Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Costume e società’ Category

 

080125_diliberto.jpg

PdCI Ufficio Stampa

Roma 25 gennaio 2008

Siamo stati purtroppo buoni profeti. Il governo cade da destra per mano delle defezioni di Mastella e Dini, dietro pressione dei poteri forti. Ma non puo’ sottacersi che una delle cause delle cadute del governo e’ stata la scelta del Pd, che aveva dichiarato conclusa fin d’ora l’esperienza della nostra alleanza. Ringraziamo Romano Prodi e ci dichiariamo indisponibili a qualunque soluzione che snaturi la nostra coalizione nessun governo istituzionale, tecnico, di larghe intese o di altra natura ma elezioni anticipate immediate.

Annunci

Read Full Post »

Pubblicato su sx_bannaruni.jpg

Vincenzo A. Romano

In ogni momento del mondo e del tempo una figura di donna compie la sua veglia funebre. La faceva Giuseppina Marcias quando Antonio, condannato al confino da un regime assassino e liberticida, le scriveva parole di fuoco per avere richiesto la grazia a Benito Mussolini. C’è sempre una mamma in Biafra o Darfour che tiene fra braccia scheletrite un corpicino spento dall’inedia causata da un uomo che ingrassa lontano migliaia di miglia succhiando la vita del bimbo con una pipeline fatta di tanti piccoli corpicini accumulati nei secoli dello sfruttamento assassino. Era conseguenza logica di una visione del mondo diviso in classi quella che faceva vedere – già nel 1848 – a Marx ed Engels, intenti a scrivere il loro Manifesto, la mondializzazione del lavoro e del commercio, l’eterno irrisolto conflitto della lotta di classe fra coloro che erano padroni e chi ne veniva sfruttato. Tutto si è consumato nell’arco del «Secolo Breve» dalla Catastrofe , all’Età dell’oro, sino alla Frana. Settantasette anni in cui tutto è accaduto. (altro…)

Read Full Post »

asino che ragliaQuesta volta siamo incazzati e, poiché sappiamo, niente sarà indolore salvo l’integrità del Partito.Nel periodo di massimo fulgore della federazione che rappresentiamo, dopo decine di iniziative, successi, radicamento nel territorio e non ultimo il successo di questo sito (poi ne daremo conto) si è scatenata, contro la Federazione di Cagliari –che sta conducendo un proficuo, eccellente e valido lavoro per la unificazione della Sinistra – ;una guerra sorda , anonima e vigliacca con la quale vengono attaccati coloro che si ritengono i capisaldi da scardinare pur di ottenere la distruzione della più bella ed attiva federazione che il Partito vanti nell’Isola. E’ vero che i ragli degli asini non salgono al cielo, ma con internet costoro li inviano ugualmente. Una volta c’era stata la guerra del Guestbook (nome che sta –di norma- a luogo per lasciar messaggi e complimenti oppure stroncature , ma per quelle ci vuol ben altro che quattro ignorantelli che blaterano sguaiataggini). Il mondo di internet è tutto, il luogo del pedofilo schifoso, il sito letterario, la pagina da cui Severino si spiega Parmenide o il superdotato informatico come rivoluzionare una pagina CSS. Ma è anche il luogo del solipsismo, della poesia e della politica. Poi ci sono i balordi disturbatori, in gergo i “troll” ed i cretini integrali. La rete li assorbe tutti, tutti li evidenzia, alcuni li fa morire per inedia intellettuale, altri li esalta, la massa la assorbe nell’anonimato che rende gli autori gretti e cattivi. I troll, se non riescono a fare i troll si incazzano più degli altri perché si sentono pidocchi respinti. Durante la guerra i soldati mettevano un coperchio di lucido da scarpe su uno stoppino e sul fondo rovente ce li buttavano facendoli scoppiare con puzzo di troll. Impediti di pubblicazione si danno allo sport della lettera anonima e se un sito ha successo lo attaccano diversamente. Metti che tu abbia il ghiribizzo di pubblicare un bel culetto accanto alla falce e martello: Apriti cielo. Scrivono subito una lettera anonima cercando di colpire a fondo. “Pubblicare un culo sul sito di partito è depravato” scrivono. Nel frattempo – e magari quando la moglie si gira dall’altra parte- cercano di palpare quello della compagna accanto. (Noi abbiamo il torto, per i nostri troll di avere 35.000 hits in 3 mesi, questo li rende furiosi)

Read Full Post »

Eravamo a metà degli anni 50 o poco più su. Si menavano grandi legnate fra la “Casa del Popolo” di *** e i giovanottoni della canonica quando questi venivano a sfottere portando un giornaletto; si chiamava il “Falco Verde” ed aveva per protagonista un marcantonio con la tesa del cappello abbassata che dava – di notte e al chiaro di luna – la caccia ai comunisti che attaccavano i manifesti di Stalin. La cosa veniva ricambiata quando dalla Casa del Popolo partivano altrettanto baldi giovanotti con robusti bastoni coi quali tiravano giù a legnate, dalle scale a pioli, quei santi ragazzi che attaccavano foto di De Gasperi e la Pira. Quello che mi accomuna nel ricordo Parrocchia e Casa del popolo, noi ragazzi avevamo libero transito in entrambe, era un certo afrore, un misto di sudore , vino e odore di piedi. Era il gorgonzola che, spalmato indifferentemente su pani comunisti e democristiani sfamava gli attacchinatori più fortunati chè gli altri si dovevano far tamponare graffi o cucire tagli. Il vino correva forte e robusto, cannonau di quello buono, ed il sapore acre del gorgonzola stimolava il bere, forse un po’ troppo che poi anche fra i compagni si finiva a botte e lo stesso accadeva in parrocchia dove però erano botte benedette, mentre da noi il capoccia rimetteva le cose a posto con un paio di sganassoni. Ero un ragazzetto ed il gorgonzola non mi piaceva come ho avuto modo di scrivere altrove, ma col passar del tempo cominciai ad apprezzarlo magari in vigna dopo un’assolata giornata trascorsa a raccogliere grappoli e separare pampini. Ora, il gorgonzola, lo mangiano i ricchi – con quello che costa – in ristoranti con ammiccanti camerieri che traguardano nella scollatura della topona di turno, con tanto di filmato.

Read Full Post »

Con insopportabile arroganza il “pentito Lamberto Dini” attacca ogni giorno il governo e con sviscerato odio il Presidente Prodi. Abituato a tagliare sulle spalle dei lavoratori, come dimenticare la riforma delle pensioni del 1995, con analogo sistema vuole punire le donne, dopo la condanna della moglie per bancarotta fraudolenta si riscopre liberale (era stato nel governo Berlusconi e da lui suggerito come successore) e, colpito sulla via di damasco ha l’illuminazione: “Tradire gli amici della Margherita che inopinatamente lo avevano candidato, tradire l?unione che lo aveva portato al Senato e attaccare Prodi. Tradire tutti insomma in una visione da vecchio insofferente – magari tormentato da una fastidiosa prostatite – (ha l’età). Quindi se scontento di come vanno le cose deve smettere il viscerale anticomunismo, che poi è la scusa per tornare al governo con gli ex democristiani, smettere il sogno di fare il nuovo ministro del tesoro andare a schiarirsi le idee nelle megagalattiche tenute sudamericane della signora Zingone-Dini. Ora ci ha stufato e se ha un barlume di intelligenza, smetta di insistere e se ne vada a casa. Se a gennaio il centrosinistra avrà i suoi 5 o 7 senatori, Lamberto Dini tornerà a contare come il 2 di picche.

Read Full Post »

Dini ADN KRONOSQuando l’Italia era un paese serio e seguiva la sua Costituzione nello spirito e non solo leggendo le parole anche i Partiti erano una cosa seria. Quelli storici dell’Arco costituzionale, si diceva così, avevano fatto tutti la guerra di liberazione chi con più perdite, i Comunisti, chi con meno, ma sempre tante e sanguinose. C’era anche il MSI che seppure estraneo all’Arco aveva la sua organizzazione, gli iscritti e gli attivisti (anche piuttosto attivi specie se avevano in mano un bastone o un manganello). Ma era tutto una cosa piuttosto seria. Case del popolo, Sedi, sezioni, tesserati, parrocchie ed Oratorii erano la “macchina” ricca o povera, pomposa o semplice che mandava avanti organizzazioni che potevano vantare questo nome che ti potevano raccogliere un milione di persone come niente, che avevano, migliaia o centinaia di migliaia (pensiamo alla FGCI) se non milioni di iscritti. Oggi basta un vecchio marito di una matura ereditiera, magari anche condannata per certi imbroglietti, ed un paio di amici e cosa si fa? Un partito: nella specie i liberaldemocratici che non si sa bene cosa siano eccetto che visceralmente anticomunisti ed una rottura di palle Per Prodi che al senato deve combinare il pranzo con la cena. Uno di costoro si chiama Lamberto Dini e so chi è, almeno credevo di saperlo, gli altri non li ho trovati nemmeno su un informatissimo blog che mi sono peritato di consultare. Hanno una caratteristica: minacciare e avere una paura folle dei comunisti che quasi ti dà l’impressione che da bambini siano stati sodomizzati o da Lenin o dal più cattivo Stalin e perciò nutrano un rancore molto radicato. (altro…)

Read Full Post »

Venti condanne e due assoluzioni, demolizione totale dello stabilimento-discoteca Maramura sul litorale di Capoterra, giù anche il centro sportivo Green Blu a Quartu Sant’Elena. Su tutti lui, Lucio Pani: «Per anni l’ufficio regionale tutela del paesaggio, che dirigeva, assicurava solo le sue utilità personali». Il dirigente, ancora in servizio alla Regione, per il pm Daniele Caria è colpevole di corruzione aggravata, truffa, abuso d’ufficio, falso materiale e ideologico in atti pubblici. «Merita nove anni di carcere – ha detto Caria – le attenuanti generiche non possono essere concesse». Perchè dagli atti e dalle conversazioni telefoniche registrate emerge la figura di un uomo pronto a tutto pur di compiacere i potenti di turno e di fare carriera. Pronto anche «a far prevalere gli interessi privati su quelli pubblici».

leggi tutto

Read Full Post »

Older Posts »