischia di collidere con le valutazioni di quelle frange di Rifondazione Comunista le quali – forti di una organizzazione stabile – hanno più volte manifestato (in particolare, mettendo in discussione un protocollo di intesa approvato a larghissima maggioranza dai lavoratori afferenti alle varie associazioni sindacali) la disponibilità a sacrificare la stabilità della maggioranza che sostiene l’Esecutivo in carica pur di non rinunciare alla loro storica dimensione di “partito di lotta”. Così, le due sinistre confluite nella “Cosa Rossa” si trovano già di fronte ad un bivio: possono rassegnarsi a dare vita ad un soggetto politico di eterna opposizione, ad una antistorica compagine di nostalgici dotata di scarso peso elettorale e capace di attrarre unicamente i consensi<span>  </span>di settori sempre più esigui della società italiana; oppure, possono scegliere di “cambiare pelle” per impegnarsi nella creazione di una nuova forza del socialismo del XXI secolo, in grado di porsi come autorevole interlocutore del PD e di orientare (sulle grandi questioni a cui si è in precedenza fatto riferimento) in senso progressista le scelte de “L’Unione”, nel tentativo di proporre un’alternativa credibile allo strapotere berlusconiano. La presenza di una forte sinistra di governo rappresenta infatti una necessità per il Paese: quel “fate presto!” con cui si è conclusa la manifestazione del 9 dicembre non rappresenta che l’ennesima conferma della correttezza di questa affermazione.</span></div>
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		<title>La Federazione, Doveri Obblighi e Prerogative</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 18:32:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partito]]></category>
		<category><![CDATA[Pdci]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il nuovo anno occorre fare subito delle riflessioni oggi che la Federazione è forte avendo conservato, in buona sostanza, il tesseramento di quello trascorso (era un congressuale) perché gravi e duri si presentano questi prossimi tempi a venire. La realizzazione della Confederazione della Sinistra a livelli di sezione e federazione, le prossime elezioni amministrative [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=488&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" align="justify"><img src="http://www.comunisti-italiani.it/images/global/logo_pdci.gif" align="left" border="0" height="102" hspace="8" vspace="0" width="109" />Con il nuovo anno occorre fare subito delle riflessioni oggi che la Federazione è forte avendo conservato, in buona sostanza, il tesseramento di quello trascorso (era un congressuale) perché gravi e duri si presentano questi prossimi tempi a venire. La realizzazione della Confederazione della Sinistra a livelli di sezione e federazione, le prossime elezioni amministrative in almeno quattro o cinque comuni, la gestione di un numero di sezioni che nello scorso anno abbiamo praticamente raddoppiato. Non meno importante è la funzione che dovrà svolgere la FGCI riorganizzata secondo il nuovo Statuto e prossime sono anche le elezioni regionali che saranno combattute allo stremo perché dopo l’annuncio della ricandidatura del presidente Soru (la decisione è stata esplicitata lo scorso 28 dicembre) le forze di centro destra daranno una battaglia asperrima mentre non sarà tutto indolore quanto avverrà all’interno di quella vecchia Unione sardista e autonomista che ci portò alla vittoria quattro anni or sono. Il compito delle federazioni sarà quello di raccogliere voti e proseliti, ma anche di mettere in campo le politiche che filtreranno dal nazionale e attraverso l’organizzazione regionale. Federazioni che quindi devono essere unite, radicate nel territorio forti e realisticamente attive. Federazioni organiche, eterodirette, con precipue caratteristiche, una certa dose di autonomia e guidate da una segreteria regionale che produrrà uno sforzo immane che certo non stiamo ad invidiare considerati i pochi margini ed i molti ed impegnativi passaggi. Raccogliere le fila generali per gestire un così immane lavoro non è nostro compito, ma ce ne preoccupiamo e rimaniamo fiduciosi in attesa. Nel frattempo stringiamoci attorno ad alcuni punti che già prendemmo in esame e che ora è tempo di ristudiare e rimeditare.</p>
<p><b>Vincenzo A. Romano</b></p>
<div align="right"><i>Ma il partito non verrà meno a questi suoi compiti soltanto se sarà esso stesso la personificazione della disciplina e dell&#8217;organizzazione, se sarà il distaccamento organizzato del proletariato. Altrimenti esso non potrà pretendere di conquistare la direzione delle masse proletarie.<br />
(A.Gramsci, Ordine Nuovo, 1° novembre 1924)</i></div>
<p align="justify">Mutatis mutandis l’intuizione (e dottrina) di Gramsci si impone ancora con la forza che prorompeva dalle idee di quel minuscolo sardo dalla testa immensamente grande rispetto al mortificato se pur forte ed allenato corpo. Il fatto è che i molti che lo studiarono  hanno dimenticato, gli altri non lo conoscono se non per un sentito dire, nell’iconografia delle sedi del PdCI  accanto a Togliatti e, soprattutto Enrico Berlinguer. Di tutti e di moltissimi che li seguirono  di volta in volta abbiamo un ritratto sbiadito dalla poca conoscenza e soprattutto dall’ignoranza del loro pensiero che viene citato per formulette e mai abbracciato come stile di vita. Il problema non è nuovo se appena dopo venticinque anni Mao Dse Dong faceva aspri richiami sulla gestione collegiale del partito.(1)<span id="more-488"></span></p>
<div align="justify">La concezione della “cellula” di partito che Gramsci fa derivare dal pensiero di Lenin viene concepita e ribadita a fini utilitaristici (quanto ora ci interessa) come difesa verso altri tipi di valutazioni (per esempio Bordiga) che qui non interessano in quanto vogliamo affrontare –con una certa base storica- il problema della Federazione; concetto che pure era presente in Gramsci (vedi l’accoppiata cellula-assemblea territoriale che rileva sotto il punto di vista dell’azione allora “rivoluzionaria”). “La quistione delle cellule è certamente anche un problema tecnico di organizzazione generale del partito, ma prima di tutto essa è una quistione politica. La quistione delle cellule è la quistione della direzione delle masse, cioè della preparazione della dittatura proletaria, è la migliore soluzione tecnica organizzativa della quistione fondamentale della nostra epoca.” … Evolutisi i tempi dalla “cellula” di fabbrica che però il nostro statuto ancora contempla ammettendo l’aggregazione di soli 5 compagni per la costituzione di una “sezione sul posto di lavoro”, esaminiamo il fulcro dell’azione politica che viene ora assegnata alla sezione e direi ancor meglio alla più vasta aggregazione di sezioni sul territorio che è la Federazione. Per la sua struttura in Segreteria e Comitato di federazione è capace di abbracciare iscritti di varie sezioni: cittadine, di fabbrica e rurali, di accoglierne le istanze e di elaborare un progetto politico (che lo Statuto si preoccupa di “armonizzare” con le istanze regionali e nazionali). La Federazione assume, in tale contesto, una imprescindibile funzione di “laboratorio politico” entro il quadro della politica nazionale adattandola –piuttosto che pedissequamente seguendola-  alle realtà che sono diverse quante sono le cellule, sezioni e sezioni allargate del suo territorio di competenza. In caso contrario la Federazione sarà la  ruota di scorta di un eventuale Comitato regionale che, non potendosi muovere con l’agilità che invece la federazione ha come gene marcatore tenderà, per naturale inclinazione a servirsi della federazione come propria longa manus impegnandola in questioni piuttosto che politiche di natura burocratica.<br />
Dico di più la Federazione che così si trovasse od agisse non avrebbe più quell’indipendenza e responsabilità politica da permetterle un autonomo sviluppo e torneremo a Mao. Il quale si preoccupa di cose elementari, come il “parlarsi alle spalle” invece che chiedere agli organi dirigenti perché –e qui non c’è occorrenza del pensiero cinese- se sorge un problema occorre, e si deve, portarlo all’attenzione dei compagni, affrontarlo, discuterlo e naturalmente risolverlo. Questo è il compito nel Partito delle Sezioni, nelle aggregazioni territoriali, nei Comitati su fino al comitato centrale.<br />
Ogni diverso comportamento avrà nefaste conseguenzeInimicizie e sospetti fra i compagni;<br />
Caduta dello spirito di iniziativa e progettazione politica;<br />
Subordinatezza a Comitati e segreterie di superiore livello.<br />
La federazione, così fatta, perderà la propria funzione di indirizzo politico territoriale, non acquisirà le conoscenze dei problemi e istanze del territorio e sarà l’anello debole di tutta la struttura che si ripercuoterà, verso il basso con l’inattività delle sezioni; verso l’alto nel non rappresentare al Comitato regionale la spinta che dal basso proviene dagli iscritti, dai lavoratori e dalla realtà sociale.<br />
L’autonomia funzionale della Federazione è quindi essenziale per la vita del Partito, così come lo è la gerarchizzazione delle Sezioni che non devono assumere ciò come elemento di limitazione, ma accoglierlo con spirito di collaborazione e sostegno. Di pari passo la Federazione sarà organica alla struttura regionale ed alla Direzione nazionale senza che queste, nel contempo, ne tarpino iniziative e la sopravanzino in campo decisionale.<br />
Nel quadro vasto del partito, riprendendo un vecchio esempio marxiano –poi caro a Gramsci- potremo fare un’interpolazione sulla funzione della struttura e delle sovrastrutture. Esse non sono avulse o sovraordinate o sottordinate se considerassimo Sezione, Federazione e Organi Centrali dovremo avere in mente quanto segue: le sezioni sono la carne viva del Partito, gli Organi  centrali la pelle che tiene unita la carne e la Federazione è quel sottilissimo strato intermedio che unisce la carne alla pelle e permette, data la sua intrinseca elasticità, di fare in modo che anche il peggiore agglomerato assuma la sua propria forma organica.</div>
<p align="justify">Vedi anche:<br />
<a href="http://www.pdcicagliari.altervista.org/POLITICA/Gramsci_il_partito_2.html">http://www.pdcicagliari.altervista.org/POLITICA/Gramsci_il_partito_2.html</a></p>
<div align="justify"></div>
</p>
<p align="justify"><a href="http://pdcicagliari.altervista.org/Web/Zibaldone.htm">http://pdcicagliari.altervista.org/Web/Zibaldone.htm</a></p>
<div align="justify"></div>
<p><a href="#_ftnref1" title="_ftn1" id="_ftn1" name="_ftn1"></a><a href="#_ftnref1">1</a> Soprattutto in “<i>Opere scelte” Vol IV Metodi di lavoro  nei comitati di partito (13 marzo 1949).</i> Qui Mao si scaglia contro la  gestione personale del partito da parte di molti dirigenti e e li richiama,  anche con l’inaudita violenza delle parole, alla ristabilizzazione della  gestione collegiale dei comitati di partito dove “essere membro del comitato di  partito” altro non era che nominalismo puro mentre le decisioni venivano prese a  livelli superiori da un ristretto gruppo dirigente. (<i>ibidem</i>)</p>
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	</item>
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		<title>Decimoputzu. Il dramma infinito . Gli impegni del deputato Elias Vacca (Pdci)</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Dec 2007 20:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affari]]></category>
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		<description><![CDATA[

Vincenzo A. Romano * (con le foto della serata)

«Sono impressionato. Pensavo che questi giochi economici, come il Dumping Predatorio, fossero destinati solo alle grandi aziende. Mai avrei creduto che investitori, anche poco seri potessero essere, così feroci verso la gente. Perché questo vuol dire l’abdicazione del potere politico di fronte al potere economico…». Questo era [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=485&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://www.wikio.it/vote" target="_tab"><img src="http://www.wikio.it/shared/img/vote/wikio5.gif" style="vertical-align:middle;" border="0" /></a></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><img src="http://libertadinformazione.files.wordpress.com/2007/12/elias.jpg" alt="elias.jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><b>Vincenzo A. Romano * <a href="http://pdcicagliari.altervista.org/decimoputzu" target="_blank"><i>(con le foto della serata)</i></a></b></p>
<div align="justify"></div>
<p class="MsoNormal" align="justify"><img src="http://www.soccorsocontadino.eu/images/MANI%20CON%20PIANTINA.gif" align="left" border="0" height="109" hspace="0" vspace="0" width="110" />«Sono impressionato. Pensavo che questi giochi economici, come il Dumping Predatorio, fossero destinati solo alle grandi aziende. Mai avrei creduto che investitori, anche poco seri potessero essere, così feroci verso la gente. Perché questo vuol dire l’abdicazione del potere politico di fronte al potere economico…». Questo era uno dei commenti ad un articolo pubblicato su questo sito in occasione<span>  </span>della disperata protesta “lo <a href="http://www.villasor.net/blog/sciopero-della-fame-a-decimoputzu/"><b>sciopero della fame</b></a>” dei contadini di Decimoputzu oppressi da esosi debiti contratti, in buona fede, in base ad una legge (n°44 del 1988) che amministratori disattenti ed ignoranti avevamo emanato senza tenere conto del fatto che anche questa tartassata Isola sta nel novero delle grandi nazioni (<a href="http://bellaciao.org/it/article.php3?id_article=17946"><b>e delle loro regole</b></a>) della Unione europea. <b><a href="http://libertadinformazione.wordpress.com/2007/10/07/decimoputzu-rivolta-silenziosa-di-pastori-e-contadini/">Mena Aloia</a></b> riassumeva in quei giorni, erano i primi giorni di ottobre, la vicenda dell’accavallarsi di errori e debiti con banche rapaci e politici insensibili. Il 6 novembre, dopo un periodo di febbrile attività a studio della tragica situazione la questione veniva portata in Parlamento dal Deputato Algherese Elias Vacca che presentava al ministro una <b><a href="http://www.eliasvacca.it/index.cfm/2007/11/6/una-seconda-emergenza-economica-dopo-il-caso-Parmalat">interrogazione a risposta immediata</a></b> sul dramma che continuava a consumarsi nel Municipio di Decimoputzu dove continuava lo sciopero della fame degli agricoltori cui <span> </span>le banche creditrici <a href="http://solleviamoci.blogspot.com/2007/10/decimoputzu-17-giorno-di-sciopero-della.html"><b>continuavano a metter all’asta i beni</b></a>. L’intervento del deputato del Pdci cominciava con la constatazione : «<i>quello che sta accadendo in Sardegna è paragonabile ad una seconda emergenza economica dopo il caso Parmalat. Sono, infatti, circa 7.000 le aziende agricole sarde, dal singolo pastore al coltivatore di fiori, e quasi 30.000 le persone direttamente impegnate nell&#8217;azienda familiare, uniti ad altrettanti braccianti, che hanno perso tutto, travolti da un mix di truffa, bluff ed incompetenza, e strozzati da debiti da capogiro con le banche</i>…». La risposta del Ministro fu, come ebbimo a scrivere in un secondo momento, quasi una beffa. Perché –sostanzialmente aveva ingannato il deputato, o meglio aveva mentito al parlamento- perché mentre rispondeva di provvedimenti sospensivi già assunti le aste continuavano <b><a href="http://libertadinformazione.wordpress.com/2007/11/10/decimoputzu-il-ministro-inganna-il-deputato-vacca/">impunemente</a></b>. Occorre rammentare che non era la prima volta che il nostro partito si occupava della questione, perché venti giorni prima sempre l’on. Vacca denunciava assieme all’ Altro sardo Oliviero Diliberto la situazione economica in cui versava il <b><a href="http://www.eliasvacca.it/index.cfm/2007/10/17/la-struttura-del-sistema-economico-della-Sardegna#more">sistema economico in Sardegna</a></b> con riferimento proprio a Decimoputzu : «<i>In provincia di Cagliari, a Decimoputzu, i coltivatori si sono attivati in una protesta organizzata, occupando la Sala Consiliare del paese e avviando lo sciopero della fame nella speranza di ottenere un intervento concreto da parte delle istituzioni; tale pacifica battaglia è stata però ostacolata da atti di violenza e minacce al leader di Altragricoltura, nonché portavoce del Comitato di lotta dei pastori ed agricoltori</i>». Sabato pomeriggio, in un’affollatissima aula consiliare – brillavano per l’assenza: Presidente, Giunta e Consiglio regionale – <b>Elias Vacca</b> era ancora in quella Aula (insieme con i compagni <b>Maria Demurtas</b> <b>della Direzione Nazionale del Pdci</b>, l’Assessore al lavoro della Provincia di Cagliari <b>Maria Carla Floris , </b>il Segretario della federazione di Cagliari <b>Antonio Littarru</b> e chi vi riferisce con queste note). <span id="more-485"></span>    Il problema: immutato. Nella lunga e dettagliata relazione di Gianni Fabbris di Altragricoltura non poteva far altro che sintetizzare la quasi immutata situazione, ribadire la volontà alla resistenza ed alla lotta con l’intento –conclusivo- di trasformare il Comitato che ormai si occupa di analoghi drammi in tutto il sud Italia in un vero e proprio sindacato soluzione limite ed assurda, ma che in questa terra di pennaioli e burocrazia pare l’unica per dare forza “riconosciuta” (pare siano le parole del ministro) alle proteste, come se in Italia Partiti politici ed Organizzazioni sindacali siano tutti enti con riconoscimento giuridico ! <span> </span>Cultura costituzionale dei ministri della repubblica ! Alcune soluzioni sono state indicate, ma non dimentichiamo lo strapotere e l’impunità del sistema creditizio di questo paese e Vacca ha assunto alcuni impegni chiave che potranno cominciare ad alleggerire la situazione che, in caso contrario, e dopo l’allentamento del cappio sino al 31 luglio, continuerà lo strangolamento. Gli esempi dell’onorevole Vacca cominciano a tracciare una strada che, a parere di chi scrive, è stata sinora lastricata di buone intenzioni, tanto orgoglio e tanta rabbia, ma che manca di realpolitik di fronte alla lotta da condurre con cotanto avversario. Le strade indicate sono – in buona sostanza – quelle già impiegate per superare l’accerchiamento dell’Isola e delle anomalie in cui versa e convergono tutte verso il riconoscimento della peculiarità isolana e isolata. Sono strade “dedicate” come quelle che hanno permesso la continuità territoriale continua in base al diritto del pari trattamento. Non solo: la chiave è la scelta delle priorità. Fatto che sta a significare che , di volta in volta, debba prevalere il generalissimo principio dell’economia e della concorrenza uguali ineluttabilmente per tutti gli stati oppure se i diritti delle persone e delle popolazioni possano e debbano prevalere all’infernale macchina dell’economia e del profitto. E su questo punto Elias Vacca ha preso precisi impegni per il nostro partito per i quali rimandiamo sia agli articoli citati sia alla più ampia e documentata archivistica del sito della camera dei deputati. Si sono susseguiti poi vari interventi, ma come detto non tutti conclusivi o perché non sufficientemente sorretti da un impalcato logico giuridico oppure campati su ipotesi stravaganti come quella che vorrebbe il G8 a La maddalena per continuare a militarizzare l’isola scacciandone gli abitanti. Si possono riscuotere applausi, ma non si aggiunge un rigo per la soluzione del problema che è di alta e sottile legislazione e di prevalenza della politica del mondo dei poteri forti che stanno strangolando l’Isola. Su questo si è dilungato il rappresentante dell’IRS <b>Gavino Sale</b> che pur tra fantasmagoriche invasioni europee e santissimi sit-in per bloccare vendite ed espropri ha ripreso la denuncia di ben altri abusi che si stanno consumando attorno al territorio di <b>Uta dove quasi un centinaio di ettari destinati all’agricoltura stanno per essere “trasformati” in aree fabbricabili</b>. <span> </span>Dopo la travolgente irruenza indipendentista sono riapparsi i problemi scpiccioli che però sono il nucleo del dramma e della disperazione di tante famiglie che sta a <span> </span>fronte di un piano di sviluppo mai studiato (qui ci si è sempre adagiati sulle proposte aliene del “continente” ) ma è stato pedissequamente seguito secondo gli <span> </span>interessi dell’economia dominante. Si pensi che durante il periodo della grande deforestazione agli industriali si offriva per qualche soldo aggiuntivo oltre che il bosco: la terra. Che i feudi furono pagati ai feudatari con denaro proveniente dalle tasse imposte alla popolazione, che ben due Piani di rinascita (1000 miliardi di circa trenta anni orsono) sono finiti a pioggia su miriade di gente che non ne sapeva trarre impresa. Che si accettò pedissequamente il petrolifero e l’industria di trasformazione distruggendo la struttura agropastorale. Ora le amare conseguenze che sono finite, per ora nel saluto finale del Sindaco.<br />
* Responsabile Organizzazione Federazione Pdci di Cagliari</p>
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		<title>Diritto Laico</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Dec 2007 15:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Maria Demurtas *
Le recenti sentenze dei tribunali di Cagliari e di Firenze, che hanno riconosciuto la non applicabilità di alcuni articoli della legge sulla fecondazione assistita rendono giustizia ai numerosi cittadini , privati da questa legge di diritti fondamentali e costretti a dolorose emigrazioni all’estero. E’ stata una legge fortemente voluta dal Vaticano , [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=484&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;line-height:12pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:'Calibri','sans-serif';"><b>di Maria Demurtas *</b></span></p>
<div align="justify"><span style="font-size:12pt;font-family:'Calibri','sans-serif';">Le recenti sentenze dei tribunali di <b><a href="http://esserecomunisti.wordpress.com/2007/12/24/procreazione-assistita-verso-la-nuova-legge/">Cagliari e di Firenze</a></b>, che hanno riconosciuto la non applicabilità di alcuni articoli della legge sulla fecondazione assistita rendono giustizia ai numerosi cittadini , privati da questa legge di diritti fondamentali e costretti a dolorose emigrazioni all’<b><a href="http://www.clicmedicina.it/pagine%20n%2028/fecondazione-assistita.htm">estero</a></b>. E’ stata una legge fortemente voluta dal Vaticano , che ha dimostrato -in questa occasione- una estrema capacità di <b><a href="http://libenter.wordpress.com/2007/12/07/chma-senatrice-binetti/">ingerenza nella</a> </b>politica italiana, creando un clima da integralismo religioso<span>  </span>che deve richiamare la politica alla difesa della <b><a href="http://www.uaar.it/laicita/vilipendio/15e.html">laicità dello stato<span style="font-weight:normal;"> </span></a></b><span> </span>.<br />
<a href="http://libertadinformazione.wordpress.com/diritti-donna/"><b>vai alla pagina Diritti Donna</b></a> </span></div>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/libertadinformazione.wordpress.com/484/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/libertadinformazione.wordpress.com/484/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libertadinformazione.wordpress.com/484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libertadinformazione.wordpress.com/484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libertadinformazione.wordpress.com/484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libertadinformazione.wordpress.com/484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libertadinformazione.wordpress.com/484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libertadinformazione.wordpress.com/484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libertadinformazione.wordpress.com/484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libertadinformazione.wordpress.com/484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libertadinformazione.wordpress.com/484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libertadinformazione.wordpress.com/484/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=484&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Fascismi Italiani. Perché Amato non espelle le Ronde Padane e le forze dell’ordine che vi Appartengono?</title>
		<link>http://libertadinformazione.wordpress.com/2007/12/29/fascismi-italiani-perche-amato-non-espelle-le-ronde-padane-e-le-forze-dell%e2%80%99ordine-che-vi-appartengono/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Dec 2007 11:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Destra]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Squadroni della morte]]></category>

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		<description><![CDATA[

Mentre  un Ministro arrapato sforna un decreto di espulsione per stranieri, e il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso rimprovera l’Italia per non aver mai chiesto i fondi messi a disposizione per l’integrazione: «Noi abbiamo messo in campo strumenti finanziari e normativi. Il fondo sociale europeo prevede programmi specifici per l&#8217;integrazione della comunità [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=483&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://www.wikio.it/vote" target="_tab"><img src="http://www.wikio.it/shared/img/vote/wikio5.gif" style="vertical-align:middle;" border="0" /></a></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><img src="http://www.geocities.com/cetomedio/sbrega_copertina.jpg" align="top" height="468" width="468" /></p>
<p class="MsoNormal" align="justify">Mentre<span>  </span>un Ministro arrapato sforna un <b><a href="http://www.repubblica.it/2007/12/dirette/sezioni/esteri/pakistan/pakistan/index.html">decreto di espulsione</a></b> per stranieri, e il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso rimprovera l’Italia per non aver mai chiesto i fondi messi a disposizione per l’integrazione: «Noi abbiamo messo in campo <i>strumenti finanziari e normativi</i>. <b>Il fondo sociale europeo prevede programmi specifici per l&#8217;integrazione della comunità rom</b>. In totale abbiamo già stanziato 275 milioni di euro e in più dato sessanta milioni a Bulgaria e Romania per questo obiettivo nella strategia di pre-adesione. Per la Spagna sono stati pagati 52 milioni di euro, per la Polonia 8 milioni e mezzo, per la Repubblica Ceca oltre 4 milioni, per l&#8217;Ungheria quasi un milione» fondi che secondo<span>  </span>Barroso l’Italia mai ha <b><a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/sicurezza-politica1/sicurezza-politica1/sicurezza-politica1.html">richiesto</a></b>, a Bergamo si organizzano dei quasi “quadroni della morte” che pestano regolarmente immigrati di colore assieme a <b><a href="http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_29/marrone_3ce303d2-b5ee-11dc-ac5d-0003ba99c667.shtml">carabinieri e polizia municipale</a></b>. Cosa fa il ministro? Per fortuna ci sono la Magistratura ed i poliziotti onesti. Per la cronaca i pestatori del venerdì sono stati incriminati in 21. Non pochi per ridar vita alle squadracce fascisto-padane.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/libertadinformazione.wordpress.com/483/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/libertadinformazione.wordpress.com/483/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libertadinformazione.wordpress.com/483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libertadinformazione.wordpress.com/483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libertadinformazione.wordpress.com/483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libertadinformazione.wordpress.com/483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libertadinformazione.wordpress.com/483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libertadinformazione.wordpress.com/483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libertadinformazione.wordpress.com/483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libertadinformazione.wordpress.com/483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libertadinformazione.wordpress.com/483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libertadinformazione.wordpress.com/483/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=483&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Soru. Conferenza fine Anno.  Il bilancio di Dodici mesi di Lavoro Della giunta</title>
		<link>http://libertadinformazione.wordpress.com/2007/12/28/soru-conferenza-fine-anno-il-bilancio-di-dodici-mesi-di-lavoro-della-giunta/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 18:46:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pdci]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Riforme]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[
Soddisfazione del Pdci per gli obiettivi raggiunti ed il buono stato delle finannze. Rimangono ancora alcuni punti da risolvere come il lavoro, le nuove sacche di povertà ed il rilancio pieno dell&#8217;economia. Finalmente approvati il piano della Sanità che mancava da quasi 25 anni e quello paesaggistico.


CAGLIARI, 28 DICEMBRE 2007 – Il Presidente della Regione, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=482&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://www.wikio.it/vote" target="_tab"><img src="http://www.wikio.it/shared/img/vote/wikio2.gif" border="0" /></a></p>
<div align="justify"><font color="#008000"><i><b>Soddisfazione del Pdci per gli obiettivi raggiunti ed il buono stato delle finannze. Rimangono ancora alcuni punti da risolvere come il lavoro, le nuove sacche di povertà ed il rilancio pieno dell&#8217;economia. Finalmente approvati il piano della Sanità che mancava da quasi 25 anni e quello paesaggistico.<br />
</b></i></font></div>
<div align="justify"></div>
<p class="MsoNormal" align="justify">CAGLIARI, 28 DICEMBRE 2007 – Il Presidente della Regione, Renato Soru, come di consueto nella conferenza stampa di fine dicembre ha fatto una analisi del lavoro svolto dalla Giunta nell&#8217;anno solare appena trascorso, passando in rassegna i risultati ottenuti, a cominciare in particolare dalla sanità (&#8220;il 2007 è l&#8217;anno nel quale è stato approvato il Piano sanitario regionale, dopo 24 anni&#8221;), per passare al bilancio, per la prima volta in pareggio dopo molti anni (&#8220;dopo qualche decennio non si fanno nuovi debiti ma si pagano i debiti del passato, tutto questo senza chiedere sacrifici ai cittadini&#8221;) grazie ai tagli alle spese inutili e alla battaglia vinta sulle entrate; e infine all&#8217;istruzione, sulla cui importanza il Presidente Soru si è soffermato ancora un volta, e citando don Milani ha ricordato come &#8220;mettere nel mondo un giovane senza istruzione è come mettere in cielo un passero senza ali&#8221;.<br />
<a href="http://www.regione.sardegna.it/primopiano/1.html"><b>continua a leggere</b></a></p>
<div align="justify"></div></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/libertadinformazione.wordpress.com/482/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/libertadinformazione.wordpress.com/482/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libertadinformazione.wordpress.com/482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libertadinformazione.wordpress.com/482/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libertadinformazione.wordpress.com/482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libertadinformazione.wordpress.com/482/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libertadinformazione.wordpress.com/482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libertadinformazione.wordpress.com/482/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libertadinformazione.wordpress.com/482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libertadinformazione.wordpress.com/482/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libertadinformazione.wordpress.com/482/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libertadinformazione.wordpress.com/482/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=482&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>DIRITTI UMANI : Caso Britel: il Silenzio Dei ministri Mastella e D&#8217;Alema</title>
		<link>http://libertadinformazione.wordpress.com/2007/12/28/diritti-umani-caso-britel-il-silenzio-dei-ministri-mastella-e-dalema/</link>
		<comments>http://libertadinformazione.wordpress.com/2007/12/28/diritti-umani-caso-britel-il-silenzio-dei-ministri-mastella-e-dalema/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 16:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carta]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Ingiustizie]]></category>
		<category><![CDATA[Interrogazioni parlamentari]]></category>
		<category><![CDATA[Tortura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://libertadinformazione.wordpress.com/2007/12/28/diritti-umani-caso-britel-il-silenzio-dei-ministri-mastella-e-dalema/</guid>
		<description><![CDATA[
Due lettere, con la stessa data, 14 novembre 2007, e lo stesso mittente, Fair Trial International, sono arrivate al ministro della giustizia Clemente Mastella e al ministro degli esteri Massimo D’Alema. Fair Trial International è un’organizzazione non governativa con sede a Londra che si occupa di promuovere «processi in linea con gli standard internazionali e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=481&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://www.wikio.it/vote" target="_tab"><img src="http://www.wikio.it/shared/img/vote/wikio2.gif" border="0"/></a></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><img src="http://digilander.libero.it/agentealcairo/kassim-no-mor-word.jpg" alt="Kassim Britel cittadino italiano" align="left" border="0" height="178" hspace="8" vspace="0" width="163" />Due lettere, con la stessa data, 14 novembre 2007, e lo stesso mittente, Fair Trial International, sono arrivate al ministro della giustizia Clemente Mastella e al ministro degli esteri Massimo D’Alema. Fair Trial International è un’organizzazione non governativa con sede a Londra che si occupa di promuovere «processi in linea con gli standard internazionali e di difendere i diritti delle <a href="http://giovannifalcone.blogspot.com/2007/12/appello-urgente-per-kassim.html"><b>persone che subiscono processi</b></a> in paesi diversi dal proprio». Oggetto delle due lettere è il caso di <a href="http://no-racism-news.noblogs.org/post/2007/12/20/kassim-britel-appello-e-interrogazione-parlamentare"><b>Abou Elkassim Britel</b></a>. «Siamo molto preoccupati che nonostante abbia sofferto gravi violazioni dei diritti umani, mr. Britel rimanga imprigionato in Marocco, dopo una condanna ottenuta attraverso la tortura». La detenzione di Kassim, che è in sciopero della fame dal 16 novembre, è quindi <a href="http://www.secondoprotocollo.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=327&amp;Itemid=5"><b>diventata un caso internazionale</b></a>. E il silenzio del <a href="http://www.giustiziaperkassim.net/?page_id=12"><b>governo italiano</b></a>, che pure aveva promesso all’inizio del 2007 che si sarebbe adoperato per avere la grazia dal re del Marocco Mohammed VI, diventa più assordante ogni giorno che passa. Mastella è impegnato a superare le crisi di nervi della maggioranza e D’Alema sabato e domenica sarà a Lisbona al vertice euroafricano. Forse per questo, come ci ha confermato l’avvocato Saima Hirji, i due ministri <a href="http://an-nisa.splinder.com/archive/2007-12"><b>non si sono ancora degnati</b></a> di rispondere alla lettera di Fair Trial International.</p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><a href="http://www.carta.org/campagne/diritti+civili/12191"><b>continua a leggere </b></a></p>
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		<title>Buon Anno !</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 23:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
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Compagni e compagne voglio porgere a tutti voi i miei migliori auguri per un 2008 pieno di soddisfazioni personali e, poiché scrivo nel sito del partito anche di soddisfazioni politiche. Il 2008 sarà sicuramente un anno molto importante per il nostro partito e per tutta la Sinistra arcobaleno. Sarà un anno che non potrà vederci [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=479&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div style="text-align:center;"><img src="http://www.storiaefuturo.com/images/articoli/1058_14.jpg" height="349" width="279" /></div>
<p align="justify"><span style="font-size:12pt;font-family:Calibri;">Compagni e compagne voglio porgere a tutti voi i miei migliori auguri per un 2008 pieno di soddisfazioni personali e, poiché scrivo nel sito del partito anche di soddisfazioni politiche. Il 2008 sarà sicuramente un anno molto importante per il nostro partito e per tutta la Sinistra arcobaleno. Sarà un anno che non potrà vederci nel guado, ma che richiederà da parte di tutti delle decisioni su cosa fare, come fare, per chi fare e con chi fare. Certamente dovremo uscire dal cerchio infernale degli ignavi e smetterla di vivere senza infamia e senza lode. I tempi non ce lo permetteranno e gli impegni ci sproneranno a correre. Compagni, sono certo che durante queste vacanze ciascuno di noi ha speso un poco del suo tempo a pensare al partito in cui milita. Certamente avrà pensato a come affrontare il futuro e a come migliorarlo, certamente<span>  </span>avrà pensato che una buona organizzazione è stata alla base di tutto il lavoro passato e una migliore organizzazione ci permetterà un futuro migliore e questo a tutti i livelli, dalle cellule alle sezioni, dagli organismi federali a quello regionale ed alle istituzioni dove siamo presenti. Se l’organizzazione è il primo punto che dobbiamo affrontare ritengo di non sbagliare dicendo che dobbiamo scegliere tra due immagini che molti vogliono dare al partito. Molti lo vorrebbero come un libro che ogni compagno può consultare, può leggere e condividere in tutto o in parte. Molti compagni vorrebbero partecipare ed aggiungere pagine a questo libro attraverso un dialogo aperto, corretto, costruttivo e da tradurre in atti concreti e in modi di vivere consoni a quanto scritto. Altri vorrebbero che i Partito fosse come una moneta con due facce, entrambe belle, ma che tra loro non comunicano, non si vedono<span>  </span>eppure, per avere un valore, sono costrette a stare insieme. Ma, una moneta che brillasse su entrambe le facce avrebbe più valore sui tavoli della politica o comunque dove essa si può spendere da tutto il partito e non solo da alcuni . Si, compagni, <span> </span>prima di affrontare i temi che ci vedranno impegnati nelle prossime iniziative e nelle prossime competizioni elettorali dobbiamo uscire dal limbo, dobbiamo uscire dal guado dobbiamo scegliere. Dobbbiamo pronunciarci: vogliamo il libro o preferiamo l’ arida moneta ?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Antonio Littarru</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;" align="center">&nbsp;</p>
<div style="text-align:center;"><img src="http://www.eca.ferrara.it/images/moneta2.gif" height="139" width="149" /></div>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/libertadinformazione.wordpress.com/479/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/libertadinformazione.wordpress.com/479/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libertadinformazione.wordpress.com/479/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libertadinformazione.wordpress.com/479/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libertadinformazione.wordpress.com/479/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libertadinformazione.wordpress.com/479/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libertadinformazione.wordpress.com/479/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libertadinformazione.wordpress.com/479/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libertadinformazione.wordpress.com/479/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libertadinformazione.wordpress.com/479/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libertadinformazione.wordpress.com/479/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libertadinformazione.wordpress.com/479/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=479&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Benazir Bhutto. Cronaca di una Morte annunciata</title>
		<link>http://libertadinformazione.wordpress.com/2007/12/27/benazir-bhutto-cronaca-di-una-morte-annunciata/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 17:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arouetvoltaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bush]]></category>
		<category><![CDATA[Dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare. Antinucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>

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		<description><![CDATA[
E’ il presidente Pervez Musharraf il maggiore indiziato, almeno da parte del marito e di sostenitori per l’assassinio di Benazir Bhutto, prima donna a governare un paese musulmano e già oggetto di un attentato meno di due mesi or sono dopo un periodo di esilio e arresti domiciliari. Il paese, dotato della’arma atomica, abitato da [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=478&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div style="text-align:center;"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/9e/Benazir_Bhutto_cropped.jpg" align="top" height="399" width="284" /></div>
<p style="text-align:justify;" class="MsoNormal">E’ il presidente Pervez Musharraf il maggiore indiziato, almeno da parte del marito e di sostenitori per l’assassinio di <b><a href="http://raissa.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1731219">Benazir Bhutto</a></b>, <a href="http://blog.libero.it/omniamundamundis/view.php?reset=1&amp;id=omniamundamundis"><b>prima donna a governare</b></a> un paese musulmano e già oggetto di un attentato meno di due mesi or sono dopo un periodo di esilio e arresti domiciliari. Il paese, dotato della’arma atomica, abitato da centosessanta milioni di musulmani attraversa ed attraverserà una crisi profonda destinata a pesare in quella bellicosa area geopolitica in bilico fra dittatori e <b><a href="http://www.corriere.it/esteri/07_dicembre_27/Esplosione_raduno_Buttho_pakistan_0ea21cb4-b478-11dc-82b4-0003ba99c667.shtml">ribelli</a></b> cui il governo si è affrettato a attribuire la responsabilità del massacro. Altri 15 pare siano i morti dopo che l’attentatore o gli attentatori , raggiunta la donna con colpi di arma da fuoco, si sono fatti esplodere in mezzo alla folla. Affrettate le dichiarazioni governative e della stampa occidentale mentre <span> </span>il marito della <b><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Benazir_Bhutto">Bhutto</a> </b>ha lanciato un&#8217;accusa esplicita: «È opera del governo» ha dichiarato Asif Ali Zardari, mentre stava per partire da Dubai, dove una parte della famiglia vive in esilio, alla volta del <b><a href="http://www.internazionale.it/home/primopiano.php?id=17919">Pakistan</a></b>. <a href="http://www.repubblica.it/2007/12/dirette/sezioni/esteri/pakistan/pakistan/index.html"><b>Al queda</b></a> dunque è la solita sporca scusa dei vigliacchi assassini al potere.</p>
<p style="text-align:justify;" class="MsoNormal">Quando ho &#8211; contemporaneamente alla notizia &#8211; sentito della responsabilità di Al queda non ho impiegato un attimo a pensare tutto il contrario, vale a dire La responsabilità del Presidente, direttamente o indirettamente tramite l&#8217;ISI . Non convengono le elezioni  ai giochi di potere U.S.A. ed al potere stesso di Musharaff. In quell&#8217;area si sta giocando il futuro della politica USA sugli approvvigionamenti ed il controllo di petrolio e gas, quello che rimane non ancora sotto guerra diretta o di dominio russo. Poco importa se avessi ragione, ma vi sono fatti inquietatnti ben analizzati in un sito che sottopongo alla vostra lettura:</p>
<p style="text-align:justify;" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<div class="quote"><a href="http://www.pressante.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=779&amp;Itemid=32" target="_blank">E’ stata «Al Qaeda», naturalmente / I soliti sospetti</a><br />
Pressante &#8211; Informazione libera e indipendente &#8211; lunedì 31 dicembre 2007</p>
<div align="right">© <a href="http://www.pressante.com" target="_blank">Pressante &#8211; Informazione libera e indipendente</a></div>
</div>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/libertadinformazione.wordpress.com/478/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/libertadinformazione.wordpress.com/478/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/libertadinformazione.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/libertadinformazione.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/libertadinformazione.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/libertadinformazione.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/libertadinformazione.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/libertadinformazione.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/libertadinformazione.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/libertadinformazione.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/libertadinformazione.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/libertadinformazione.wordpress.com/478/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=libertadinformazione.wordpress.com&blog=1532410&post=478&subd=libertadinformazione&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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