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Archive for the ‘Affari’ Category

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Vincenzo A. Romano * (con le foto della serata)

«Sono impressionato. Pensavo che questi giochi economici, come il Dumping Predatorio, fossero destinati solo alle grandi aziende. Mai avrei creduto che investitori, anche poco seri potessero essere, così feroci verso la gente. Perché questo vuol dire l’abdicazione del potere politico di fronte al potere economico…». Questo era uno dei commenti ad un articolo pubblicato su questo sito in occasione della disperata protesta “lo sciopero della fame” dei contadini di Decimoputzu oppressi da esosi debiti contratti, in buona fede, in base ad una legge (n°44 del 1988) che amministratori disattenti ed ignoranti avevamo emanato senza tenere conto del fatto che anche questa tartassata Isola sta nel novero delle grandi nazioni (e delle loro regole) della Unione europea. Mena Aloia riassumeva in quei giorni, erano i primi giorni di ottobre, la vicenda dell’accavallarsi di errori e debiti con banche rapaci e politici insensibili. Il 6 novembre, dopo un periodo di febbrile attività a studio della tragica situazione la questione veniva portata in Parlamento dal Deputato Algherese Elias Vacca che presentava al ministro una interrogazione a risposta immediata sul dramma che continuava a consumarsi nel Municipio di Decimoputzu dove continuava lo sciopero della fame degli agricoltori cui le banche creditrici continuavano a metter all’asta i beni. L’intervento del deputato del Pdci cominciava con la constatazione : «quello che sta accadendo in Sardegna è paragonabile ad una seconda emergenza economica dopo il caso Parmalat. Sono, infatti, circa 7.000 le aziende agricole sarde, dal singolo pastore al coltivatore di fiori, e quasi 30.000 le persone direttamente impegnate nell’azienda familiare, uniti ad altrettanti braccianti, che hanno perso tutto, travolti da un mix di truffa, bluff ed incompetenza, e strozzati da debiti da capogiro con le banche…». La risposta del Ministro fu, come ebbimo a scrivere in un secondo momento, quasi una beffa. Perché –sostanzialmente aveva ingannato il deputato, o meglio aveva mentito al parlamento- perché mentre rispondeva di provvedimenti sospensivi già assunti le aste continuavano impunemente. Occorre rammentare che non era la prima volta che il nostro partito si occupava della questione, perché venti giorni prima sempre l’on. Vacca denunciava assieme all’ Altro sardo Oliviero Diliberto la situazione economica in cui versava il sistema economico in Sardegna con riferimento proprio a Decimoputzu : «In provincia di Cagliari, a Decimoputzu, i coltivatori si sono attivati in una protesta organizzata, occupando la Sala Consiliare del paese e avviando lo sciopero della fame nella speranza di ottenere un intervento concreto da parte delle istituzioni; tale pacifica battaglia è stata però ostacolata da atti di violenza e minacce al leader di Altragricoltura, nonché portavoce del Comitato di lotta dei pastori ed agricoltori». Sabato pomeriggio, in un’affollatissima aula consiliare – brillavano per l’assenza: Presidente, Giunta e Consiglio regionale – Elias Vacca era ancora in quella Aula (insieme con i compagni Maria Demurtas della Direzione Nazionale del Pdci, l’Assessore al lavoro della Provincia di Cagliari Maria Carla Floris , il Segretario della federazione di Cagliari Antonio Littarru e chi vi riferisce con queste note). (altro…)

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Con insopportabile arroganza il “pentito Lamberto Dini” attacca ogni giorno il governo e con sviscerato odio il Presidente Prodi. Abituato a tagliare sulle spalle dei lavoratori, come dimenticare la riforma delle pensioni del 1995, con analogo sistema vuole punire le donne, dopo la condanna della moglie per bancarotta fraudolenta si riscopre liberale (era stato nel governo Berlusconi e da lui suggerito come successore) e, colpito sulla via di damasco ha l’illuminazione: “Tradire gli amici della Margherita che inopinatamente lo avevano candidato, tradire l?unione che lo aveva portato al Senato e attaccare Prodi. Tradire tutti insomma in una visione da vecchio insofferente – magari tormentato da una fastidiosa prostatite – (ha l’età). Quindi se scontento di come vanno le cose deve smettere il viscerale anticomunismo, che poi è la scusa per tornare al governo con gli ex democristiani, smettere il sogno di fare il nuovo ministro del tesoro andare a schiarirsi le idee nelle megagalattiche tenute sudamericane della signora Zingone-Dini. Ora ci ha stufato e se ha un barlume di intelligenza, smetta di insistere e se ne vada a casa. Se a gennaio il centrosinistra avrà i suoi 5 o 7 senatori, Lamberto Dini tornerà a contare come il 2 di picche.

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Dini ADN KRONOSQuando l’Italia era un paese serio e seguiva la sua Costituzione nello spirito e non solo leggendo le parole anche i Partiti erano una cosa seria. Quelli storici dell’Arco costituzionale, si diceva così, avevano fatto tutti la guerra di liberazione chi con più perdite, i Comunisti, chi con meno, ma sempre tante e sanguinose. C’era anche il MSI che seppure estraneo all’Arco aveva la sua organizzazione, gli iscritti e gli attivisti (anche piuttosto attivi specie se avevano in mano un bastone o un manganello). Ma era tutto una cosa piuttosto seria. Case del popolo, Sedi, sezioni, tesserati, parrocchie ed Oratorii erano la “macchina” ricca o povera, pomposa o semplice che mandava avanti organizzazioni che potevano vantare questo nome che ti potevano raccogliere un milione di persone come niente, che avevano, migliaia o centinaia di migliaia (pensiamo alla FGCI) se non milioni di iscritti. Oggi basta un vecchio marito di una matura ereditiera, magari anche condannata per certi imbroglietti, ed un paio di amici e cosa si fa? Un partito: nella specie i liberaldemocratici che non si sa bene cosa siano eccetto che visceralmente anticomunisti ed una rottura di palle Per Prodi che al senato deve combinare il pranzo con la cena. Uno di costoro si chiama Lamberto Dini e so chi è, almeno credevo di saperlo, gli altri non li ho trovati nemmeno su un informatissimo blog che mi sono peritato di consultare. Hanno una caratteristica: minacciare e avere una paura folle dei comunisti che quasi ti dà l’impressione che da bambini siano stati sodomizzati o da Lenin o dal più cattivo Stalin e perciò nutrano un rancore molto radicato. (altro…)

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Venti condanne e due assoluzioni, demolizione totale dello stabilimento-discoteca Maramura sul litorale di Capoterra, giù anche il centro sportivo Green Blu a Quartu Sant’Elena. Su tutti lui, Lucio Pani: «Per anni l’ufficio regionale tutela del paesaggio, che dirigeva, assicurava solo le sue utilità personali». Il dirigente, ancora in servizio alla Regione, per il pm Daniele Caria è colpevole di corruzione aggravata, truffa, abuso d’ufficio, falso materiale e ideologico in atti pubblici. «Merita nove anni di carcere – ha detto Caria – le attenuanti generiche non possono essere concesse». Perchè dagli atti e dalle conversazioni telefoniche registrate emerge la figura di un uomo pronto a tutto pur di compiacere i potenti di turno e di fare carriera. Pronto anche «a far prevalere gli interessi privati su quelli pubblici».

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