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Archive for dicembre 2007

Murale a OrgosoloPeppino Marotto, il sindacalista che ogni giorno, nonostante l’età, continuava ad impegnarsi, come volontario dello Spi (il sindacato pensionati della Cgil) e il patronato Inca, a favore degli altri. L’uomo di 82 anni, «il comunista» come amava definirsi, che aveva cercato di fermare la violenza con la cultura. Con le lotte sindacali prima, affianco ai pastori e agli operai e con la poesia dopo. E poi le altre iniziative musicali con il coro del Supramonte. Fu lui a far sorgere, negli anni 70 il gruppo dei muralisti e a sostenere quei disegni che rivendicavano «progresso, cultura» ma anche «rivoluzione e ribellione» a un mondo fatto di omertà che affrescano tutte le pareti della parte vecchia di Orgosolo. E la cultura, con la rivoluzione e il sogno del «riscatto del proletariato» hanno contraddistinto e caratterizzato la sua esistenza. (da l’Unità)
L’ attuale inno della Brigata  conosciuta come “I diavoli rossi” (Dimonios)  peril colore delle mostrine.
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Vincenzo A. Romano * (con le foto della serata)

«Sono impressionato. Pensavo che questi giochi economici, come il Dumping Predatorio, fossero destinati solo alle grandi aziende. Mai avrei creduto che investitori, anche poco seri potessero essere, così feroci verso la gente. Perché questo vuol dire l’abdicazione del potere politico di fronte al potere economico…». Questo era uno dei commenti ad un articolo pubblicato su questo sito in occasione della disperata protesta “lo sciopero della fame” dei contadini di Decimoputzu oppressi da esosi debiti contratti, in buona fede, in base ad una legge (n°44 del 1988) che amministratori disattenti ed ignoranti avevamo emanato senza tenere conto del fatto che anche questa tartassata Isola sta nel novero delle grandi nazioni (e delle loro regole) della Unione europea. Mena Aloia riassumeva in quei giorni, erano i primi giorni di ottobre, la vicenda dell’accavallarsi di errori e debiti con banche rapaci e politici insensibili. Il 6 novembre, dopo un periodo di febbrile attività a studio della tragica situazione la questione veniva portata in Parlamento dal Deputato Algherese Elias Vacca che presentava al ministro una interrogazione a risposta immediata sul dramma che continuava a consumarsi nel Municipio di Decimoputzu dove continuava lo sciopero della fame degli agricoltori cui le banche creditrici continuavano a metter all’asta i beni. L’intervento del deputato del Pdci cominciava con la constatazione : «quello che sta accadendo in Sardegna è paragonabile ad una seconda emergenza economica dopo il caso Parmalat. Sono, infatti, circa 7.000 le aziende agricole sarde, dal singolo pastore al coltivatore di fiori, e quasi 30.000 le persone direttamente impegnate nell’azienda familiare, uniti ad altrettanti braccianti, che hanno perso tutto, travolti da un mix di truffa, bluff ed incompetenza, e strozzati da debiti da capogiro con le banche…». La risposta del Ministro fu, come ebbimo a scrivere in un secondo momento, quasi una beffa. Perché –sostanzialmente aveva ingannato il deputato, o meglio aveva mentito al parlamento- perché mentre rispondeva di provvedimenti sospensivi già assunti le aste continuavano impunemente. Occorre rammentare che non era la prima volta che il nostro partito si occupava della questione, perché venti giorni prima sempre l’on. Vacca denunciava assieme all’ Altro sardo Oliviero Diliberto la situazione economica in cui versava il sistema economico in Sardegna con riferimento proprio a Decimoputzu : «In provincia di Cagliari, a Decimoputzu, i coltivatori si sono attivati in una protesta organizzata, occupando la Sala Consiliare del paese e avviando lo sciopero della fame nella speranza di ottenere un intervento concreto da parte delle istituzioni; tale pacifica battaglia è stata però ostacolata da atti di violenza e minacce al leader di Altragricoltura, nonché portavoce del Comitato di lotta dei pastori ed agricoltori». Sabato pomeriggio, in un’affollatissima aula consiliare – brillavano per l’assenza: Presidente, Giunta e Consiglio regionale – Elias Vacca era ancora in quella Aula (insieme con i compagni Maria Demurtas della Direzione Nazionale del Pdci, l’Assessore al lavoro della Provincia di Cagliari Maria Carla Floris , il Segretario della federazione di Cagliari Antonio Littarru e chi vi riferisce con queste note). (altro…)

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di Maria Demurtas *

Le recenti sentenze dei tribunali di Cagliari e di Firenze, che hanno riconosciuto la non applicabilità di alcuni articoli della legge sulla fecondazione assistita rendono giustizia ai numerosi cittadini , privati da questa legge di diritti fondamentali e costretti a dolorose emigrazioni all’estero. E’ stata una legge fortemente voluta dal Vaticano , che ha dimostrato -in questa occasione- una estrema capacità di ingerenza nella politica italiana, creando un clima da integralismo religioso  che deve richiamare la politica alla difesa della laicità dello stato  .
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Mentre un Ministro arrapato sforna un decreto di espulsione per stranieri, e il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso rimprovera l’Italia per non aver mai chiesto i fondi messi a disposizione per l’integrazione: «Noi abbiamo messo in campo strumenti finanziari e normativi. Il fondo sociale europeo prevede programmi specifici per l’integrazione della comunità rom. In totale abbiamo già stanziato 275 milioni di euro e in più dato sessanta milioni a Bulgaria e Romania per questo obiettivo nella strategia di pre-adesione. Per la Spagna sono stati pagati 52 milioni di euro, per la Polonia 8 milioni e mezzo, per la Repubblica Ceca oltre 4 milioni, per l’Ungheria quasi un milione» fondi che secondo Barroso l’Italia mai ha richiesto, a Bergamo si organizzano dei quasi “quadroni della morte” che pestano regolarmente immigrati di colore assieme a carabinieri e polizia municipale. Cosa fa il ministro? Per fortuna ci sono la Magistratura ed i poliziotti onesti. Per la cronaca i pestatori del venerdì sono stati incriminati in 21. Non pochi per ridar vita alle squadracce fascisto-padane.

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Soddisfazione del Pdci per gli obiettivi raggiunti ed il buono stato delle finannze. Rimangono ancora alcuni punti da risolvere come il lavoro, le nuove sacche di povertà ed il rilancio pieno dell’economia. Finalmente approvati il piano della Sanità che mancava da quasi 25 anni e quello paesaggistico.

CAGLIARI, 28 DICEMBRE 2007 – Il Presidente della Regione, Renato Soru, come di consueto nella conferenza stampa di fine dicembre ha fatto una analisi del lavoro svolto dalla Giunta nell’anno solare appena trascorso, passando in rassegna i risultati ottenuti, a cominciare in particolare dalla sanità (“il 2007 è l’anno nel quale è stato approvato il Piano sanitario regionale, dopo 24 anni”), per passare al bilancio, per la prima volta in pareggio dopo molti anni (“dopo qualche decennio non si fanno nuovi debiti ma si pagano i debiti del passato, tutto questo senza chiedere sacrifici ai cittadini”) grazie ai tagli alle spese inutili e alla battaglia vinta sulle entrate; e infine all’istruzione, sulla cui importanza il Presidente Soru si è soffermato ancora un volta, e citando don Milani ha ricordato come “mettere nel mondo un giovane senza istruzione è come mettere in cielo un passero senza ali”.
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Kassim Britel cittadino italianoDue lettere, con la stessa data, 14 novembre 2007, e lo stesso mittente, Fair Trial International, sono arrivate al ministro della giustizia Clemente Mastella e al ministro degli esteri Massimo D’Alema. Fair Trial International è un’organizzazione non governativa con sede a Londra che si occupa di promuovere «processi in linea con gli standard internazionali e di difendere i diritti delle persone che subiscono processi in paesi diversi dal proprio». Oggetto delle due lettere è il caso di Abou Elkassim Britel. «Siamo molto preoccupati che nonostante abbia sofferto gravi violazioni dei diritti umani, mr. Britel rimanga imprigionato in Marocco, dopo una condanna ottenuta attraverso la tortura». La detenzione di Kassim, che è in sciopero della fame dal 16 novembre, è quindi diventata un caso internazionale. E il silenzio del governo italiano, che pure aveva promesso all’inizio del 2007 che si sarebbe adoperato per avere la grazia dal re del Marocco Mohammed VI, diventa più assordante ogni giorno che passa. Mastella è impegnato a superare le crisi di nervi della maggioranza e D’Alema sabato e domenica sarà a Lisbona al vertice euroafricano. Forse per questo, come ci ha confermato l’avvocato Saima Hirji, i due ministri non si sono ancora degnati di rispondere alla lettera di Fair Trial International.

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Compagni e compagne voglio porgere a tutti voi i miei migliori auguri per un 2008 pieno di soddisfazioni personali e, poiché scrivo nel sito del partito anche di soddisfazioni politiche. Il 2008 sarà sicuramente un anno molto importante per il nostro partito e per tutta la Sinistra arcobaleno. Sarà un anno che non potrà vederci nel guado, ma che richiederà da parte di tutti delle decisioni su cosa fare, come fare, per chi fare e con chi fare. Certamente dovremo uscire dal cerchio infernale degli ignavi e smetterla di vivere senza infamia e senza lode. I tempi non ce lo permetteranno e gli impegni ci sproneranno a correre. Compagni, sono certo che durante queste vacanze ciascuno di noi ha speso un poco del suo tempo a pensare al partito in cui milita. Certamente avrà pensato a come affrontare il futuro e a come migliorarlo, certamente avrà pensato che una buona organizzazione è stata alla base di tutto il lavoro passato e una migliore organizzazione ci permetterà un futuro migliore e questo a tutti i livelli, dalle cellule alle sezioni, dagli organismi federali a quello regionale ed alle istituzioni dove siamo presenti. Se l’organizzazione è il primo punto che dobbiamo affrontare ritengo di non sbagliare dicendo che dobbiamo scegliere tra due immagini che molti vogliono dare al partito. Molti lo vorrebbero come un libro che ogni compagno può consultare, può leggere e condividere in tutto o in parte. Molti compagni vorrebbero partecipare ed aggiungere pagine a questo libro attraverso un dialogo aperto, corretto, costruttivo e da tradurre in atti concreti e in modi di vivere consoni a quanto scritto. Altri vorrebbero che i Partito fosse come una moneta con due facce, entrambe belle, ma che tra loro non comunicano, non si vedono eppure, per avere un valore, sono costrette a stare insieme. Ma, una moneta che brillasse su entrambe le facce avrebbe più valore sui tavoli della politica o comunque dove essa si può spendere da tutto il partito e non solo da alcuni . Si, compagni, prima di affrontare i temi che ci vedranno impegnati nelle prossime iniziative e nelle prossime competizioni elettorali dobbiamo uscire dal limbo, dobbiamo uscire dal guado dobbiamo scegliere. Dobbbiamo pronunciarci: vogliamo il libro o preferiamo l’ arida moneta ?

Antonio Littarru

 

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