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Archive for the ‘Giustizia’ Category

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Vincenzo A. Romano

In ogni momento del mondo e del tempo una figura di donna compie la sua veglia funebre. La faceva Giuseppina Marcias quando Antonio, condannato al confino da un regime assassino e liberticida, le scriveva parole di fuoco per avere richiesto la grazia a Benito Mussolini. C’è sempre una mamma in Biafra o Darfour che tiene fra braccia scheletrite un corpicino spento dall’inedia causata da un uomo che ingrassa lontano migliaia di miglia succhiando la vita del bimbo con una pipeline fatta di tanti piccoli corpicini accumulati nei secoli dello sfruttamento assassino. Era conseguenza logica di una visione del mondo diviso in classi quella che faceva vedere – già nel 1848 – a Marx ed Engels, intenti a scrivere il loro Manifesto, la mondializzazione del lavoro e del commercio, l’eterno irrisolto conflitto della lotta di classe fra coloro che erano padroni e chi ne veniva sfruttato. Tutto si è consumato nell’arco del «Secolo Breve» dalla Catastrofe , all’Età dell’oro, sino alla Frana. Settantasette anni in cui tutto è accaduto. (altro…)

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Kassim Britel cittadino italianoDue lettere, con la stessa data, 14 novembre 2007, e lo stesso mittente, Fair Trial International, sono arrivate al ministro della giustizia Clemente Mastella e al ministro degli esteri Massimo D’Alema. Fair Trial International è un’organizzazione non governativa con sede a Londra che si occupa di promuovere «processi in linea con gli standard internazionali e di difendere i diritti delle persone che subiscono processi in paesi diversi dal proprio». Oggetto delle due lettere è il caso di Abou Elkassim Britel. «Siamo molto preoccupati che nonostante abbia sofferto gravi violazioni dei diritti umani, mr. Britel rimanga imprigionato in Marocco, dopo una condanna ottenuta attraverso la tortura». La detenzione di Kassim, che è in sciopero della fame dal 16 novembre, è quindi diventata un caso internazionale. E il silenzio del governo italiano, che pure aveva promesso all’inizio del 2007 che si sarebbe adoperato per avere la grazia dal re del Marocco Mohammed VI, diventa più assordante ogni giorno che passa. Mastella è impegnato a superare le crisi di nervi della maggioranza e D’Alema sabato e domenica sarà a Lisbona al vertice euroafricano. Forse per questo, come ci ha confermato l’avvocato Saima Hirji, i due ministri non si sono ancora degnati di rispondere alla lettera di Fair Trial International.

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Venti condanne e due assoluzioni, demolizione totale dello stabilimento-discoteca Maramura sul litorale di Capoterra, giù anche il centro sportivo Green Blu a Quartu Sant’Elena. Su tutti lui, Lucio Pani: «Per anni l’ufficio regionale tutela del paesaggio, che dirigeva, assicurava solo le sue utilità personali». Il dirigente, ancora in servizio alla Regione, per il pm Daniele Caria è colpevole di corruzione aggravata, truffa, abuso d’ufficio, falso materiale e ideologico in atti pubblici. «Merita nove anni di carcere – ha detto Caria – le attenuanti generiche non possono essere concesse». Perchè dagli atti e dalle conversazioni telefoniche registrate emerge la figura di un uomo pronto a tutto pur di compiacere i potenti di turno e di fare carriera. Pronto anche «a far prevalere gli interessi privati su quelli pubblici».

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Bagarre del centro destra per la sentenza sul Generale Speciale, e ce ne sono i motivi. Ma può un comandante inquisito dalla magistratura ordinaria e da quella contabile ritornare sul luogo del delitto?

 

Molto improbabile il ritorno di Speciale al comando della GdF e per vari motivi, nonostante le smargiassate dell’altro ufficiale, «domani torno ad assumere il comando» e non tanto perché sull’ argomento frenano i suoi legali quanto, piuttosto, perché se quell’incarico lo dovesse riassumere ne sarebbe immediatamente sospeso per le note vicende giudiziarie. E’ vero che la sospensione sarebbe facoltativa e decisa dal cda, ma come si farebbe, e con quale giustificazione, a tenere a capo della GdF proprio colui che è sotto inchiesta da parte di due magistrature per vari reati e spreco del pubblico danaro –per il quale sarà chiamato al risarcimento- ? Sono i filmati ufficiali della stessa GdF a riprendere le gite del generoso generale con mezzi di stato (elicotteri ed aerei) con amici e mogli degli amici. Nel delirio d’onnipotenza l’uomo non ha badato che per ogni movimento c’era un ordine e per ogni volo “un piano”. E così la magistratura si ritrova in mano documenti inoppugnabili delle gite del Generale e dei suoi sodali. Gite anche religiose se se ne va a visitare San Pio da Petralcina come annotano gli implacabili registri delle operazioni. Forse Visco è stato davvero ingenuo a cadere nella trappola e ha ragione Di Pietro a dire che sono stati sbagliati i modi e le procedure e la Finocchiaro a riconoscere gli errori, ma 45 voli illegittimi vorranno dire qualcosa se la Corte dei Conti (dove un governo fessacchiotto lo voleva nominare mandando il lupo a controllar gli agnelli). Comunque difficilmente la cagnara degli amici della destra riporterà Speciale al suo precedente incarico. E’ un generale dell’Esercito e dovrebbe prima rientrarvi, poi è in pensione e poi che farebbe la magistratura inquirente se mettessero proprio lui nella “possibilità” di inquinare le prove? Accetterebbero gli Italiani?

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Per favore leggete questo articolo di Gennaro Carotenuto

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Esemplare la Cassazione. La Corte per intenderci. Chi di noi non si è imbattuto in un presuntuoso e molto  spesso ignorante “capetto” che tronfiamente non abbia denigrato, maltrattato, tartassato o minacciato dipendenti o sottoposti? Altri hanno subito azioni di mobbing, o sono stati messi da parte per pura antipatia. Ora basta. La Corte di Cassazione ha confermato una condanna comminata, per fatti del genere da una Corte d’Apello. Riprendo da un ottimo e stringato post le frasi incriminate: “mò m’hai rotto li c…, io voglio sapè te che c…. ci stai a fà qua dentro, che nun fai un cacchio ed altro“. Finalmente si pagano gli ingiustificati moti di disprezzo e mancanza di tatto e signorilità. (vedi qui e qui )

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Elias Vacca (Pdci): G8. Udeur e Idv complici del piano della destra

Ufficio Stampa del Pdci

 

Roma 30 ottobre 2007

 

“E’ evidente a tutti che in quei tragici giorni del 2001, a Genova, c’è stata stata una sospensione delle garanzie democratiche e che la commissione di inchiesta sul G8, prevista dal programma dell’Unione, avrebbe contribuito a distinguere i picchiatori che cantavano faccetta nera dalle forze dell’ordine nelle quali noi crediamo e che sono quelle fedeli alla costituzione e sensibili alla protezione dei cittadini”. Secondo Elias Vacca, esponente del Pdci in commissione Affari costituzionali della Camera, “oggi questa chiarezza non si è voluta fare probabilmente nel tentativo della destra di contrapporre i corpi di polizia alle istituzioni democratiche. Ciò che è stupefacente è che di questo disegno siano complici pezzi della stessa maggioranza che, per opportunismo o per ignavia non hanno condiviso il nostro tentativo di fare chiarezza. Mi rimane la convinzione – conclude Vacca – che Genova fosse la prova generale di qualcos’altro e sono preoccupato del fatto che a qualcuno non importi poi molto”.

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