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Archive for the ‘Economia e lavoro’ Category

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Vincenzo A. Romano

In ogni momento del mondo e del tempo una figura di donna compie la sua veglia funebre. La faceva Giuseppina Marcias quando Antonio, condannato al confino da un regime assassino e liberticida, le scriveva parole di fuoco per avere richiesto la grazia a Benito Mussolini. C’è sempre una mamma in Biafra o Darfour che tiene fra braccia scheletrite un corpicino spento dall’inedia causata da un uomo che ingrassa lontano migliaia di miglia succhiando la vita del bimbo con una pipeline fatta di tanti piccoli corpicini accumulati nei secoli dello sfruttamento assassino. Era conseguenza logica di una visione del mondo diviso in classi quella che faceva vedere – già nel 1848 – a Marx ed Engels, intenti a scrivere il loro Manifesto, la mondializzazione del lavoro e del commercio, l’eterno irrisolto conflitto della lotta di classe fra coloro che erano padroni e chi ne veniva sfruttato. Tutto si è consumato nell’arco del «Secolo Breve» dalla Catastrofe , all’Età dell’oro, sino alla Frana. Settantasette anni in cui tutto è accaduto. (altro…)

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Nonostante la protesta dei consiglieri di minoranza (alcuni impegnati nell’operazione antisolidale di sgravare la Campania dalla insostenibile situazione emergenziale ; una volta la Sardegna era sempre in primo piano in queste azioni di aiuto e assistenza, mentre ora si attendono i rinforzi di personaggi come Borghezio dediti a fomentare separazioni), la Finanziaria 2008 è stata licenziata in commissione bilancio. Dato il  via libera al testo rimangono circa dieci giorni per la predisposizione delle relazioni di accompagnamento. Insensibili alla legge fondamentale per l’economia dell’Isola i mezzi di comunicazione  si sono lanciati sulla notizia dei rifiuti campani , alcuni scatenandosi in vere e proprie campagne di terrorismo gratuito, avendo già dimenticato la richiesta di solidarietà per la l’agricoltura sarda lanciata a gran voce sino a qualche giorno fa. Pdci e PRC si dichiarano alquanto soddisfatti degli aspetti tecnici mentre impegneranno le proprie forze per elaborare e portare avanti nei prossimi giorni proposte di soluzione per quei problemi che rimangono basilari per la Sinistra. In riunione di maggioranza si porteranno avanti le tematiche del lavoro e dell’occupazione, gli strumenti per combattere le nuove povertà  e il precariato fermo restando un sano impegno per il rilancio della produzione e la soluzione delle problematiche che stanno portando alla perdita dei posti di lavoro per l’abbandono e la delocalizzazione di industrie che erano state un fiore all’occhiello dell’economia isolana.

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Vincenzo A. Romano * (con le foto della serata)

«Sono impressionato. Pensavo che questi giochi economici, come il Dumping Predatorio, fossero destinati solo alle grandi aziende. Mai avrei creduto che investitori, anche poco seri potessero essere, così feroci verso la gente. Perché questo vuol dire l’abdicazione del potere politico di fronte al potere economico…». Questo era uno dei commenti ad un articolo pubblicato su questo sito in occasione della disperata protesta “lo sciopero della fame” dei contadini di Decimoputzu oppressi da esosi debiti contratti, in buona fede, in base ad una legge (n°44 del 1988) che amministratori disattenti ed ignoranti avevamo emanato senza tenere conto del fatto che anche questa tartassata Isola sta nel novero delle grandi nazioni (e delle loro regole) della Unione europea. Mena Aloia riassumeva in quei giorni, erano i primi giorni di ottobre, la vicenda dell’accavallarsi di errori e debiti con banche rapaci e politici insensibili. Il 6 novembre, dopo un periodo di febbrile attività a studio della tragica situazione la questione veniva portata in Parlamento dal Deputato Algherese Elias Vacca che presentava al ministro una interrogazione a risposta immediata sul dramma che continuava a consumarsi nel Municipio di Decimoputzu dove continuava lo sciopero della fame degli agricoltori cui le banche creditrici continuavano a metter all’asta i beni. L’intervento del deputato del Pdci cominciava con la constatazione : «quello che sta accadendo in Sardegna è paragonabile ad una seconda emergenza economica dopo il caso Parmalat. Sono, infatti, circa 7.000 le aziende agricole sarde, dal singolo pastore al coltivatore di fiori, e quasi 30.000 le persone direttamente impegnate nell’azienda familiare, uniti ad altrettanti braccianti, che hanno perso tutto, travolti da un mix di truffa, bluff ed incompetenza, e strozzati da debiti da capogiro con le banche…». La risposta del Ministro fu, come ebbimo a scrivere in un secondo momento, quasi una beffa. Perché –sostanzialmente aveva ingannato il deputato, o meglio aveva mentito al parlamento- perché mentre rispondeva di provvedimenti sospensivi già assunti le aste continuavano impunemente. Occorre rammentare che non era la prima volta che il nostro partito si occupava della questione, perché venti giorni prima sempre l’on. Vacca denunciava assieme all’ Altro sardo Oliviero Diliberto la situazione economica in cui versava il sistema economico in Sardegna con riferimento proprio a Decimoputzu : «In provincia di Cagliari, a Decimoputzu, i coltivatori si sono attivati in una protesta organizzata, occupando la Sala Consiliare del paese e avviando lo sciopero della fame nella speranza di ottenere un intervento concreto da parte delle istituzioni; tale pacifica battaglia è stata però ostacolata da atti di violenza e minacce al leader di Altragricoltura, nonché portavoce del Comitato di lotta dei pastori ed agricoltori». Sabato pomeriggio, in un’affollatissima aula consiliare – brillavano per l’assenza: Presidente, Giunta e Consiglio regionale – Elias Vacca era ancora in quella Aula (insieme con i compagni Maria Demurtas della Direzione Nazionale del Pdci, l’Assessore al lavoro della Provincia di Cagliari Maria Carla Floris , il Segretario della federazione di Cagliari Antonio Littarru e chi vi riferisce con queste note). (altro…)

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Con insopportabile arroganza il “pentito Lamberto Dini” attacca ogni giorno il governo e con sviscerato odio il Presidente Prodi. Abituato a tagliare sulle spalle dei lavoratori, come dimenticare la riforma delle pensioni del 1995, con analogo sistema vuole punire le donne, dopo la condanna della moglie per bancarotta fraudolenta si riscopre liberale (era stato nel governo Berlusconi e da lui suggerito come successore) e, colpito sulla via di damasco ha l’illuminazione: “Tradire gli amici della Margherita che inopinatamente lo avevano candidato, tradire l?unione che lo aveva portato al Senato e attaccare Prodi. Tradire tutti insomma in una visione da vecchio insofferente – magari tormentato da una fastidiosa prostatite – (ha l’età). Quindi se scontento di come vanno le cose deve smettere il viscerale anticomunismo, che poi è la scusa per tornare al governo con gli ex democristiani, smettere il sogno di fare il nuovo ministro del tesoro andare a schiarirsi le idee nelle megagalattiche tenute sudamericane della signora Zingone-Dini. Ora ci ha stufato e se ha un barlume di intelligenza, smetta di insistere e se ne vada a casa. Se a gennaio il centrosinistra avrà i suoi 5 o 7 senatori, Lamberto Dini tornerà a contare come il 2 di picche.

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Intervento in aula dell’On. Elias Vacca – Pdci

Il ministro del lavoro e della previdenza sociale Cesare Damiano ha reso, a nome del Governo, una informativa urgente sul gravissimo incidente sul lavoro occorso presso l’acciaieria ThyssenKrupp di Torino che ha causato la morte di quattro operai, oltre a diversi feriti. E’ seguito un breve dibattito al quale ha partecipato un oratore per gruppo. (12 dicembre 2007)

 L’intervento di Elias Vacca (ore 16:51):

“Signor Presidente, la rabbia dei lavoratori e dei parenti delle vittime è stata indirizzata non soltanto verso l’impresa che scelleratamente ha consentito che quelle morti e quei ferimenti si verificassero, ma è stata indirizzata anche al sistema della politica e alle rappresentanze degli stessi lavoratori. Quella protesta e quella rabbia dimostrano che la misura è colma e che si sta rompendo qualcosa anche nel rapporto tra i lavoratori e chi ne ha la rappresentanza nella sede politica e nella sede sindacale.
Adesso non è pensabile che dai banchi dei Comunisti Italiani giunga un intervento limitato al cordoglio ed al rammarico per la strage consumata alla ThyssenKrupp di Torino. Non è pensabile che accada né sarebbe conseguente alla nostra azione in questo anno e mezzo di partecipazione all’azione di Governo.  Continua

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carla_seminario_sito.jpgIl 30 ottobre scorso, nella sala conferenze di Villa Muscas, a Cagliari si è svolto un seminario di formazione organizzato dai compagni della Federazione del PRC-SE che ha avuto una folta partecipazione anche dei compagni del Pdci per il quale è intervenuta Maria Carla Floris.

“Le competenze delle province in materia di lavoro”

Intervento di M. Carla Floris – Assessore al Lavoro della Provincia di Cagliari –PdCI

Le competenze in materia di Lavoro, sono state trasferite alle province con la L.R. 20/05, tuttavia è sotto gli occhi di tutti il fatto che a distanza di quasi 2 anni dall’emanazione della legge 20/05 il quadro non si presenti dei migliori.

La provincia sta cercando tra mille difficoltà di far decollare i nuovi servizi per il Lavoro, e nel fare questo deve fare i conti: da un lato con una macchina quale è quella delle province non del tutto pronta ad accettare la nuova sfida che è chiamata a svolgere, è una macchina lenta, talvolta restia al cambiamento e che si porta dietro un passato da apparato burocratico, che spesso ha difficoltà a comprendere e stare al passo con il nuovo ruolo di soggetto attivo nel territorio e non più “ente intermedio”. (altro…)

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Oliviero Diliberto, leader del Pdci: «Se fossi stato i! premier, avrei sfidato a palazzo Madama i centristi che avevano preannunciato di non votare la fiducia. Dini davvero si sarebbe accollato l’onere di far cadere il governo?».
E allora perché invece Prodi si è piegato?
«Perché ha preferito una linea di, secondo lui, sicurezza. Salvo che poi Dini, subito dopo, ha chiesto un cambio del quadro politico. Insomma un pessimo affare per tutti».

leggi tutta l’intervista

La dichiarazione di Gianni Pagliarini

 

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