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Archive for the ‘Morti bianche’ Category

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Vincenzo A. Romano

In ogni momento del mondo e del tempo una figura di donna compie la sua veglia funebre. La faceva Giuseppina Marcias quando Antonio, condannato al confino da un regime assassino e liberticida, le scriveva parole di fuoco per avere richiesto la grazia a Benito Mussolini. C’è sempre una mamma in Biafra o Darfour che tiene fra braccia scheletrite un corpicino spento dall’inedia causata da un uomo che ingrassa lontano migliaia di miglia succhiando la vita del bimbo con una pipeline fatta di tanti piccoli corpicini accumulati nei secoli dello sfruttamento assassino. Era conseguenza logica di una visione del mondo diviso in classi quella che faceva vedere – già nel 1848 – a Marx ed Engels, intenti a scrivere il loro Manifesto, la mondializzazione del lavoro e del commercio, l’eterno irrisolto conflitto della lotta di classe fra coloro che erano padroni e chi ne veniva sfruttato. Tutto si è consumato nell’arco del «Secolo Breve» dalla Catastrofe , all’Età dell’oro, sino alla Frana. Settantasette anni in cui tutto è accaduto. (altro…)

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Intervento in aula dell’On. Elias Vacca – Pdci

Il ministro del lavoro e della previdenza sociale Cesare Damiano ha reso, a nome del Governo, una informativa urgente sul gravissimo incidente sul lavoro occorso presso l’acciaieria ThyssenKrupp di Torino che ha causato la morte di quattro operai, oltre a diversi feriti. E’ seguito un breve dibattito al quale ha partecipato un oratore per gruppo. (12 dicembre 2007)

 L’intervento di Elias Vacca (ore 16:51):

“Signor Presidente, la rabbia dei lavoratori e dei parenti delle vittime è stata indirizzata non soltanto verso l’impresa che scelleratamente ha consentito che quelle morti e quei ferimenti si verificassero, ma è stata indirizzata anche al sistema della politica e alle rappresentanze degli stessi lavoratori. Quella protesta e quella rabbia dimostrano che la misura è colma e che si sta rompendo qualcosa anche nel rapporto tra i lavoratori e chi ne ha la rappresentanza nella sede politica e nella sede sindacale.
Adesso non è pensabile che dai banchi dei Comunisti Italiani giunga un intervento limitato al cordoglio ed al rammarico per la strage consumata alla ThyssenKrupp di Torino. Non è pensabile che accada né sarebbe conseguente alla nostra azione in questo anno e mezzo di partecipazione all’azione di Governo.  Continua

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Per favore leggete questo articolo di Gennaro Carotenuto

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Vincenzo A. Romano

La prima parte del titolo non è mia, è un richiamo ad un volume uscito nel 1989 e ripubblicato due anni dopo. Un libro di testimonianza su una grande stagione: la primavera palermitana, un attimo della grande lotta civile, giudiziaria e di democrazia condotta a Palermo da persone quasi tutte uccise da Cosa Nostra. Nel 1989 Borsellino e Falcone lottavano contro la mafia e facevano un’altra importante azione “uscivano dal tempio del Palazzo di Giustizia” per andare fra i giovani, fra i commercianti, nel mondo insomma, a fare “proselitismo”. Una precisazione. Uscire dal Tempio è l’opera di un altro grande nemico della Mafia – poi stranamente allontanato da Palermo – il gesuita Bartolomeo Sorge che a fianco dei giudici e dei palermitani si sforzava di combattere la piovra. Poi avvennero molte cose, via Carini, Capaci, via D’Amelio e fu un’altra stagione. Siamo oggi più che mai, oggi che tentiamo una convergenza, una confederazione delle poche forze della Sinistra, sotto l’attacco di poteri un poco diversi da quelli, ma che hanno un obiettivo comune. Annullare la Sinistra come forza democratica, come rappresentantiva dei lavoratori, come continuatrice di quel meccanismo – sempre più attuale che è la lotta di classe – l’insanabile antinomia fra mondo del capitale e mondo del lavoro. Ne hanno fatte tante per sfiancarci, ridurci alle corde, sottrarci la nostra base naturale con un mondo di illusioni e ci sono in gran parte riusciti anche per colpa di molti che hanno rinunciato a quelle idee, a quei principi crogiolandosi in un letto più comodo, lussuoso, meno complicato da gestire. Un letto dove il politico sta accanto al banchiere, corteggia il finanziere, frequenta il salotto buono dispensatore di soddisfazioni, illusioni di ascesa sociale, frequentazioni inebrianti. Abbandonata la lotta, quella tosta che ti fa sporcare le mani dell’unto che ricopre quella del meccanico (che magari muore in una fabbrica non più mantenuta: tanto quest’anno chiude) hanno in antipatia chi è rimasto fedele agli antichi costumi. E di pari passo, in parte a causa del loro disinteresse molto per le promesse fallaci e fallite delle sirene mediatiche, molti hanno abbandonato la lotta per inseguire il luccichio delle pagliuzze dorate che gli mostrano di lontano e che non raggiungeranno comunque.

Una volta la nostra forza era il «proselitismo» . (altro…)

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Elaborato dal manifesto nazionale

 

Sgobio: Morti Bianche. Ennesima tragedia: reagire con decisione

 

Ufficio Stampa

Roma 6 dicembre 2007

L’incendio di questa mattina all’acciaieria della Thyssenkrupp a Torino, costato la vita ad un operaio ed a seguito del quale sono rimasti feriti altri nove lavoratori di cui 6 in gravi condizioni, evidenzia in tutta la sua drammaticità l’emergenza sociale determinata dalle morti bianche. Bisognerà fare piena luce sulle cause e le eventuali responsabilità di questo grave incidente, ma è ormai chiaro ed evidente che il Governo deve muoversi con decisione non solo per la piena applicazione della legislazione vigente, ma anche per aumentare i controlli nei luoghi di lavoro.

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