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Archive for the ‘Sinistra’ Category

MILANO.-Per non irritare, ulteriormente, quella parte di parlamentari teo-dem, teo-con e laici devoti che si troveranno fuori dal Parlamento senza pensione – nonostante abbiamo seguito alla lettera (ed oltre: perinde ac cadaver) le prediche e gli “angelus” papali – due alti prelati, Saraiva Martins e Cheli, imputano – a titolo personale – la caduta del governo “al mancato dialogo coi cattolici” (la Repubblica, 25 gennaio 2008, pag. 10). Tradotto in linguaggio meno curialesco sta a significare: non avete accettato le nostre richieste (dictat) sulla 194, la legge 40 la pillola, eutanasia ed il “sacro ed indissolubile matrimonio cattolico che solo noi possiamo dichiarare nullo?” ; adesso pagatene le conseguenze. Le ragioni dei prelati dagli incarichi fantasiosi, uno prefetto della congregazione per le cause dei Santi (quello della beatificazione dei 480 preti franchisti) , l’altro presidente emerito del pontificio consiglio dei migranti e degli itineranti, non differiscono, a parte gli arresti domiciliari della consorte, da quelli del buon Mastella che pur beneficato da Prodi di parlamentari eletti solo per “calcolate rinunce dei prodiani” gli ha piantato un coltello nella schiena. Di quegli stiletti che, coi braccetti laterali appositamente disegnati, ingannavano i più ingenui dei passanti rendendoli indifesi dalle stilettate di camuffati reverendi quando, nella notte della città di Pietro, dominava il “Papa Re” . Per i due cardinali il mancato dialogo avviene su più piani, ma a leggere bene il Vaticano è scontento perché: non la ha spuntata “sulla famiglia”, – per la quale vuole imporre un unico modello: il proprio – , “sulla scuola” – che vorrebbe ancora più confessionale e finanziata dallo stato che la dovrebbe privatizzare (o clericalizzare?)- , “sulla difesa della vita” che vorrebbe continuare ad amministrare anche durante l’agonia e dopo la morte. Non ci si consideri eretici se ci permettiamo di dire che con l’invenzione del Purgatorio la chiesa completò il controllo del ciclo vitale umano e si arricchì parecchio vendendo anni di sconto purgatoriali direttamente proporzionali agli zecchini e baiocchi versati. Adesso che la Chiesa avrebbe dovuto zittirsi alza il tiro, per dire ai prossimi governati: “Giovanotti, ricordatevi che siamo qui. E che su questo dovete venire a Canossa se volete conservare l’impero”.
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In concomitanza del tradimento di Mastella che chiede al Governo di consolarlo e coprire le marachelle di famiglia, la CEI , come il soldato sotto la croce, affonda la lancia nel costato di Prodi per accertarne e accelerarne la morte.
La proposta sarebbe di fare punto e a capo. Ritornare alla legge delle Guarantigie e attendere di vedere se, a differenza di Bismark, Bush (che tanto gli piacciono le invasioni) voglia accogliere un eventuale appello di dichiarare guerra allo stato Italiano che tanto, come pontifica Bagnasco è : “sfilacciato, frammentato”, “ridotto a coriandoli”. Altro che 194, legge che funziona alla perfezione, se tagliando s’ha da fare è ai patti Lateransi voluti dal “Duce del fascismo” per rafforzarsi un regime che solo le tonache, anch’esse nere come la camicie dei suoi picchiatori – vedi l’ironia della storia – potevano pubblicizzare dai pulpiti. Se fossimo dei credenti dovremmo osannare Oliviero Diliberto. Le sue profezie si stanno compiendo meglio e più puntuali di quelle di Elia. «Non saranno i Comunisti a fare cadere il governo Prodi» – diceva a Cagliari il 17 novembre – «ma nell’ordine, Mastella, il Vaticano e gli altri poteri forti: Confindustria e la politica estera americana». Una profezia direbbero i laici-fedeli perché, intenti a spartir poltrone, ingraziarsi il Papa e accontentare banche e finanza, di analisi politiche non solo non ne fanno, ma non ne sanno fare. Torniamo al punto. Papa, Vaticano e CEI hanno rotto, con la scusa del primato etico, quei patti che il solo Benedetto Croce contrastò perche: «gli ripugnava quella particolare conciliazione, effettuata non con un’Italia libera, ma con un’Italia serva, e per mezzo dell’uomo che l’aveva asservita il quale compiva quell’atto fuori da ogni spirito di religione e di pace, ma solo per trarne nuovo prestigio e rafforzare la sua tirannia». Questo è il vichiano ripetersi dei cicli della storia.
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Vincenzo A. Romano

In ogni momento del mondo e del tempo una figura di donna compie la sua veglia funebre. La faceva Giuseppina Marcias quando Antonio, condannato al confino da un regime assassino e liberticida, le scriveva parole di fuoco per avere richiesto la grazia a Benito Mussolini. C’è sempre una mamma in Biafra o Darfour che tiene fra braccia scheletrite un corpicino spento dall’inedia causata da un uomo che ingrassa lontano migliaia di miglia succhiando la vita del bimbo con una pipeline fatta di tanti piccoli corpicini accumulati nei secoli dello sfruttamento assassino. Era conseguenza logica di una visione del mondo diviso in classi quella che faceva vedere – già nel 1848 – a Marx ed Engels, intenti a scrivere il loro Manifesto, la mondializzazione del lavoro e del commercio, l’eterno irrisolto conflitto della lotta di classe fra coloro che erano padroni e chi ne veniva sfruttato. Tutto si è consumato nell’arco del «Secolo Breve» dalla Catastrofe , all’Età dell’oro, sino alla Frana. Settantasette anni in cui tutto è accaduto. (altro…)

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Un articolo di Carlo Dore jr. con una breve premessa.
Pubblichiamo molto volentieri l’articolo del compagno Carlo Dore jr perché ci permette un intervento che ci piace mettere in premessa in luogo che in commento come potevamo fare. Sebbene Dore faccia una analisi –come sempre puntuale ed intelligente – della situazione generale, non tutto sta camminando allo stesso modo. Proprio qui a Cagliari sta procedendo (e i numerosi articoli del compagno non sono stati ininfluenti) un progetto che non è più la “Cosa Rossa”, ma il tentativo di elaborazione pratica di quel modello di nuova sinistra delineato nei giorni 8 e 9 dicembre. Le forze che stanno “organizzando” la nuova sinistra sono in fase avanzata di discussione-confronto-proposta tanto che fra Verdi, Pdci, Prc e SD si sono travati, già a livello di federazione (e molto spesso dopo numerosi dibattiti nelle sezioni), argomenti di assoluta concordanza che per semplificare cito solo in: ambiente trasversale e lavoro (nei suoi aspetti di precariato, sicurezza, e creazione). Sono stati individuati alcuni fattori di progresso ambientale che coniughino la creazione del posto di lavoro con la produzione di energia pulita, rinnovabile e in linea con uno sviluppo compatibile. L’importanza che mi sento di attribuire a questo processo e lo scrivo perché concordo con Carlo nell’anomalia della nascita verticistica del PD è che il processo sta progredendo dal basso. Molte delle proposte sono già digerite dalle basi dei quattro componenti la confederazione, addirittura sono sollecitate. Attraverso la gestione del sito e per i commenti e per le e-mail che si ricevono quotidianamente questa volontà è palpabile, talvolta suggerita, altre volte sollecitata. Ecco perché mi permetto (sicuro della benevolenza di Carlo per questa premessa) di dire che non parlerei, almeno a Cagliari, delle due sinistre confluite nella cosa rossa perché qui , a confluire, sono state almeno tutte e quattro le sinistre, mentre non si dispera in un (non molto lontano) confronto con le altre componenti movimentiste della Sinistra. Che è già Sinistra Arcobaleno (VAR)

L’intervento di Carlo Dore Jr

Confermando le previsioni dei più attenti commentatori, la nascita del Partito Democratico – lungi dal favorire l’attuazione di quella fase di “semplificazione della politica” più volte richiamata da Fassino nel corso della lunga stagione congressuale – ha alterato profondamente gli equilibri interni alla già di per sé non stabile maggioranza di governo. Indipendentemente dalle valutazioni proponibili in ordine alle scelte compiute da quelle cellule impazzite del centro moderato che più volte hanno attentato alla stabilità dell’Esecutivo nella prima fase della legislatura in corso, si deve infatti rilevare come la sinistra italiana risulta attualmente spezzata in tre tronconi: il nostro Paese registra in questo senso la colossale anomalia costituita dall’esistenza non già di un fronte progressista unitario, ma di tre diverse sinistre, ciascuna delle quali appare impegnata a perseguire la propria road to perdition. Aderendo al progetto del PD, la componente maggioritaria dei DS ha coraggiosamente scelto di mettere in discussione la propria identità per favorire l’elaborazione di “un nuovo pensiero per un nuovo secolo”, di “ammainare definitivamente le vecchie bandiere” per “affrontare con rinnovato slancio le sfide quotidianamente proposte da una società sempre più deideologizzata” . (altro…)

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di Vincenzo A. Romano (con servizio fotografico dell’evento)

Con la presenza della compagna Maria Demurtasdella Direzione nazionale del Pdci -la federazione di Cagliari e la neonata Sezione del Pdci dedicata a Giorgio Amendola, sezione che è ancora in attesa dei crismi di approvazione delle autorità nazionali del Partito dei comunisti Italiani, aveva da tempo in fase organizzativa (dopo circa tre anni di assenza di manifestazioni su territorio) un seminario sulla nuova esigenza di creare dal basso posti di lavoro senza l’assistenzialismo pubblico: l’Ospitalità diffusa che è anche un modo di crescita delle comunità civili, di aggregazione, dialogo e soprattutto “cooperazione”, una voce che ancora di declina con difficoltà in terra sarda. Ciò si è potuto realizzare in un periodo poco felice (quello natalizio) che ha imposto l’assenza dalla partecipazione della più grande scuola alberghiera sarda, appunto quella di Monserrato, ma è stato un seminario colto, pregnante e che ha messo le premesse per nuovi incontri soprattutto per l’interesse dei politici, degli stessi operatori presenti, ma soprattutto per l’associazione dei confesercenti. (altro…)

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Uno scop da L’Espresso domani in edicola

ESCLUSIVO. Il testo e l’audio della conversazione tra il manager Rai e il Cavaliere: “Lei è amato nel paese, glielo dico senza piangeria”. Dai giochi in azienda, alla fissa di Bossi per il Barbarossa fino alle scritture per le attrici: “Sto cercando di avere la maggioranza in Senato”

 

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L’INCHIESTA: Alì Saccà story |
La banda Rai

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Enrico Palmas Carlo Dore jr.

L’insediamento di Walter Veltroni alla guida del Partito Democratico ha rappresentato il momento iniziale di una “nuova stagione” di dialogo tra maggioranza ed opposizione sui grandi temi delle riforme costituzionali e della legge elettorale. Ricorrendo alla stipulazione di un’intesa simile all’ormai famoso “patto della crostata” a cui fece seguito l’istituzione della c.d. “bicamerale – D’Alema” del 1998, i punti centrali della bozza elaborata dal Sindaco di Roma e dal Caimano in persona possono essere individuati nel superamento del bicameralismo perfetto, nell’attribuzione al Presidente del Consiglio del potere di nomina e revoca dei Ministri, nell’introduzione del meccanismo della sfiducia costruttiva, nell’introduzione di un sistema elettorale di tipo proporzionale caratterizzato da una (più o meno) elevata soglia di sbarramento. (altro…)

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